FILOSOFIA: implica rigoroso uso del logos-ragione, ma non solo di quella surrogata dalla pura razionalità del misurabile equazionabile

pur indagando i rapporti di causa-effetto, quantomeno in ambito gnoseologico, non disdegna la finalità del vivere, la ricerca di senso ultimo delle cose, motore di ricerca per la definizione di esperienza, etica, verità, giustizia, bellezza: per questo è tornata ad appassionarmi, perché è sinergica all’educazione.

Iniziai a studiare filosofia greca al liceo con passione, l’anno dopo mi nauseai con la monadologia di Leibniz, l’ultimo anno litigammo modo ’68 sulle idee di Marcuse, sedicente marxista hegeliano, quindi, anche in ricerca di più concretezza, scelsi una facoltà scientifica. Ora, passati i 60, trovo utile discettare (seppure inadeguato) con giovani e meno giovani appassionati di filosofia.

Links: Rivista di storia della filosofia, Critica del giudizio. Filosofia nell’islam

Alcuni filosofi che ho censito: Emanuele Severino, Giulio Giorello, Massimo Cacciari, Gianni Vattimo, Salvatore Natoli, Piero Stefani, Étienne Gilson, Michele Dossi, Francesco Ghia; Rosminiani

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 03/05/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: conoscenza della verità, razionalità<>ragione, metafisica, oggettività, realismo e senso comune; etica senza trascendenza? Educazione; filosofia nell’islam

 

2019.04.29 <corriere> «La filosofia apre la mente, entri in tutte le scuole»; molte adesioni al manifesto promosso dai professori liceali Marco Ferrari e Gian Paolo Terravecchia. Ad esempio «perché forma uomini capaci di esercitare la critica», «perché apre la mente dell’uomo al pensiero libero», e «perché ci ricorda che la scienza e la tecnologia sono per il bene dell’uomo»: sono solo alcune delle molte motivazioni riportate nel manifesto. Ma nel nuovo esame di maturità la filosofia è marginalizzata [CzzC: e sarà difficile invertire la tendenza, anche perché i piloti del mainstream han sempre meno interesse a che la gente sia capace di esercitare «la critica» e «il pensiero libero», capace di sostenere che «la scienza e la tecnologia devono essere per il bene dell’uomo» e non solo del profitto: molto meglio per quegli interessi (sia capitalisti sia capicomunisti) se la gente viene abituata alla submission: molto più conveniente per quei piloti sarebbe "tenersi buoni" certi ismi grondanti petroldollari: facendo eliminare per i loro seguaci il prosciutto di Parma dalle scuole, ma anche riducendo le lezioni di quel modo di ragionare, alla Cartesio o alla Kant, che sarebbe loro indigesto?]

 

2019.02.09 <locandina> ore 18 Rovereto, Casa Natale Rosmini, sala degli specchi: Antonio Rosmini e la filosofia cristiana oggi relatore Samuele Tadini del Centro internazionale studi rosminiani – Stresa.

 

↑2018.10.25 <avvenire> La filosofa ungherese Ágnes Heller pubblica la terza parte della sua trilogia sulla morale e dice: «Il male non può mai essere tollerato ...  Nietzsche è uno dei protagonisti del libro insieme con Immanuel Kant e Søren Kierkegaard. Quello che ho cercato di dimostrare è che, quali che siano le convinzioni di partenza, le scelte morali avvengono sempre in condizioni particolari, che possono perfino contraddire le premesse teoretiche. La questione è che non possiamo apprezzare il valore di una scelta fino a quando questa non entra a contatto con la realtà, facendosi concreta, drammatica. Le teorie sono analogabili a un bastone a cui appoggiarsi mentre si procede su un terreno accidentato».

 

↑2018.03.18 <filosofiascienza> Piero Benvenuti (segretario IAU): la “teoria del tutto” è una sciocchezza: ne Il grande disegno sono dette enormi sciocchezze filosofiche (benché cominci dicendo che “la filosofia è morta”). Non arriveremo mai ad una teoria del tutto … quel libro di Hawking è un’ operazione commerciale, con affermazioni incomprensibili, astruse, e affermazioni comprensibili ma errate.

 

↑2017.09.29 [CzzC: se avessi avuto tempo avrei letto molte più pagine di questo bel testo che direi di filosofia della scienza: “La nuova alleanza, metamorfosi della scienza” ]

 

↑2017.03.20 Alcuni dei filosofi della "nouveaux philosophes" di quarant'anni fa sono ancora famosi, ad es. BHL, Bernard-Henri Lévy, magari con qualche idea rivisitata. Nel 1978 il 23enne Massimo Introvigne pubblicava una critica del loro sistema filosofico, già allora modaiolo, che nella sostanza resta ancora valida; il testo si può leggere ora su Academia

 

↑2017.01.02 Ontologismi, cognitivismo, monadologia: annoto questa pagina per i riferimenti al cognitivismo e alla monadologia di Leibniz che poco mi piacque in 2ª Liceo

 

↑2016.08.31 <lib&pers>: Nuova biografia di W.Heisenberg: vi si analizza anche il suo interesse per la filosofia e il dilemma morale in rapporto al nazismo. Noto interessante il capitolo sul filosofo cattolico Romano Guardini (Heisenberg nel 1973 rievette il premio “Romano Guardini”) che dal 1923 insegnò a Berlino dove, nonostante l'ostilità anticattolica di colleghi atei o protestanti, attrasse migliaia di studenti, professionisti, intellettuali, anche i ragazzi della Rosa Bianca, alcuni dei quali convertiti dal protestantesimo al cattolicesimo.

