UTOPICA si direbbe una finalità ritenuta impossibile: discernere tra UTOPIA1 e UTOPIA2?

Discernerei tra utopia1(+) e utopia2(-) a seconda dei metodi preferiti nel perseguimento della finalità/utopia: ad es. ±violenza ±forza/diritto ±minaccia ±dissuasione ±ricatti ±vendetta ±inganni ±machiavellismo ±criminalizzazione.

Le finalità degli utopici1 e 2 potrebbero apparentemente coincidere, ma il perseguimento delle stesse si differenzia per strumenti e metodi.

Ad esempio? Alcune utopie di bacati da sessantonite coincidevano per finalità con quelle di altri movimenti riformisti, magari cattolici, che continuano anche oggi a perseguirle senza alcuna correlazione con le efferatezze dei cosiddetti “compagni che sbagliano”.

Ci sarebbe anche un'UTOPIA3, quella per cui un obiettivo raggiungibile diventa irraggiungibile perché non aziona la sua responsabilità chi lo spera (come se gli fosse semplicemente dovuto) o nell'evitare che accada l'indesiderato, quando l'esito dipendesse anche da sè: è la situazione che farebbe dire "la speranza non è una strategia".

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 07/06/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: valori, dignità umana, diritti umani, economia e finanza cinica, cuore dell'uomo, moralità basata sulla verità e non imposta; libertà di coscienza di espressione e di educazione; legale=lecito? Il fine giustifica i mezzi? Reato-Peccato

 

2022.05.12 <tempi sussidiario it.cl solferino> «La guerra inizia quando cancelliamo il volto dell’altro»: convegno ieri in UniMI organizzato da Cl sul conflitto in Ucraina e il libro di Fr1 "Contro la guerra. il coraggio di costruire la pace"; Andrea Tornielli ha raccontato il suo disagio per le polemiche scoppiate in seguito alla presenza delle due donne, una ucraina e una russa, alla Via Crucis al Colosseo ed ha ribadito che la posizione di Fr1 è profondamente realista, non utopica, non equidistante, ma la sua logica non è quella del mondo. Giovanna Parravicin1♫: in Russia, pur in presenza di una larga maggioranza di persone disinformate dai media controllati dal regime, c’è una piccola minoranza «che cerca di lavorare e costruire»,

 

2021.10.20 puntare su tutte le rinnovabili, sgamare illusioni <tempi> Credete che eolico e solare siano sul punto di prendere il sopravvento sui combustibili fossili? Nel 2019 secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) l’81% dell’approvvigionamento energetico mondiale è stato garantito da combustibili fossili; se anche tutti i paesi mantenessero le loro attuali promesse sul clima, l’Iea stima che al 2040 il ricorso ai combustibili fossili garantirebbe ancora il 73% dell’energia [CzzC: un anno fa Repubblica scriveva «rapporto Iea: da qui al 2025 le rinnovabili saranno la principale fonte di energia nel mondo»: ciò non potrà essere vero nemmeno se annoverasse tra le rinnovabili anche il nucleare, sul quale si dovrà comunque investire, auspicando quello da fusione].

 

2021.08.30 <internazionale> 30 anni fa con il distacco della Slovenia iniziava la fine dell’utopia jugoslava. Estraggo dallo scrittore Drago Jančar: ancora oggi credo che il grande stato jugoslavo non si sarebbe sgretolato in maniera così violenta se avessimo avuto un ordinamento democratico. Sognavamo la democrazia e ci siamo svegliati con il capitalismo. Resta la causa Europea, una piccola utopia parzialmente realizzata in cui possiamo ancora credere. [CzzC: ricorderei che il distacco della Slovenia fu un evento ben diverso dal caso Kosovo, manovrato da islamisti turchi e arabi, mentre noi andammo a bombardare Belgrado: la Slovenia è europea, il Kosovo è fucina di terroristi in Europa e vi sventolano bandiere Isis]

 

2021.08.19 <fb> Una delle tante pagine interessanti di  “Al Qaida e il significato della modernità”, John Gray nel 2003, contesta il mito dominante secondo il quale col diffondersi della “modernità” il mondo sarebbe divenuto più pacifico. Il filosofo con cattedra di Pensiero Europeo alla London School of Economics fino al 2007, è convinto che le origini dell’attuale modernità, violenta e tecnologica, dogmatica e utopistica, risalirebbero al positivismo ottocentesco, nel cui progetto di “ingegnerizzazione” dell’uomo troverebbero le radici profonde tanto le utopie totalitarie marxista e nazista (accostamento fuorviante), quanto  “gli estremismi islamici” (definizione da profano di teologia islamica), quanto ancora, e qui arriviamo al dunque, le ideologie della democratizzazione forzata del mondo e del libero mercato globale.

