«sicuramente a noi donne musulmane non è permesso di sposare un uomo che non sia musulmano»

afferma AMINA NATASCIA AL ZER intervistata da Zanchini a RadioAnch'io il 2018.01.19 h9:45, «ma ci saranno dei motivi se Dio ci ha dato questa regola»: la udimmo sermonare così <mp3 o at 01'14" del podcast di Radio1rai> ed è la vicepresidente dell'Associazione "Progetto ÀISHA", modenese convertita all'islam, presentata come paladina di libertà; il sermone in titolo sarebbe in contrasto con l'Art.16 della nostra dichiarazione universale dei diritti dell’uomo «Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione», ma gli islamisti si rifanno alla dichiarazione islamica dei diritti umani, onde schivare quantomeno gli art.16,18 e 19 della nostra (in scontro di civiltà?).

Ciò annoto pro DISCERNIMENTO ma senza nulla togliere, anzi plaudendo, al tanto BENE che Amina insegna nell’ambito del Progetto ÀISHA: affermo che l’islam moderato esiste mentre auspico che l’Islam si riformi

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 08/05/2024; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Love jihad di tipo 2, non sia mai che io contraddica il profeta; razzismo religioso; donna nell’islam; cessino le costrizioni; università islamiche, libertà, informazione, mass media, comunicazione, libertà di espressione eventuali abusi; Rai

 

 

2024.03.30 invio.wh a Radio24 800 240024 che discuteva sul sì/no vacanza per fine Ramadan. Se ci limitiamo al frasario «è uno STRANIERO» e «parla ITALIANO» mentre affrontiamo il compito di INTEGRARE i «non italiani» con le nostre LEGGI e COSTITUZIONE, non aiutiamo né le scuole né gli immigrati che aspirano legittimamente ad avere la cittadinanza italiana, mentre rischiamo di prestarci alla caciara partitica cara a certi opposti estremismi, profittevole acchiappaclic per i news managers. Né le scuole né la nostra Costituzione hanno grossi problemi nell’integrare certi ragazzi/e (ad es. ucraini, moldavi, sudamericani, …) come invece li hanno per integrarne altri ... CHI ALTRI? Continua qui con key vietato che musulmana sposi un non musulmano/Art.16, razzismo religioso, Art.18, Raes Sayed/CAIM. Aveva ragione Oriana Fallaci: integrazione fallita, titola il Giornale: io aggiungerei un punto di domanda, perché saremmo ancora in tempo ad evitare il fallimento, se agissimo con accorto what-if.

 

↑2023.11.29 è interessante l’articolo del <corriere> titolato “L'Unione europea e l'Islam, i rischi da evitare” perché fornisce le percentuali sulla penetrazione progressiva dell’islam in Europa: MA, mentre mira a fare giustamente temere i rigurgiti di intollerante filonazismo, TACE sullo scontro di civiltà cercato e fomentato dagli islamisti che, insidiando pilastri della nostra dichiarazione universale dei diritti umani (articoli 16 e 18), predicano, ad esempio, che le donne musulmane non possono sposare un infedele e che occorre punire il musulmano abiuro della sua fede. A predicare così in casa nostra non sono musulmani radicalizzati filo-Isis, ma, ad esempio, l’italiana convertita all’Islam, Amina Natascia AlZer, che in Radio1Rai viene presentata come paladina di tolleranza ed integrazione, oppure Raes Sayed (rappresentante legale del Caim, Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza).

 

2022.10.13 commento la raccolta firme di actionAid contro la piaga delle spose bambine: non infesta solo il tribalismo islamico, ma se ne potrebbe azionare maggiore prevenzione se anche certi "islamici moderati" si ricredessero dal predicare che «sicuramente alle donne musulmane non è permesso di sposare un uomo che non sia musulmano, ma ci saranno dei motivi se Dio ci ha dato questa regola» («» tratto dal sermone in Rai della nostrana Amina Natascia Al Zer). Non è facile intercettare chi costringe a matrimonio le bambine, ma conosciamo bene chi insegna come suddetto, e dunque, anche senza chiedere firme, lo si dovrebbe correggere e magari si potrebbe riflettere meglio prima di concedere la cittadinanza a richiedenti che prescrivessero cotale razzismo religioso, contrastante la nostra costituzione e l'Art. 16 della nostra dichiarazione universale dei diritti umani. O sbaglio?

