PUBBLICITÀ per quali obiettivi? Trasparenti, surrettizi o inconfessabili?

La pubblicità è l’anima del commercio, si dice, nel senso che raramente un prodotto riesce a tener testa alla concorrenza senza pubblicità; e la pubblicità si avvale soprattutto di immagine, primario fissatore della memoria e attivatore delle emozioni. Ma, anche senza voler ridurre tutto a prodotto (dalla salute alla fede, all’amore, a ...) è difficile pensare di poter comunicare un valore senza escludere qualunque modalità che sia accusabile di pubblicità, magari definita spregiativamente proselitismo. Raffinate tecniche di pubblicità, servite da professionisti di psicologia, sociologia, comunicazione possono essere usate da matrici della cultura dominante per imporre una Weltanschauung funzionale alla loro potenza: passi se con l’abbaglio di specchietti per allodole, meno se con colpi bassi (menzogna, neutralizzazione) contro quelli che fossero ritenuti avversari di tale Weltanschauung.

Più banalmente c’è chi, pur di avere uno spazio pubblicitario, lo paga su a pagine anche di chi facesse informazione ingannevole ai limiti della criminalità: pecunia non olet ...

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 11/05/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: economia e finanza matrici di cultura dominante, mass media, informazione e disinformazione; pubblicità comparativa

 

↑2016.12.17 <agi>: crolla il sito di bufale LiberoGiornale.com e si tira giù i segugi siti fake legati alla sua galassia di notizie false. Matteo Ricci Mingan, intervistato da Agi, scantona dicendo che non è lui l'artefice delle bufale-troll-hate: solo dà a questi siti i server e ne gestisce la pubblicità. "Lo fanno per soldi" dice, e non si ritiene però responsabile.

 

↑2013.08.27 In sala d’attesa di ambulatorio sbirciai il vicino con Io Donna dello scorso anno aperto su questa pubblicità a doppia pagina col motto “Nello Stato risiede l’essenza dell’Eticità”. Non posso trattenermi dall’eccepire su questa pubblicità ideologica dello stilista Brunello Cucinelli, e gli rivolgo alcune domande..