SIMONE Adolphine WEIL (1909-1943)

Figlia di un medico di origini ebraiche e di una russo-belga, entrambi agnostici, ricevette una severa istruzione raffinata dal respiro internazionale. Conobbe il pensiero anarchico e l'eterodossia marxista. Si avvicinò al cristianesimo restando distaccata dalle sue forme istituzionali anche per la sua preferenza verso gli esclusi. Coniugò l'accettazione della sventura con l'attivismo politico e sociale in vivace dedizione solidaristica, spinta fino al sacrificio di sé. Divenne celebre dopo la sua morte anche grazie allo zelo editoriale di Albert Camus, che ne divulgò le opere (filosofico politiche, metafisiche, estetiche, poetiche)

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 03/03/2023; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: ricerca del senso della vita tesa alla verità, opzione preferenziale per i poveri, dialogo

 

2023.03.03 <avvenire> Edith Stein, pietra d'inciampo per ebrei e cristiani? Robiati Bendaud torna criticamente sulla figura della santa per indagare il significato della sua conversione per il popolo eletto e per il dialogo interreligioso. Quando rese noto il suo desiderio di farsi cattolica, il gruppo filosofico riunito attorno a Husserl manifestò la propria delusione: a quel tempo fra gli studiosi e gli accademici prevaleva la fede luterana e la cultura cattolica era vista negativamente. A dire il vero, la futura carmelitana si stava già allontanando dal maestro, che le aveva preferito l’altro allievo Heidegger, salvo poi pentirsene più avanti. [CzzC: l’articolo cita anche Simone Weil ed Etty Hillesum]

 

↑2021.07.25 <inserto di VT pag5> Simone Weil visse una continua tensione verso la verità: «il bisogno di verità è il più sacro di tutti eppure non se ne parla mai, la lettura fa spavento quando ci si è resi conto della quantità e della enormità di menzogne materiali diffuse senza vergogna anche nei libri degli autori più amati; e così leggiamo come se si bevesse dell'acqua da un pozzo sospetto»