Mitezza: «Beati i miti perché erediteranno la terra» (Mt 5,5)

una virtù impolitica, eppure non è né codardia né mera remissività; il contrario dell’arroganza.

<avvenire 2015.07.04>: mitezza, la forza della ragione. Il filosofo Norberto Bobbio nel suo Elogio della mitezza (1993) aveva celebrato questa virtù come la più «impolitica» e si può comprendere questa sua posizione nel contesto della gestione della politica che ignora ogni compassione e si fonda sul potere e spesso sull’arroganza. In una visione più alta della politica la mitezza avrebbe invece uno spazio rilevante. Essa, infatti, non è né codardia né mera remissività, come osservava lo stesso filosofo: «La mitezza non rinuncia alla lotta per debolezza o per paura o per rassegnazione». Anzi, essa vuole essere come un seme efficace piantato nel terreno della storia per il progresso, per la pace, per il rispetto della dignità di ogni persona. Ma aspira a raggiungere questo scopo rifiutando la gara distruttiva della vita, la vanagloria e l’orgoglio personale e nazionalistico, etnico e culturale, scegliendo la via del distacco dalla cupidigia dei beni e l’assenza di puntigliosità e grettezza. Noi, però, ci interessiamo ora della mitezza evangelica, presente nella terza beatitudine (Mt 5,5) ... continua 

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 01/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: pro dignità della persona, giustizia e pace, senza gare distruttive, cupidigia, violenza, intolleranza

 

↑2015.12.gg Articolo di Casa Sacra Famiglia dopo i 2 incontri sulla Misericordia cristiana: il nostro istinto è rispondere alla violenza con altra violenza montando la spirale dell'odio: quanto è difficile perdonare! Quanto è più facile dire "te la farò pagare" (occhio per occhio) o vergognarci dell'evangelica mitezza o abbandonare la fede scandalizzati dagli errori dei fratelli: quanti anche nella Chiesa!

 

↑2015.09.28 <foglio>: Fr1 salutando i vescovi della Pennsylvania, ha chiesto di convertirsi “all’umiltà e alla mitezza”, ammonendoli sul rischio di fare “della croce un vessillo di lotte mondane”. Non si può “chiudersi nel recinto delle paure a leccarsi le ferite, rimpiangendo un tempo che non torna e preparando risposte dure alle già aspre resistenze”. Il metodo indicato è nuovo, ed è quello “del dialogo”, lasciando perdere “la predicazione di complesse dottrine” e tenendo sempre a mente che “il linguaggio aspro e bellicoso della divisione non si addice alle labbra del pastore”.

 

↑2015.07.04 <avvenire>: mitezza, la forza della ragione. Il filosofo Norberto Bobbio nel suo Elogio della mitezza (1993) aveva celebrato questa virtù come la più «impolitica» e si può comprendere questa sua posizione nel contesto della gestione della politica che ignora ogni compassione e si fonda sul potere e spesso sull’arroganza. In una visione più alta della politica la mitezza avrebbe invece uno spazio rilevante. Essa, infatti, non è né codardia né mera remissività, come osservava lo stesso filosofo: «La mitezza non rinuncia alla lotta per debolezza o per paura o per rassegnazione». Anzi, essa vuole essere come un seme efficace piantato nel terreno della storia per il progresso, per la pace, per il rispetto della dignità di ogni persona. Ma aspira a raggiungere questo scopo rifiutando la gara distruttiva della vita, la vanagloria e l’orgoglio personale e nazionalistico, etnico e culturale, scegliendo la via del distacco dalla cupidigia dei beni e l’assenza di puntigliosità e grettezza. Noi, però, ci interessiamo ora della mitezza evangelica, presente nella terza beatitudine (Mt 5,5) ... continua 

 

↑2015.05.11 E se la mitezza prescritta ai cristiani fosse una delle cause di diffidenza e di avversione di tanti non cristiani verso i cristiani? Estraggo dalle domande emerse nel mio gruppo di catechesi coi genitori delle elementari: Le beatitudini, il paradigma della vita additato da Gesù per i suoi discepoli (“beati i poveri, gli afflitti, i miti, gli assetati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, i perseguitati e gli insultati per causa mia”):

- la maggior parte della gente, anche cristiani, riconosce eroiche queste virtù, ma non è convinta che esse servano per la realtà quotidiana (figurarsi per le emergenze) dove invece, anche solo per non affondare (figurarsi per emergere) sarebbero necessarie attitudini ben diverse da mitezza e afflizione: ok consigliare misericordia per i poveri cristi, e la purezza di cuore a chi ti vuol sicuramente bene, ma guai permettersi queste beatitudini col nemico o quando tu dovessi tutelare chi ti fosse affidato in responsabilità;

- l’unica delle suddette beatitudine che parrebbe spendibile anche nel quotidiano competitivo sembrerebbe essere la sete di giustizia.

 

↑2014.01.12 Luigino Bruni: mitezza: lessico del ben vivere sociale/16

 

↑2013.10.17 <Avvenire> Fr1 omelia in Santa Marta: «I cristiani ideologici sono una malattia grave»: quando un cristiano diventa discepolo dell’ideologia, ha perso la fede, non è più discepolo di Gesù, è discepolo di questo atteggiamento di pensiero, rigido, senza la mitezza di Gesù; per questo Gesù dice loro: ‘Voi avete portato via la chiave della conoscenza’: la conoscenza di Gesù ideologizzata diviene moralistica e si chiudono le porte con tante prescrizioni.

 

↑2013.10.09 <avvenire> Dalla Città della pace Fr1 ha invitato tutti “con la forza e la mitezza dell'amore” a rispettare la creazione a non essere “strumenti di distruzione” a rispettare ogni essere umano, ad abbandonare i conflitti armati “che insanguinano la terra”: “tacciano le armi e dovunque l'odio ceda il posto all'amore, l'offesa al perdono e la discordia all'unione”.

 

↑2013.05.04 <vatican 2013.05.04> Fr1: cristiani perseguitati a causa dell’odio del demonio. Le uniche armi per difendersi sono la parola di Dio, l'umiltà e la mitezza

 

↑2008.01.20 Lettera di B16° a La Sapienza. Dalla lettera di Marcello Cini pubblicata sul Manifesto il 14 novembre del 2007: non insisto sulla pericolosità di questo programma dal punto di vista politico e culturale: basta pensare alla reazione sollevata nel mondo islamico dall'accenno alla differenza che ci sarebbe tra il Dio cristiano e Allah - attribuita alla supposta razionalità del primo in confronto all'imprevedibile irrazionalità del secondo - che sarebbe a sua volta all'origine della mitezza dei cristiani e della violenza degli islamici.

 

↑2007.06.29 Dalla Nota pastorale dopo il Convegno Ecclesiale Nazionale di VR: cura delle relazioni con una triade indivisibile: comunione, corresponsabilità, collaborazione. Esse delineano il volto di comunità cristiane che procedono insieme, con uno stile che valorizza ogni risorsa e ogni sensibilità, in un clima di fraternità e di dialogo, di franchezza nello scambio e di mitezza nella ricerca di ciò che corrisponde al bene della comunità intera.