Social haters, troll, fake, maestri di odio e di menzogna su web: nei dibattiti sui social media sta crescendo l'aggressività

L’esplosione di contatti informativi che ha surclassato i canali tradizionali (giornali e radio-TV) e che anni fa si decantava come la saggezza delle folle, si sta trasformando in una cloaca di hate speach foriera di pestilenze a causa della discarica di odio fra troll, haters, fake, shitstorm e cyberbullismo: vedi anche Parole O_Stili, manifesto della comunicazione non ostile

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 10/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: sui media odio strumentalmente istigato: per criminalizzare l’avversario? Propedeutico al male fisico?

 

2018.02.09 <avvenire> Alla Cattolica di Milano 1.400 insegnanti hanno partecipato al corso “Parole a scuola” perché le parole possono ferire, calunniare, distruggere, soprattutto nel mondo del web. Una giornata di formazione gratuita alla presenza della ministra Valeria Fedeli che ha coinvolto studenti e docenti per diffondere nelle scuole italiane il “Manifesto della comunicazione non ostile”. L’iniziativa è promossa dall’associazione temporanea di scopo “Parole O_Stili”, di cui l’ateneo di largo Gemelli è partner.

 

↑2017.05.04 <weca>: La qualità dell’informazione in rete: Social e Bugie: 1ª parte cyberbullismo, 2ª parte Facebook, 3ª parte post-verità, 4ª parte dal pettegolezzo alle Fake News

 

↑2017.04.20 Punire le fake news? Sì l’hate speach, ma <sussidiario>: il potere tenta di possedere il controllo non solo delle notizie, ma anche delle notizie false. I "padroni della narrativa" sanno bene che vince chi ha la forza di imporre il proprio racconto. La realtà è "fatta" da chi può raccontarla ai più: se il De Bello Gallico di Giulio Cesare contiene qualche fake, Vercingetorige non potrà mai smentirle, avendo perso.

 

↑2017.02.28 Potrei non condividere alcune esternazioni della Boldrini, madrina del progetto ParoleOstili, ma condivido il suo manifesto della comunicazione non ostile (anche se al punto 6 “le parole hanno conseguenze” avrei scritto “non altero il significato delle parole”, magari osteggiando i termini mamma e papà come stereotipi); detesto l’ostilità alimentata da odio, ma ritengo necessario opporsi al male, alla menzogna, all’ingiustizia in quanto ostili al bene comune; perciò non condivido chi sermonasse che «un cristiano che si mette “contro” qualcuno o qualcosa già sbaglia passo», dato che anche Cristo si mise contro lo spirito del mondo con cui i soliti pochi potenti sfruttano i tanti più deboli, oggi anche con finanza cinica e monopoli informativi.

 

↑2017.01.18 <linkiesta>: Parole O_Stili è un progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza 2.0: parte con oltre 300 comunicatori, giornalisti, politici, docenti influencer e personalità di rilievo a cui le parole e il linguaggio stanno particolarmente a cuore. Durante i lavori sarà presentato il “Manifesto della comunicazione non ostile”. Presenti la Presid. della Camera L. Boldrini e il Direttore del TG LA7 E. Mentana.

 

↑2016.12.17 <agi>: crolla il sito di bufale LiberoGiornale.com e si tira giù i segugi siti fake legati alla sua galassia di notizie false. Matteo Ricci Mingan, intervistato da Agi, scantona dicendo che non è lui l'artefice delle bufale-troll-hate: solo dà a questi siti i server e ne gestisce la pubblicità. "Lo fanno per soldi" dice, e non si ritiene però responsabile.

 

↑2016.10.22 <huffingt>Napalm 51, il social hater interpretato da Maurizio Crozza, torna a istigare all'odio contro tutto e tutti.

 

↑2016.mm.gg <pensierocritico>: L'odio è un diritto? Quali limiti pongono le leggi? L'odio online (Hate Speech) è in crescita in tutta Europa e sfrutta il web appellandosi alla libertà d'espressione (art.10 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo + art.19 dei diritti umani), ma rifiutando il divieto di discriminazione (art.14 della stessa Convenzione).  ... continua