 

2021.11.22 posto su <AmrefHealth Africa> L'insieme A dei praticanti l'infibulazione femminile non è un sottoinsieme proprio dell'insieme B degli islamisti, ma l'intersezione di A con B è più significativa dell'intersezione di A con l'insieme complementare di B, dal che si deduce che aiuteremmo a ridurre la suddetta orrenda pratica se vietassimo almeno agli islamisti in casa nostra di prescrivere alle le loro figlie di sposarsi solo con un musulmano, altrimenti ...

 

2021.08.06 <repubblica huff msgr> il pugliese Massimo Stano, oro olimpico nella 20 km di marcia, si era convertito all'islam per poter sposare nel 2016 Fatima Lofti (anche lei marciatrice) <sussidiario> «Islam? Ognuno sceglie di fare quello che vuole. Io sono diventato musulmano anche per stare con mia moglie e poterla sposare. Non vedo nulla di scandaloso» [CzzC: giusto sposare chi si vuole! Ma vedresti nulla di scandaloso se venisse "impedita" una ragazza musulmana che volesse sposare un infedele senza prima islamizzarlo?]

 

2021.06.04 <lastampa> di Karima Moual: Saman Habbas e quel no ai matrimoni misti. Questo articolo di K.M. fu ricordato da un ascoltatore di <RaiRadio3 PrimaPagina 9Giu♫51'10 o qui mp3> al conduttore Gianni Riotta, riassunto così: la fatwa dell'Ucoii sarebbe una foglia di fico per mascherare la radice del problema: alle donne musulmane è proibito sposare non musulmani; solo la Tunisia nel 2019 è riuscita a modificare la legge. [CzzC: Riotta interruppe l'interlocutore per sottolineare che in ogni religione c'è del moderno e del tradizionalista; lo trovai bravo nel chiedere rispetto per tutte le religioni, ma 20' dopo  <♫1h13'22 o qui.mp3> a quest'altra domanda «il delitto d'onore accettato per secoli anche nella nostra società e fino agli anni 60 era un'espressione del Cristianesimo?» rispose ASSOLUTAMENTE SÌ: quel tipo di oppressione femminile era legata al mondo della Chiesa: le tradizioni religiose spesso sono state complici dell'oppressione, tutte. [CzzC: scrissi sul messenger facebook di Prima Pagina/Rai3 per contestare il paralogismo che confonde prescrizione con tradizione]

 

2021.06.03 <giornale adnk> L'Ucoii emette fatwa contro matrimoni forzati e infibulazione. Apparentemente è un passo che va nella direzione giusta, ma lo strumento prescelto è controverso: deve bastare la legge italiana commentano Yahya Pallavicini, leader della Coreis, e Souad Sbai, già parlamentare Pdl e presidente del Centro studi Averroè. [CzzC: non serve fatwa per ribadire legge italiana, servirebbe piuttosto per correggere prescrizioni islamiste contrarie alla legge, come quella che vieta ad una musulmana di sposare un infedele]

 

↑2020.11.20 commentando su fb il post con cui il Sign. NC notizia che lunedì 16 novembre si è celebrata la giornata internazionale della TOLLERANZA, istituita dall'UNESCO nel 1995 come osservanza annuale per ricordare i principi ispiratori della dichiarazione dei diritti umani, segnalo esempi di islamisti persecutori dei diversamente credenti, ma mi becco un «non capisco del tutto questo fervore ... dalle tue righe sembrerebbe emergere una forma di ritorsione, magari contro tutto l'Islam». [CzzC: annoto come classico esempio del politically correct che per comoda equidistanza taccia di intolleranza chi tentasse correzione fraterna alla intolleranza degli islamisti (non di tutti i musulmani); continua qui; parole chiave: intolleranza insegnata dall'alto, dichiarazione diversa, non sposare un infedele, Sharia, Indonesia, Malesia, Marocco, religione e laicità, vescovo Martinelli, reciprocità].

 

2020.11.05 <tempi> Quanto è stupido il “diritto alla blasfemia” rivendicato da Macron. L’arroganza del presidente francese e di Charlie Hebdo ha conseguenze catastrofiche per le libertà in Europa [CzzC: stupido? Forse sì come sinonimo di irresponsabile, altrimenti direi più propriamente distopico (~organo fuori posto). Perché? Il diritto alla malefica ironia blasfema si è potuto sviluppare come cellula non aggredibile in un corpo a radici cristiane (quelle che inducono a soffrire tacendo o balbettando a fronte delle offese a ciò che abbiamo di più caro - vedi artistiche Piss Christ, merda in faccia, Cassero&C); ma quella cellula diventa distopica se in quel corpo da decenni cresce incontrastata una forma linfatica che lo attacca come antigene (linfa che attacca anche la comunicazione tra organi: donna non sposare un infedele); oppure dovrebbe essere considerata distopica quella nuova forma linfatica. Scontro di civiltà? Innominabile. Una proposta? In attesa di curare la suddetta forma linfatica, quella cellula pro male minore non prolifichi. Macron dice di non arretrare? Forse sbaglia la conta dei danni prevedibili e allora l'aggettivo stupido si addice più a lui che al diritto di blasfemia].

