modificato 15/02/2017

 

Paolo 6° soffriva come B16° per lo sfacelo della Chiesa indotto dalla condiscendenza al secolarismo

Correlati: Paolo VI come B16°: altro che un volemose bene senza eterne contrapposizioni

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Di Paolo VI, che fu artefice del CV2°, nemmeno gli ermeneuti di rottura denigratori di GP2° e B16° dicono che fosse un traditore del CV2°: eppure vedi qui l’assonanza di preoccupazione e sofferenza di Paolo VI e B16° a distanza di 35 anni per questa chiesa alla deriva verso un secolarismo di facile simpatia con lo spirito del mondo in cultura dominante: Fr1 mette in guardia dal progressismo adolescenziale: altro che un facile volemose bene senza eterne contrapposizioni

 

PAOLO VI (Udienza generale 07/01/1970)

“Sarà bene iniziare questa riflessione tracciandole subito una via retta per evitare due eventuali e pericolose deviazioni.

1) La prima deviazione è quella di credere che il Concilio ha aperto un’era talmente nuova da autorizzare una svalutazione, un distacco, un’intolleranza verso la tradizione della Chiesa. Esiste in molti uno stato d’animo di radicale insofferenza verso lo «ieri» della Chiesa: uomini, istituzioni, costumi, dottrine, tutto è senz’altro accantonato, se porta l’impronta del passato. È così che uno spirito critico implacabile condanna in questi irrefrenabili innovatori tutto il «sistema» ecclesiastico di ieri: essi non vedono più che colpe e difetti, inabilità e inefficienza nelle espressioni della vita cattolica degli anni trascorsi; con conseguenze che si presterebbero a molte e gravi considerazioni, e che oscurano quel senso storico della vita della Chiesa, ch’è pur preziosa caratteristica della nostra cultura. Esso è sostituito da una facile simpatia a tutto ciò ch’è fuori della Chiesa; l’avversario diventa simpatico ed esemplare, l’amico invece diventa antipatico e intollerabile. Se questo processo non è moderato, esso dà luogo perfino alla persuasione che sia lecito prospettare l’ipotesi d’una Chiesa del tutto diversa da quella odierna e nostra; una Chiesa inventata, si dice, per i tempi nuovi, dove sia abolito ogni vincolo di obbedienza molesta, ogni limite alla libertà personale, ogni forma d’impegnativa sacralità.

Questa deviazione è pur troppo possibile; ma è da sperare che la sua stessa evidente eccessiva misura ne denunci l’errore: non certo a questa disintegrazione della realtà storica, istituzionale e collaudata vuol tendere l’aggiornamento», cioè il rinnovamento della Chiesa, patrocinato dal Concilio.

2) Altra deviazione sarebbe data dal confondere la consuetudine con la tradizione, e dal credere perciò che il Concilio sia ormai da considerarsi chiuso e inefficiente, e che i veri nemici della Chiesa promuovono e accolgono le novità derivanti dal Concilio stesso. La tradizione, cioè la consuetudine, dicono, deve prevalere. Anch’essi questi difensori dell’immobilismo formale del costume ecclesiastico, forse per eccesso d’amore, finiscono per esprimerlo questo amore in polemiche con gli amici di casa, quasi questi, più che altri, fossero infedeli e pericolosi.

...

 

JOSEPH RATZINGER (marzo 2005) poi B16°

“Che cosa può dirci la terza caduta di Gesù sotto il peso della croce? Forse ci fa pensare alla caduta dell’uomo in generale, all’allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra!

Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!

Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25).

Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano.

La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i nostri grandi gesti.

Abbi pietà della tua Chiesa: anche all’interno di essa, Adamo cade sempre di nuovo. Con la nostra caduta ti trasciniamo a terra, e Satana se la ride, perché spera che non riuscirai più a rialzarti da quella caduta; spera che tu, essendo stato trascinato nella caduta della tua Chiesa, rimarrai per terra sconfitto.

Tu, però, ti rialzerai. Ti sei rialzato, sei risorto e puoi rialzare anche noi. Salva e santifica la tua Chiesa. Salva e santifica tutti noi”.

 

 

03/04
2016

Le sfide del neo vescovo Mons Lauro Tisi [CzzC: commento Giovanetti su l’Adige 03/04/2016 p1e55 che fa ottima quanto facile e scontata l’analisi del secolarismo, ma quando punta i valori non negoziabili, fa inchino alla cultura dominante e rischia di andare fuori strada assonando con essa i Leitmotiv L5-L9]

07/06
2012

Omelia del papa al Corpus Domini: il culto dell’Eucaristia e la sua sacralità. «E’ sbagliato contrapporre la celebrazione e l’adorazione, come se fossero in concorrenza l’una con l’altra. E’ proprio il contrario ... La novità cristiana riguardo al culto è stata influenzata da una certa mentalità secolaristica degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso

25/10
2011

A causa dell’abbandono di Platone? [CzzC: C’è ben altro che secolarizza, caro don A.Matteo; ad esempio la menzogna di tante fiction mediatiche o video-ludiche (alla Dan Brown) ha radicato nella mente ...  continua].

08/09
1977

10 mesi prima di morire Paolo VI espresse questo grave giudizio in un colloquio con Jean Guitton che riporta così le parole del Papa: “C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra? ... Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”. Ciò che aveva immaginato, o meglio, predetto Vladimir Solov'ev nel 1900 nella Leggenda dell'Anticristo non è più solo una leggenda

24/09
1969

Paolo VI, Udienza generale 24 settembre 1969: «Oggi non è raro il caso di persone, anche buone e religiose, giovani specialmente, che si credono in grado di denunciare tutto il passato della Chiesa [...] come inautentico, superato e ormai invalido per il nostro tempo; e così, con qualche termine ormai convenzionale, ma estremamente superficiale ed inesatto, dichiarano chiusa un’epoca costantiniana, preconciliare, giuridica, autoritaria, e iniziata un’altra libera, adulta, profetica. [...] Per essere oggi veramente fedeli alla Chiesa dovremmo guardarci dai pericoli che derivano dal proposito, tentazione forse, di innovare la Chiesa con intenzioni radicali e metodi drastici, sovvertendola»