modificato 17/11/2017

 

Disinformazione, fake news: la menzogna distrugge, sovente nonostante la smentita

Correlati: informazione seminante piene o mezze bugie e dissimulante verità per ingannare, neutralizzare e/o contenere informazioni, framing; criminalizzare, lucrare; calunnia; monopoli informativi; guerra mediatica; Taqiyya e Kitman

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

La mentira me destruye. Alla crescente potenza dei mass media - in termini sia di capacità comunicativa sia di fruibilità dell’utenza - pare non corrisponda un’adeguata crescita di responsabilità dei diffusori di informazione, al punto che l’abuso di menzogna può divenire un’arma di distruzione: Fr1 <ansa2016.09>: «un articolo viene pubblicato oggi e domani verrà sostituito da un altro, ma la vita di una persona ingiustamente diffamata può essere distrutta per sempre».

L’effetto distruttivo della menzogna è scarsamente mitigabile da un’eventuale SMENTITA, anche perché questa solitamente raggiunge solo una parte dei ricettori che avevano bevuto la menzogna e perché il pregiudizio negativo si alimenta facilmente con poco male, ma si smonta difficilmente anche con molto bene. L’ingannatore male intenzionato sa di poter raggiungere il suo obiettivo denigrante pur mettendo in conto la smentita.

Ma la denigrazione dell’avversario nell’immaginario collettivo si può ottenere con forme di menzogna che non necessitano di smentita come quelle che si scudano con la licenza artistica delle FICTION (romanzo, film, teatro, musica, videogiochi, ...), l’autore delle quali può millantare che «ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale», mentre sa bene che nel lettore/spettatore susciterà EMOZIONI e fisserà RICORDI come se quel puramente casuale fosse pura menzogna, alibi per evitare accusa di diffamazione, ironia perfettamente intesa.

- Qualche volta l’avversario reale, bersagliato da tale modalità denigratoria, ha commesso così tanti ed efferati crimini contro il bene comune, da rendere irrilevante l’eventuale poco bene compiuto e, dunque, le fiction della specie alimenterebbero nell’immaginario collettivo un’avversione meritata per l’ammontare del male se non per lo specifico episodio narrato inventato: è il caso, ad esempio, del nazismo: molti giovani oggi lo avversano più per le fiction viste in demerito che per quanto studiato sui libri di storia, e, viceversa, alcuni giovani (ancora pochi per fortuna) esibiscono svastiche nonostante quanto imparato a scuola, imbevuti di fiction denigranti gli avversari del nazismo; analogamente bevono non pochi estremisti islamici.

- Ma altre volte è un intento ideologico che usa la modalità denigratoria della fiction per bersagliare un presunto avversario collettivo di Weltanschauung, che, pur avendo annoverato esponenti peccaminosi, nell’ammontare della sua storia ha favorito assai più il bene comune che il suo contrario grazie ad esponenti universalmente “santificati” e a miliardi di nascosti facitori di bene: tale intento criminalizzatorio sarebbe ravvisabile in potenti matrici di cultura dominante, che, ad esempio, favoriscono fiction denigratorie dell’esperienza cristiana in generale e cattolica in particolare: l’amplificazione mediatica di qualche male fatto è tale da rendere irrilevante il tanto bene compiuto e, dunque, le fiction della specie alimenterebbero nell’immaginario collettivo un’avversione ingiusta verso l’esperienza cristiano-cattolica. Esempi? Nell’immaginario di miliardi di persone è fissato un giudizio sul cattolicesimo alimentato più dalle fiction della serie il Codice da Vinci di Dan Brown, che dalle parole dei Papi e dalla testimonianza di milioni di sconosciuti emuli di Madre Teresa di Calcutta; che poi le falsità di Dan Brown siano state sgamate da il Codice svelato, conta nulla, visto che questo libretto è stato letto da meno di 1/1000 dei lettori di D.Brown. Una mia esperienza? In aiuto compiti 2013 fui chiesto di correggere un compito a casa (tema libero di fantasia): su 4 facciate l’alunno aveva scritto un episodio a trama poliziesca (cercare il colpevole di un brutale assassinio) e concludeva che era stato il parroco di Serravalle; puramente casuale anche se quel ragazzo era da poco cresimato? Forse.

 

 

17/11
2017

Perché i nostri media non denunciano <queste efferatezze cbdi> in Yemen? Troppi interessi occidentali con i potentati Sauditi & Usa condizionano dissimulazioni e disinformazione veicolate dal mainstream: comanda chi paga, alla faccia della millantata indipendenza di tanti giornalisti sedicenti liberi ed obiettivi.

13/10
2017

<repubblica> Trump contro l'Iran: Arabia e Israele soddisfatti, Europa preoccupata [CzzC: basterebbe il connubio di esultanza Wahhabiti-Netanyahu per mostrarci quanto tu, caro Trump, stia ordendo per il male più che perorare il bene comune: ci vorresti ingannare con la menzogna? Continuo con tante altre domande]

01/09
2017

<sole24h>: bufale e fake news possono essere diffuse spudoratamente per suscitare indignazione utile a squalificare gli avversari. Ad esempio? I vaccini sono pericolosi, fatti con plutonio, zinco, polifosfati!. Oppure gli immigrati hanno festeggiato la strage di Manchester in un bar di Pioltello.

