IDEOLOGIA CONTRO ESPERIENZA: l’osservazione ragionata dell’esperienza produce idee e metodi operativi che possono favorire la conoscenza della verità e il bene comune ben più della pretesa ideologica per la quale ...

come quella leninista, «se la realtà non si adatta al materialismo storico, tanto peggio per la realtà» copia del motto «tanto peggio per i fatti» attribuito ad Hegel.

All’ideologia delle «ricostruzioni razionali» a tavolino, millantanti metodo scientifico ancorché ignorino una molteplicità di fattori consequenziali, darei accezione negativa, perché talvolta configurano delirio di onnipotenza con un processo astrattivo che violenta la ragionevolezza dell’esperienza umana ordinata al bene comune; ideologia è pretesa di una parte di forzare il divenire del tutto. E la storia tristemente ci ammonisce con le atroci sofferenze umane indotte ad inermi da cotali pretese ideologiche; anche oggi.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 25/10/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: conoscenza e moralità; potenti matrici della cultura dominante talvolta dannose per il bene comune; humani nihil a me alienum puto; diritto o forza?

 

2018.10.25 <avvenire> La filosofa ungherese Ágnes Heller pubblica la terza parte della sua trilogia sulla morale e dice: «Il male non può mai essere tollerato ...  Nietzsche è uno dei protagonisti del libro insieme con Immanuel Kant e Søren Kierkegaard. Quello che ho cercato di dimostrare è che, quali che siano le convinzioni di partenza, le scelte morali avvengono sempre in condizioni particolari, che possono perfino contraddire le premesse teoretiche. La questione è che non possiamo apprezzare il valore di una scelta fino a quando questa non entra a contatto con la REALTÀ, facendosi CONCRETA, drammatica. Le teorie sono analogabili a un bastone a cui appoggiarsi mentre si procede su un terreno accidentato».

 

↑2018.04.26 <tg24 avvenire et messaggero>: «Alfie è in ostaggio, chiediamo di portarlo a casa", dice il papà. CzzC: ma gli illuminati inglesi schierano uomini armati vicino alla stanza di Alfie per imporre che muoia presto come previsto dalla loro ideologia (contavano che spirasse entro 15’ dopo il distacco del ventilatore) anziché concederlo ai genitori e agli ospedali disposti a tentare di farlo vivere ancora]

 

↑2017.12.01 <asianews et foto> dialogo interreligioso: Fr1: L’apertura del cuore è condizione per una cultura dell’incontro, non è una teoria astratta, ma un’esperienza vissuta, ci permette di intraprendere un dialogo di vita, non un semplice scambio di idee

 

↑2017.04.23 La realtà è superiore all’idea; o viceversa? In relazione al dibattito che si è sviluppato intorno ai cinque dubia, commento un articolo di nbq con un «guai a noi quando l’idea-ideologia vuole prevalere sulla realtà dell’esperienza». Continua

 

↑2017.01.27 La concretezza di Fr1 su Trump <stampa>: «Si vedrà. Vedremo che fa e allora si valuterà. Sempre il concreto. Il cristianesimo o è concreto, o non è cristianesimo...» [CzzC: infatti al cristianesimo non piace l’ideologia contro esperienza]

 

↑2017.01.16 «solo il cuore conosce» suona come un’affermazione più poetica che scientifica, ma è metafora di un rapporto tra il sapere e il credere; frase emblematica de “Il piccolo principe” <trailer> trasmesso stasera da <Canale5, sussidiario>. Mi ricorda il «Si vede bene solo con il cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi» (Antoine de Saint-Exupéry)

 

↑2016.07.03 <Lib&pers> l’unica speranza è il ritorno alla realtà. Siamo di fronte ad un mostro ideologico, etico, sociale, psichico, di costume, etc. ma prima di tutto onto-logico. Il Relativismo si gioca infatti (e si vince) prima di tutto sul piano della logica e dell’ontologia: ricordando che l’essere non è un niente, che ogni forma di relativismo, di naturalismo, di psicologismo e di storicismo ingannano quando affermano ciò che negano: si pretendono veri negando che esistano verità.

