Multiculturalità è ben altro che il MULTICULTURALISMO irresponsabile a fronte dei renitenti all’integrazione

da <sbs> "Non c'è fede che tenga - Manifesto contro il multiculturalismo": l’approccio multiculturalista, adottato dai governi di sinistra, e dall’immigrazionismo, si basa sull’accettazione acritica delle diverse culture, da tutelarsi “a priori”, anche senza entrare nel merito dei valori e dei principi che rappresentano. Questo atteggiamento di "non interferenza" è particolarmente ingiusto nei confronti delle donne che vengono lasciate a se stesse all'interno di certe culture che violano i loro diritti. Se si considera l’avanzata dei governi populisti di destra, che si è verificata nella maggior parte dei paesi occidentali e non solo, appare chiaro che la visione multiculturalista ha spinto la gente ad abbracciare l’approccio identitario delle destre che si basa sulla protezione della propria cultura e dei simboli che la caratterizzano (per esempio, il crocifisso in classe) ed il rifiuto del “diverso”, vissuto come una minaccia per i propri valori.

 [Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 04/12/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: fondamentalismo e intolleranza imposta dall’alto; donna islamica non può sposare un infedele; sottomissione anche col velo imposto; pene-hadd per gli abiuri; bambine spose, teologia dello stupro; lumi sbilanciati pro islam dissimulandone il razzismo religioso

 

2021.12.01 <stampa repubblica google> La commissaria europea all'Uguaglianza, Helena Dalli, ha ritirato le linee guida sul linguaggio inclusivo con i riferimenti al Natale e ai nomi diversi per ♂♀. [CzzC: resipiscenza? Ma va'! Son troppo illuminati quei soloni per non aver previsto anche la ritirata tattica, avendo comunque raggiunto l'obiettivo di misurare l'effetto che fa, come 10 anni fa quando la commissione UE stampò 3 milioni di agende senza la festa di Natale. Bravo il Giornale che scoprì il suddetto documento, ma a mio avviso esagerò tre giorni fa ad usare il verbo vietato nel titolo «In Europa vietato dire "Natale"» (come sbaglia oggi a titolare «Abbiamo vinto: l'Ue si rimangia i divieti su "Natale" e "Maria"»), ma convengo che anche il solo sconsigliare (anticamera Overton del vietare) sia nella fattispecie indicatore di una colonizzazione ideologica che censura parole incarnate da secoli nel linguaggio naturale, assieme a parole come uomo, donna, padre, madre, termini che i suddetti piloti del mainstream aborriscono come stereotipi. I suddetti censori avevano previsto di trovare più esplicito benestare dai musulmani? Si compiacciano dei cristiani che han votato la censura e la giustificano come gentilezza inclusiva anti discriminazione pro multiculturalismo e per i cosiddetti diritti civili]. <vatican> Parolin: distruggere le radici.

 

2021.10.30 <CNA NCR ilfoglio> Michael Nazir-Ali è stato il più giovane vescovo della storia della Chiesa d’Inghilterra ed era candidato a primate anglicano; invece è diventato cattolico ed ora è stato ordinato sacerdote: "Lascio una chiesa ossessionata da correttezza culturale, cambiamento climatico, multiculturalismo, razza e gender". M. Nazir-Ali, nato nel 1949, è figlio di un musulmano convertito al cristianesimo, è stato pastore in Pakistan e poi in Inghilterra, dove ha avuto la scorta della polizia quando gli islamisti lo hanno minacciato di morte. La decisione di Nazir-Ali segue le dimissioni il mese scorso del vescovo Jonathan Goodall di Ebbsfleet, anche lui per diventare cattolico. Entrambi entreranno così nell’Ordinariato di Nostra Signora di Walsingham, istituito da Benedetto XVI nel 2011 per consentire agli anglicani di entrare nella chiesa cattolica.

 

↑2021.02.21 estraggo una sintesi dal bell'<articolo> su Vita Trentina di <Sara Tonelli>/UniTN (capo unità di <abusive language detection> pro <Multilingual Evaluation for Online Hate Speech Detection>: «la coordinatrice del <gruppo di ricerca in Digital Humanities> ha sviluppato un sw per identificare i messaggi di odio, tecnologia ideata per il progetto europeo Hatemeter, nato per contrastare l'islamofobia su Twitter e Youtube, dove intercetta facilmente hastag islamofobici come #fuc*islam o #stop*islam e il loro corrispettivo multilingue». [CzzC: plaudo al progetto e a chi lo finanziò, certo che sia portato avanti anche senza attendere reciprocità, comunque con la speranza che altrettanto contrasto alle parole ostili sia azionato anche nei paesi dell'islamismo dove ribolle cristianofobia ferale, non solo verbale]. VT trattò dell'odio in rete anche con <quest'altro articolo del 2019.09.12>.

 

2019.07.26 <stampa TO vocetn> Giov25 a Torino nel quartiere multietnico Barriera di Milano una volante della polizia è stata accerchiata da decine di persone, perlopiù nordafricani, che volevano impedire l’identificazione di un nigeriano di 28 anni. L’arrivo di una seconda volante ha permesso agli agenti di riportare la calma dopo il parapiglia.