04/05
2017

<weca>: La qualità dell’informazione in rete: Social e Bugie: 1ª parte cyberbullismo, 2ª parte Facebook, 3ª parte post-verità, 4ª parte dal pettegolezzo alle Fake News

26/04
2017

<oraprosiria>: Amina Abdallah Arraf, “A gay girl in Damascus”» col suo blog gridava i soprusi che le persone ogni giorno vivono in Siria. Si scopre che al posto di Amina era Tom McMaster, un americano che scriveva da Edimburgo.

20/04
2017

Punire le fake news? Sì l’hate speach, ma <sussidiario>: il potere tenta di possedere il controllo non solo delle notizie, ma anche delle notizie false. I "padroni della narrativa" sanno bene che vince chi ha la forza di imporre il proprio racconto. La realtà è "fatta" da chi può raccontarla ai più: se il De Bello Gallico di Giulio Cesare contiene qualche fake, Vercingetorige non potrà mai smentirle, avendo perso.

 

19/04
2017

<inkiesta>: ho smesso di seguire Report: quando li vedevo su materia che conoscevo bene (ad es multinazionali, fisco, webtax) mi risultavano banali, talvolta deformanti. Mi impressionavano solo quando affrontavano un tema che non conoscevo. Così ho pensato: "Quante probabilità esistono che siano scarsi soltanto in quei temi che conosco e bravissimi in tutti gli altri?". [CzzC: bella domanda]

10/04
2017

<sakerit>: Propaganda di guerra e menzogne mainstream: intervista a Giorgio Bianchi, fotoreporter dalla Siria e dall’Ucraina: parlavo con un giornalista della vecchia scuola del Sole 24 Ore, il quale era esterrefatto della solerzia con la quale alcuni sui colleghi si erano affrettati a stigmatizzare ed etichettare fatti impossibili da verificare sul momento. E’ la morte del giornalismo. Nel momento stesso in cui accetti di rimbalzare notizie senza verificarne le fonti e l’attendibilità e soprattutto senza accompagnarle con un’adeguata analisi, da organo di informazione ti trasformi in organo di propaganda. La tecnica è quella del framing, ben spiegata da Marcello Foa ... continua

23/03
2017

estraggo da <ladro di SC> una lucida riflessione su Stefan Zweig che, fra l’altro, allertava sull’uso capzioso dell’informazione come fonte di odio e violenza: «L’esperienza insegna che raramente l’odio tra nazioni, tra razze e classi, tra singoli gruppi di persone nasce dall’interno, nella maggior parte dei casi esso nasce da un’infezione o da uno stimolo, e il mezzo più pericoloso per attizzarlo è la mancanza di veridicità pubblica, diffusa attraverso opere a stampa».

05/03
2017

<aleteia> si sapeva già dal 2014 del ritrovamento della fossa comune con centinaia di bambini morti tra il 1925 e il 1961 vicino a casa per ragazze madri in Irlanda, ma la notizia è ancora ripresa con illazioni del tipo di quelle per le quali già nel 2014 l’Associated Press chiese scusa. <thejournal>: le conclusioni dell’inchiesta saranno nel febbraio 2018.

25/01
2017

<Algemeen Dagblad>: La copertura mediatica occidentale sulla Siria è una grande menzogna pro interessi strategico-finanziari degli anglosassoni nonché di Arabia Saudita e Qatar per creare uno stato sunnita in Siria senza libertà religiosa

11/12
2016

<vatican>: Fr1: non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità [CzzC: fischieranno anche orecchie occidentali?].

20/10
2016

<tempi>: capite chi sono i lupi? Dopo un anno e mezzo gli accusati dell’affare Lupi-Incalza vengono prosciolti dalle accuse ma, eccezion fatta per Il Foglio, la notizia finisce in striminziti articoli di cronaca nelle pagine interne: per l’ennesima volta un’inchiesta che ha rovinato carriere e reputazioni finisce nell’indifferenza generale.

22/09
2016

<ansa>: Fr1 ai giornalisti: verità e cura della dignità della persona: la professione non diventi "arma di distruzione ... un articolo viene pubblicato oggi e domani verrà sostituito da un altro, ma la vita di una persona ingiustamente diffamata può essere distrutta per sempre".

03/03
2015

<sargedgnareporter>: Padre Daniel Maes sulla Libia e Siria sbugiarda il giornalista belga Rudi Vranckx e molti altri giornalisti della stampa “mainstream”. Ci limitiamo a lui perché è il più noto “reporter” di guerra in Belgio”. Col pretesto di abbattere dittatori, combattenti fanatici sono reclutati da tutto il mondo per destabilizzare un paese come preda per gli interessi del vecchio dominio mondiale anglosassone.

13/11
2014

«è meglio dire una bugia al momento giusto che la verità al momento sbagliato?»: dipende, direi; vedi mio commento alla dissimulazione

14/06
2011

<fc>: e se fosse falsa la giustificazione della Nato per far guerra in Libia? a tutela del popolo libico massacrato da Gheddafi”?. In realtà la Nato e il Qatar sono schierati, per ragioni geostrategiche, a sostegno dei ribelli di Bengasi : Lucio Caracciolo su Limes: questa guerra sarà ricordata come un “collasso dell’informazione”,  intrisa com’è di bugie e omissioni