 

↑2016.04.26 [CzzC: in vista della tornata di elezioni amministrative, tra cui Roma e Milano: fino agli anni 60 nel nostro Paese l'esperienza prevaleva alla grande sull'ideologia, ma da quando i nostalgici del 68 hanno invaso scuola, cultura, magistratura, pubblica amministrazione, ..., perfino pezzi di Chiesa, l'ideologia ha montato sull'esperienza come si vede perfino dall'impennata del debito pubblico, immane latrocinio generazionale che castra il futuro dei nostri giovani; l’impronta ideologica si nota nelle elezioni più delle grandi città che delle minori; spiace che sia l'invasione di immigrati - e non la responsabilità e la logica fondate sull’esperienza – a farci aprire gli occhi sui danni delle invasioni ideologiche.

 

↑2015.09.20 <sole24h>: Papa a Cuba: esperienza in servizio alle persone non ideologia: «Gesù è sempre una proposta per la vita quotidiana ... guardare sempre il volto del fratello, toccare la sua carne, sentire la sua prossimità fino in alcuni casi a soffrirla e cercare la sua promozione. Per tale ragione il servizio non è mai ideologico, dal momento che non serve idee, ma persone». Il ponte di Francesco in geopolitica, storia, pastorale.

 

↑2015.06.25 <sussidiario>: il prevalere del sentirsi sul sapersi ti espone ad inganni ideologici (ferormoni, farfalle di Hegel). Il sentirsi diverso da come la natura suggerisce è molto indotto dall'ideologia del pensiero dominante, che riesce a far prevalere il sentirsi sul sapersi. Invece la mia identità non ha all'origine un sentirsi, ma un riconoscersi, mentre la fluttuazione del sentire non facilita l'orientamento, produce anzi, nel drammatico scoprirsi di ogni soggettività umana, un dis-orientamento.

 

↑2015.02.10 <avvenire.p21>: quell'odiosa "cecità" di Martin Heidegger. Già Aristotele nella tensione al sapere raccomandava di osservare, perché la vista permette il migliore discernimento, mentre le idee, filtrando la realtà, talvolta la deformano anziché illuminarla. Wittgenstein: "Non pensare, guarda!". Un esempio di questa cecità ci dà M,Heidegger: da qualche mese sono disponibili i primi Quaderni neri (1931-1941), dove troviamo un'esplicita conferma della sua compromissione culturale e politica col nazismo, senza sensi di colpa, che rendono impossibile negare l'antisemitismo: sconcertato da questi documenti, Günter Figal si è dimesso da presidente della Heidegger Gesellshaft. E' vero che il pensiero di un filosofo non può essere giudicato unicamente dai suoi comportamenti: vedi Platone amico del tiranno di Siracusa, Rousseau pessimo padre, Giovane Hegel antisemita, Husserl guerrafondaio ... [CzzC: anche de i Promessi sposi amai quel passo mirabile sulla coerenza, e, tuttavia, dato che abbondano tanti maestri di pensiero, posso permettermi di filtrare le loro produzioni prediligendo quelle che attraggono la mia ragione anche per maestria di vita]

 

↑2015.01.23 <CMC/video> Parigi e un mondo in guerra (/Charlie Hebdo): la scelta tra senso religioso e ideologia: conferenza con Samir Khalil e Stefano Alberto.

 

↑2015.01.gg <global.net>: un’ideologia di tradizione calvinista sottende la visione manichea che dalla fondazione del Nuovo Mondo ha sorretto il discorso politico statunitense [CzzC: pure sublimata con esoterismo massonico]: simmetria bipolare in guerra fredda, definire opposte ed esclusive aree di pertinenza, vocazione da sceriffo mondiale: lungi dal riprodurre l’idealismo roosveltiano, sta scadendo in esibizioni muscolari della supremazia bellica, spesso trasfigurate in atti di subordinazione delle periferie imperiali [CzzC: con danni micidiali per l’Europa; e ancor più evidenti appaiono le esibizioni muscolari finanziarie: vedi BNP Paribas multata 8G$ per violazioni all'embargo su Iran, Sudan e Cuba; vedi scontro sul debito Argentina con gli hedge fund].