 

2021.08.02 <aleteia>  vescovo ausiliare di Los Angeles, monsignor Robert Barron, mette in guardia sull’ideologia del testo di Imagine, perché induce a giudicare la religione come una fonte di grandi mali, quando di fatto le ideologie atee si sono dimostrate molto più letali. Cantata all'apertura dei giochi di Tokyo, è considerata un inno alla pace con una visione del mondo idilliaca senza più preoccupazioni per il futuro, con un'ideologia materialista che prescinde dalla trascendenza spirituale. «Immagina che non esista il Paradiso; è facile se ci provi. Non c’è inferno sotto di noi; sopra di noi solo il cielo». Significa che non c’è alcun criterio assoluto per il bene e il male. Non c’è un giudizio morale”.

 

2021.04.06 <repubbl rainews vatican google> è morto Hans Küng. Traggo da RaiTg2.h20:30, at24'25": dal 1979, quando gli fu revocata l'abilitazione ad insegnare teologia Cattolica, ... , il dotto teologo svizzero divenne agli occhi della pubblica opinione il critico di Roma e particolarmente nei confronti del Cardinale Ratzinger, poi Papa, che era stato suo collega proprio a Tubinga negli anni tumultuosi del 68; poco dopo l'elezione a papa Benedetto XVI lo invitò a Roma per un lungo colloquio chiarificatore, che però non sortì alcun effetto. Küng era lontano mille miglia dalla visione della fede Cattolica armonizzata col pensiero greco classico, dunque dal tomismo e dalla teologia sistematica: era più vicino alla teologia dialettica del luterano Karl Barth. Negli ultimi anni si era dedicato al progetto di un ethos mondiale che comprendesse tutte le grandi religioni: non una mera via dialogante che da tempo anche la chiesa persegue, ma l'utopia di una nuova costruzione religiosa in nome di valori comuni all'umanità. [CzzC: mi resta amaro il ricordo di quanta lacerazione abbiano provocato in parrocchia certi suoi tifosi].

 

↑2019.12.17 <mediterr> presso l’Oratorio di San Filippo Neri (BO), nell’ambito della consueta “Lettura Dossetti 2019” organizzata dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII (Fscire), il filosofo Salvatore Natoli tiene lectio magistralis “Il fine della politica nella fine della politica”. Dopo la “fine delle ideologie” il futuro resta comunque ineliminabile: per operare sensatamente per esso è necessario assumere una misura. Quale? Le generazioni. Non l’umanità, nozione astratta, ma i venturi. La generazione presente è vincolata a preservare il futuro per loro e, magari, a lasciare un mondo migliore di quand’essa vi è entrata. Se si può dire, dall’utopia all’eutopia. [CzzC: come se fosse Natoli il primo a preoccuparsi dei venturi anziché del carpe diem, e non, ad esempio, la Chiesa da 2000 anni pro persona e famiglia rispetto agli statalisti pro individui e quella finanza cinica che a Bologna premiò Soros: perché nessun accenno di autocritica, caro Natoli, per il latrocinio generazionale? Eppure fu montato spiccatamente nel ventennio di massima impennata del debito pubblico con massima scalata politica dei compagni di ideologia, con i vari dossettiani, rosati, Melloni &C qui oggi ad ospitare e a sublimare il magister. O sbaglio?]

 

↑2016.07.08 <giornale> Ecco perché l'islam non produce una "vera" filosofia; siega M.Campanini di Uni_TN: "Non esiste, a mio parere, nell'islam contemporaneo una filosofia pura à la Cartesio o à la Kant. Si tratta di un limite a cui erano riusciti a sfuggire alcuni pensatori medievali come Averroè, ma che ora si ripresenta, anche perché il significato metastorico dato al Corano e alla Sunna frena il progressismo riformista: "L'utopia retrospettiva nel pensiero islamico significa che frequentemente l'idea del futuro si è appiattita sul passato; si è preteso cioè di costruire il futuro ripetendo e riproducendo in modo identico ciò che è accaduto nel passato". Un meccanismo del ritorno all'età dell'oro, da cui il pensiero occidentale, nonostante qualche ricaduta, ha iniziato a liberarsi con Galileo. Invece nel mondo islamico la lotta è ancora pienamente in corso. Un pensatore come Abdolkarim Soroush (noto come il "Lutero dell'islam") ha dovuto abbandonare l'Iran proprio per aver sostenuto il fatto che il Corano va invece storicizzato.

 

↑2014.01.17 La rivoluzione della misericordia anche verso la rivoluzione sessuale: praticare la misericordia di Dio anche nei confronti delle situazioni nuove e controverse nate dalla rivoluzione sessuale, a partire proprio dalle situazioni di sofferenza che tale rivoluzione morale ha creato, dai tanti fallimenti di questa utopia: solo medicando le ferite di questo ospedale da campo si può aprire la possibilità di una nuova accezione della morale cattolica per il bene comune, altrimenti archiviata come inutilità