 

↑2016.07.08 <giornale> Ecco perché l'islam non produce una "vera" filosofia; siega M.Campanini di Uni_TN: "Non esiste, a mio parere, nell'islam contemporaneo una filosofia pura à la Cartesio o à la Kant. Si tratta di un limite a cui erano riusciti a sfuggire alcuni pensatori medievali come Averroè, ma che ora si ripresenta, anche perché il significato metastorico dato al Corano e alla Sunna frena il progressismo riformista: "L'utopia retrospettiva nel pensiero islamico significa che frequentemente l'idea del futuro si è appiattita sul passato; si è preteso cioè di costruire il futuro ripetendo e riproducendo in modo identico ciò che è accaduto nel passato". Un meccanismo del ritorno all'età dell'oro, da cui il pensiero occidentale, nonostante qualche ricaduta, ha iniziato a liberarsi con Galileo. Invece nel mondo islamico la lotta è ancora pienamente in corso. Un pensatore come Abdolkarim Soroush (noto come il "Lutero dell'islam") ha dovuto abbandonare l'Iran proprio per aver sostenuto il fatto che il Corano va invece storicizzato.

 

↑2015.06.25 <sussidiario>: il prevalere del sentirsi sul sapersi ti espone ad inganni ideologici (ferormoni, farfalle di Hegel). Il sentirsi diverso da come la natura suggerisce è molto indotto dall'ideologia del pensiero dominante, che riesce a far prevalere il sentirsi sul sapersi. Invece la mia identità non ha all'origine un sentirsi, ma un riconoscersi, mentre la fluttuazione del sentire non facilita l'orientamento, produce anzi, nel drammatico scoprirsi di ogni soggettività umana, un dis-orientamento.

 

↑2015.02.10 <avvenire.p21>: quell'odiosa "cecità" di Martin Heidegger. Già Aristotele nella tensione al sapere raccomandava di osservare, perché la vista permette il migliore discernimento, mentre le idee, filtrando la realtà, talvolta la deformano anziché illuminarla. Wittgenstein: "Non pensare, guarda!". Un esempio di questa cecità ci dà M,Heidegger: da qualche mese sono disponibili i primi Quaderni neri (1931-1941), dove troviamo un'esplicita conferma della sua compromissione culturale e politica col nazismo, senza sensi di colpa, che rendono impossibile negare l'antisemitismo: sconcertato da questi documenti, Günter Figal si è dimesso da presidente della Heidegger Gesellshaft. E' vero che il pensiero di un filosofo non può essere giudicato unicamente dai suoi comportamenti: vedi Platone amico del tiranno di Siracusa, Rousseau pessimo padre, Giovane Hegel antisemita, Husserl guerrafondaio ... [CzzC: anche de i Promessi sposi amai quel passo mirabile sulla coerenza, e, tuttavia, dato che abbondano tanti maestri di pensiero, posso permettermi di filtrare le loro produzioni prediligendo quelle che attraggono la mia ragione anche per maestria di vita]

 

↑2014.04.07 <Rosmini verità e moralità>: C’è il pericolo, secondo Rosmini, di sostituire l'essere con una nostra finzione: "è dunque manifesto, che la verità è il principio della morale: e che il riconoscimento della verità è il sommo genere dei doveri.

 

↑2014.02.27 W+R=C. l’uso della Ragione, linguaggio universale, applicato a visioni del mondo (Weltanschauung) diverse, conduce a risultati (Comportamenti) con effetti anche assai diversi rispetto al bene comune. Ermeneuta positivista?

 

↑2013.07.gg <youtube>: Carlo Sini - "Husserl e la Lebenswelt" - Lez. 5 - @Filosofia e Metodo. “La crisi delle scienze europee” titolava Husserl. Non una crisi di efficienza né di opposizione al positivismo, ma una mancanza di senso complessivo del sapere, della ragione filosofica, rintanatasi in specializzazioni sempre più efficienti, ma prive di senso complessivo dell’essere e della vita umana. Se le domande sono di finalità, di senso, vengono rinviate alla stanza accanto. Da un lato il successo, dall’altro la frana nichilistica: Galileo fu scopritore e ricopritore al tempo stesso. Husserl chiamava questo Il problema dei plena. E poi ancora l’esperienza, che se concepita come meramente soggettiva, esiterebbe a dispregio della doxa, ma la vita agisce con la sapienza quotidiana che non ha bisogno della fisica pura, pur grati verso le conquiste della scienza, senza presumere che l’unica vera sia solo quella obiettiva.

 

↑2012.07.14 se la modernità ricomincia da San Tommaso

 

↑2012.01.25 Dio tra KENOSIS e trascendenza e il pensiero debole di VATTIMO

 

↑2009.08.24 <Carmine Di Martino>: La conoscenza è sempre un avvenimento: esperienza, soggetto, verità, datità: il metodo è imposto dall’oggetto. «Quid enim fortius desiderat anima quam veritatem?»

 

↑2009.04.21 Filosofia e metafisica sono destinate a scomparire? Lectio magistralis di Agnes Heller. Quando Hegel trasformò la metafisica da costruzione spaziale in costruzione temporale, aprì la strada alla distruzione della metafisica. Ma ci sono due parole base di cui nessuna filosofia può sbarazzarsi tranne che con l'autoinganno: Essere e Verità. Se le domande concernenti l'Essere e la Verità scompaiono, la filosofia giungerà al suo fine.

 

↑2002.mm.gg La fenomenologia della donazione di Jean-Luc Marion: è articolata in tre capitoli:

- l'ontologia del dono, ossia la questione fenomenologica della donazione;

- la fenomenologia del dono, ovvero il dono tra teologia e fenomenologia;

- la questione del «soggetto» e l'aporia dell'intersoggettività.