 

↑2014.01.20 L’azzardopoli della mega-finanza cinico-speculativa cresce costruita a tavolino, funziona privatizzando guadagni & socializzando perdite con l’invenzione di titoli di debito&credito sedicenti razionali (il giocattolo meccanicamente funziona, e se funziona è razionale dicono), tanto ideologica che dista 1:9 dall’esperienza dell’economia reale, se è vero che il PIL mondiale vale 75T€ (tera euro) mentre quei burattinai sedicenti razionali hanno messo in circolazione titoli cinici (alcuni anche tossici) per un valore 10 volte superiore al PIL mondiale e giocano a tavolino in maniera tanto cinica da mettere in ginocchio milioni di innocenti lavoratori e suicidarne migliaia; (fra l’altro questo è un altro esempio della differenza tra razionalità e ragionevolezza). Chi sarebbero i burattinai? Se osservi gli indicatori (privatizzare guadagni & socializzare le perdite, alterare le priorità, considerare lo stato essenza dell’eticità, azionare come qui ideologia contro esperienza, contrastare i Cattolici e loro dottrina sociale), non andrai lontano dai tifosi dei potenti labari e dei magialeni. Del resto vedi come ci additava i migliori razionalisti della specie un mio Direttore di banca. Mi viene un sospetto: non sarà che cotale fregola della masso-dea ragione di illuminare sinistramente modo gay i costumi umani più naturali da milioni di anni, sia intentata ad abbagliare i pollacchioni, affinché non s’accorgano di chi sono i principali burattinai delle loro sciagure economiche?

 

↑2014.01.17 Perfino nella produzione normativa (ad es. scalfarottiana), che dovrebbe essere cara ai devoti della dea ragione, vediamo aberrazioni che umiliano l’ordinaria esperienza concreta: ricostruzioni razionali” create a tavolino da altezzosi colletti bianchi fanno soffrire milioni di colletti unti lavoratori o insultano consuetudini naturali millenarie saluberrime per il bene comune, che peraltro miliardi di persone si guardano bene dall’abbandonare.

 

↑2014.01.11 Il coraggio della certezza. Dopo il positivismo ottocentesco di A.Comte (1798-1857) sorse nel 1922 col celebre Circolo di Vienna il neopositivismo o positivismo logico (che mirava ad assolutizzare il dominio della logica matematica enfatizzata da i Principia mathematica dei grandi Bertrand Russell e Alfred North Whetehead). I neopositivisti arrivarono a

- ritenere la nozione di verità più fondata di quella di realismo

- surclassare la rilevanza della scienza, preferendo studiare, anziché i metodi che avevano realmente condotto alle scoperte, delle «ricostruzioni razionali» da loro stessi create a tavolino di come gli scienziati «avrebbero dovuto» procedere se fossero stati «davvero» logici.

[CzzC: questa pretesa chiamerei delirio di onnipotenza ideologico-razionalista che irride la ragionevolezza dell’esperienza; analoghe contaminazioni ravviso, ad esempio, quando una certa magistratura accusa i geologi di non aver previsto il terremoto de L’Aquila o decreta invalide elezioni politiche dopo ¾ del loro mandato di compimento].

 

↑2013.10.17 <avvenire>: Fr1: diventa ideologia la fede che passa, per così dire, per un alambicco, e nelle ideologie non c’è Gesù: la sua tenerezza, amore, mitezza. E le ideologie sono rigide, sempre. E quando un cristiano diventa discepolo dell’ideologia, ha perso la fede: non è più discepolo di Gesù, è discepolo di questo atteggiamento di pensiero, di questo... E per questo Gesù dice loro: ‘Voi avete portato via la chiave della conoscenza’. La conoscenza di Gesù è trasformata in una conoscenza ideologica e anche moralistica, perché questi chiudevano la porta con tante prescrizioni.

 

↑2013.07.gg <youtube>: Carlo Sini - "Husserl e la Lebenswelt" - Lez. 5 - @Filosofia e Metodo. “La crisi delle scienze europee” titolava Husserl. Non una crisi di efficienza né di opposizione al positivismo, ma una mancanza di senso complessivo del sapere, della ragione filosofica, rintanatasi in specializzazioni sempre più efficienti, ma prive di senso complessivo dell’essere e della vita umana. Se le domande sono di finalità, di senso, vengono rinviate alla stanza accanto. Da un lato il successo, dall’altro la frana nichilistica: Galileo fu scopritore e ricopritore al tempo stesso. Husserl chiamava questo Il problema dei plena. E poi ancora l’esperienza, che se concepita come meramente soggettiva, esprimiamo un dispregio verso la doxa, ma nella vita si agisce con la sapienza quotidiana che non ha bisogno del fisico per imparare a camminare, pur grati verso le conquiste della scienza, ma senza presumere che la vera scienza sia solo quella obiettiva.