 

2019.06.30 <oasis> La Sharia in Uk: il multiculturalismo britannico fa discutere e gli Sharia councils rischiano di portare al separatismo sociale, ma al tempo stesso forniscono importanti servizi per i musulmani inglesi

 

↑2018.11.30 <avvenire> Bassetti: cattolici in politica per un'Europa solidale e non xenofoba; «ciò che serve non è la divisione o la frammentazione, ma l'unità; serve non meno Europa, ma al contrario più Europa ... che sia popolare, sussidiaria e solidale, attenta ai bisogni dei cittadini e rispettosa delle culture, delle fedi e delle identità». E sui flussi migratori? «Serve un'azione coordinata a livello internazionale ... urge coniugare carità e responsabilità ... essere prudenti senza correre il rischio di alimentare le paure o, ancor peggio, di lasciar scoppiare una "guerra tra poveri" nelle periferie delle nostre città».

 

↑2018.10.23 <sbs> Il multiculturalismo? La via peggiore all'integrazione. "Non c'è fede che tenga - Manifesto contro il multiculturalismo" è il titolo provocatorio dell'ultimo libro di Cinzia Sciuto, filosofa e editrice di MicroMega: l’approccio multiculturalista, adottato dai governi di sinistra, e dall’immigrazionismo, si basa sull’accettazione acritica delle diverse culture, da tutelarsi “a priori”, anche senza entrare nel merito dei valori e dei principi che rappresentano. Questo atteggiamento di "non interferenza" è particolarmente ingiusto nei confronti delle donne che vengono lasciate a se stesse all'interno di certe culture che violano i loro diritti. Se si considera l’avanzata dei governi populisti di destra, che si è verificata nella maggior parte dei paesi occidentali e non solo, appare chiaro che la visione multiculturalista ha spinto la gente ad abbracciare l’approccio identitario delle destre che si basa sulla protezione della propria cultura e dei simboli che la caratterizzano (per esempio, il crocifisso in classe) ed il rifiuto del “diverso”, vissuto come una minaccia per i propri valori.

 

↑2018.09.12 elezioini legislative 9Sett <wik> socialdem 28,4% centrodx 19,8%  demsved 17,6% <internaz> Il futuro della Svezia riguarda da vicino quello dell’Europa <money> Grosse Koalition? <oltrelalinea> a Rinkeby, una banlieue in cui il multiculturalismo svedese ha dato i suoi peggiori frutti, e dove gli immigrati di 2ª generazione (votanti) sono oltre l'80%, la sinistra ha preso il 77% dei consensi.

 

↑2018.09.03 <foglio> sul Wall Street Journal una visita nell’Inghilterra islamizzazione con le moschee piene: nel multiculturalismo londinese «L’imam mi ha chiesto se volevo convertirmi. In quelle zone vige la Sharia». La mia prima visita è stata a Tower Hamlets, un quartiere dell’East London che è al 38 per cento musulmano ...

 

↑2018.04.16 <stampa, tempi> Il partito islamista che spaventa il Belgio: “Introdurremo la sharia all’occidentale”, cibo halal, velo nelle scuole, posti separati per uomini e donne sugli autobus; il partito sarà presente alle amministrative di ottobre. [CzzC: danni da immigrazionismo? Multiculturalismo irresponsabile a fronte dei renitenti all’integrazione?]

 

↑2017.11.06 <repubblica.vid>: commentando "Dov'è Dio?" di J.Carrón, Corrado Augias non concorda che «il cristianesimo non ha problema a vivere in una società multiculturale» perché anche recentemente avrebbe azionato imposizioni. Però il finale è rassicurante nell'apprezzamento di Fr1: una proposta di alleanza e di pace.

 

2017.06.23 <giornale> Svezia islamica; l’apartheid multiculturale; il Ministero dell’Interno svedese ed il NOA (Dipartimento Operazioni Polizia) hanno aggiornato l’elenco dei distretti del Paese definiti “particolarmente vulnerabili” per l’ordine pubblico; in pratica zone ad alto tasso di criminalità e emarginazione ... Erano 15 nel 2015 ed oggi sono 23; a questi si aggiungono altri 53 distretti “vulnerabili” in cui la situazione di ordine pubblico non è critica come gli altri ma a rischio degenerazione ... Nel report è specificato che i distretti vulnerabili sono aree prevalentemente abitate da immigrati islamicidove è difficile o quasi impossibile per la polizia adempiere alla propria missione”, dove esistono “strutture comunitarie parallele” a quelle dello Stato, “estremismo religioso e fondamentalista come violazione sistematica dei diritti delle persone”, “elevata concentrazione di reati penali” e tendenza “all’arruolamento di persone per aree di conflitto

 

↑2016.03.30 <interris>: Lahore 27/03: “Ancora una volta l’odio omicida infierisce vilmente sulle persone più indifese”. Il cristianesimo dell'amore universale, uguaglianza, libertà, è percepito come spina nel fianco dalla cultura dominante nei luoghi dove multiculturalismo e libertà di coscienza sono visti come una minaccia.

 

↑2011.02.09 SIRIA, un monastero in terra islamica. Il sangue dei martiri porta frutto. Sono in 7, come erano 7 i monaci uccisi nel 1996 a Tibhirine (Algeria): vedi cinema Uomini di Dio. David Cameron ha criticato il “multiculturalismo di Stato” cui si è finora ispirata la politica del Regno Unito in tema di integrazione sociale sottolineando come di fatto abbia prodotto non integrazione bensì auto-segregazione delle comunità di origine straniera e un indebolimento nell’affermazione di diritti umani, come ad esempio la pari dignità tra uomo e donna, che invece devono valere sempre e comunque.