INTELLIGENZA, cervello, materia bianca e grigia, capacità di problem solving

mi piace la definizione di intelligenza come "capacità di sapersi adattare alle situazioni nuove", ma, per quanto mi piaccia anche il libro CHANGE di Watzlawick, ritengo che non basti accettare che tutto cambia, perché l'albero che riesce a piegarsi senza spezzarsi ha anche buone radici.

Suppongo che la grandezza dell’uomo stia anche nella capacità di imparare dalla memoria di chi precede, trasferibile in maniera potentissima rispetto agli altri animali, con linguaggio avente molto più bassa entropia di comunicazione e con informazioni riacquisibili integre per quantità praticamente infinite mediante scrittura/registrazione di concetti, voci, immagini.

Dice un proverbio cinese che l'INTELLIGENTE sa imparare dai propri SBAGLI per poi evitarli, lo STUPIDO no, ma ci sono anche i FURBI/scafati, quelli che imparano ad evitare gli sbagli osservando anche gli sbagli altrui, dal che la STORIA è maestra di vita e l'EDUCAZIONE è indispensabile anche per correggere e prevenire errori e distorsioni.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 12/10/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: linguaggio e scienze cognitive, intelligenza emotiva, intelligenza artificiale, test di intelligenza, asineria, stupidità, comunicazione, TV&internet, buona memoria, amarcord, gestione dei conflitti, perdono e legittima difesa; intelligence, CIA

 

2022.09.20 h22:57 la biologa Barbara Gallavotti a diMartedì su La7♫ «in natura non esiste la famiglia tradizionale, il cavalluccio marino accoglie nel ventre duemila uova fecondate dalla femmina e poi le partorisce e poi ricomincia» [CzzC: il paralogismo con la famiglia naturale umana si commenta da solo assieme al valore culturale di chi offre pulpito a stravaganze omosessiste per quattro soldi di audience (di analoga elevatura?)]

 

2021.06.01 <s24h> Non dobbiamo avere paura dell'eccezionalità. La tecnologia sta risalendo la curva della specializzazione. Dove può arrivare la progressiva trasformazione dell'“intelligenza artificiale” in “intelligenza”?

 

2021.03.21 <repubblica> Carta e penna vincono su tablet e smartphone: chi prende appunti così è più veloce e ricorda meglio. Scrivere su un foglio aiuta perché la "liquidità" del digitale fa sì che il cervello non riesca ad attribuire una posizione spaziale univoca alle informazioni.

 

2021.03.04 da Luigi Gaudio leggo: <jpg> «L'educazione non è solo acquisire competenze tecniche, ma il comprendere con sensibilità ed intelligenza l'intero problema del vivere ... La scuola è un posto dove imparare la totalità, la pienezza della vita». (Jiddu Kirshnamurti)

 

2020.09.07 articolo di Christophe Calvé sul linguaggio impoverito <google ilfendente italiaoggi> che ostacola il ragionamento e il pensiero critico; il QI (quoziente di intelligenza) è in calo nei paesi più sviluppati: inversione dell’effetto Flynn; le masse incolte sono più facilmente manipolabili. [CzzC: la logica si avvale del logos nella ricerca del vero, ben più che di immagini ed emozioni, le quali però sono più funzionali per ottenere prestazioni preordinate: vedi vari tipi di condizionamento (da Pavlov/Skinner in poi) praticati nell'addestramento degli animali e nella pubblicità]

 

↑2019.11.04 <MIT, notiziescientifiche> <MIT, notiziescientifiche> il Tempo davanti ad uno schermo può cambiare fisicamente cervello dei bambini, un cervello che è naturalmente in fase di sviluppo, come rileva uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics: «Screen time might be physically changing kids’ brains». È innegabile l’esistenza di un legame tra un utilizzo più elevato degli schermi e una minore integrità della sostanza bianca nei bambini, almeno in quelli osservati ai fini dello studio. E non si tratterebbe solo di un cambiamento strutturale: quest’ultimo sembrerebbe riflettersi nei risultati dei test cognitivi che gli scienziati hanno fatto ai bambini. I bambini che passavano più ore davanti ad uno schermo mostravano infatti livelli di abilità linguistiche e di alfabetizzazione più bassi.

 

2019.04.04 <filosofiaescienza> da un post di Francesco Agnoli/2022.09 traggo un riassunto delle risposte date dal fisico Lucio Rossi.

Chi è veramente religioso si pone le domande di senso (ad es. qual è il nostro destino?); la fede è sì certezza, ma di quella mai paga, il che accade anche nella scienza, pur se fede e scienza hanno domini diversi: l'una si pone più il come, l'altra il perché.

Il Mistero è l’intuizione che c’è una realtà che ne implica un’altra, il che accade anche nella natura delle leggi fisiche; la via della conoscenza è inesauribile, e, se riconosciuta e accettata, conduce all’Infinito: in questo senso il Mistero è amico dell’intelligenza, la stimola, non va contro la ragione, ma la spinge ad intuire, ad ammettere un oltre come aveva ben chiaro un filosofo scienziato come Blaise Pascal [CzzC: qui un riassunto più esteso]

 

↑2017.04.17 «questioni di intelligenza» sibila la risentita con in cauda venenum, salvo poi ammettere un uso forse improprio della sua nella fattispecie.

 

↑2016.02.27 Dobbiamo accettare che tutto cambi? O dobbiamo proteggere almeno le fondamenta della nostra umana dimora? [CzzC: condivido in larga misura, come la definizione di intelligenza "capacità di sapersi adattare alle situazioni nuove", ma attenzione: l'albero che riesce a piegarsi senza spezzarsi ha anche buone radici, altrimenti ...  continua ...]

 

↑2014.01.10 Cito questo libro e la teoria dei tipi logici commentando un articolo su “il coraggio della certezza