 

↑2018.12.11 Troppo POCHI CELEBRANTI il 70° anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani hanno avuto il coraggio di DENUNCIARE che diritti fondamentali sono ancora puniti con pene capitali (pene hadd), puniti non da schegge impazzite, ma da legislazioni di stati con i quali facciamo affari in armi, finanza e petrolio:

- pene hadd per DONNA musulmana che sposasse un infedele (contro il Art.16 della dichiarazione),

- pene hadd per un musulmano che ABIURAsse (contro Art.18),

- pene hadd a chi fosse presunto di aver usato ESPRESSIONI profananti il profeta o i relativi libri sacri (contro Art.19)

Quasi un razzismo religioso. Troppo pochi celebranti hanno denunciato, perché? A mio avviso

- perché si disturberebbero interessi pecuniari e strategici rilevanti

- e perché, mentre si può parlar male impunemente dei simboli della nostra fede, sarebbe dissuaso ben diversamente chi parlasse male di un’altra vendicativa

Comunque viva il suddetto 70° della nostra dichiarazione, viva la nostra dichiarazione dei diritti umani, diversa dall’altra.

 

↑2018.12.10 in <questo.yt> Amnesty Svizzera ricorda violazioni e ritardi nell’applicazione della 70ennale dichiarazione universale dei diritti umani enfatizzando alcuni aspetti visti come lacune, ma senza accennare alla voragine dei Paesi che oggi non celebrano l’anniversario, quelli che si rifanno ad un’altra dichiarazione che permetterebbe loro di violare i nostri Art.16, 18, 19 punendo con pene hadd una loro donna che sposasse un infedele, un loro fedele che abiurasse o uno presunto offensore del profeta, così configurando un razzismo religioso.

 

↑2018.09.02 A Radio1_Babele con titolo “Donne nell’Islam” udiamo Cozzolino intervistare la Teologa islamica Nibras Breghechi che afferma: «non è vero che per la loro emancipazione le donne nell’islam debbano fare più strada di quelle occidentali» [CzzC: commento e pongo domande all’autrice]

 

2018.01.23 <fb> Radio anch’io risponde: «Grazie. Terremo conto del suo parere»

 

2018.01.19 da <Radio1rai> h9,45 odo a RadioAnch'io Amina Natascia Al Zer, vicepresidente Ass. "Progetto ÀISHA", modenese convertita all'islam, presentata come paladina di libertà, sermonare come in titolo così <mp3 o at 01.14 del podcast> «sicuramente a noi donne musulmane non è permesso di sposare un uomo che non sia musulmano, ma ci saranno dei motivi se Dio ci ha dato questa regola» [CzzC: scrivo a Radio anch’io/Fb: cara Rai, visto che stiamo usando soldi pubblici, non vi pare che la una tale sublimazione divinatoria di illibertà avrebbe meritato una sonora contestazione in diretta? Analogamente quando Raes Sayed (rappresentante legale del Caim, Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza) nella trasmissione Virus/Rai2 del 26/11/2015 millantava di rispettare la libertà di un musulmano di convertirsi al cristianesimo, ma quando gli si fece notare che i loro testi sacri ordinano di uccidere i musulmani che abiurano l'islam, e gli si chiese se intendesse assumere una posizione differente, ecco il voltafaccia: «Non sia mai che io contraddica il Profeta, non sia mai»! Vorremmo che il servizio pubblico difendesse meglio

-        la libertà delle donne, anche di quelle sottomesse dall'islam;

-        la libertà di cambiare impunemente credo prevista dall'articolo 18 della nostra dichiarazione universale dei diritti umani che è diversa da quella islamica;

vorremmo che il servizio pubblico dicesse chiaramente che, contro sifatti propugnatori di illibertaria Sharia lesiva di diritti tutelati dalla nostra legislazione, sarebbe opportuno cautelarci prima di concedere cittadinanza, come si cautelano opportunamente altri stati.

Speriamo che il pulpito e l’accondiscendenza concessi loro dalla Rai non sottendano

-        captatio benevolentiae di ben pagante wahhabismo,

-        o il timore di ritorsioni/attentati se la Rai sbugiardasse meglio in diretta certi finti paladini della libertà.

Comunque auguri di buon lavoro, cara Amina Natascia, perché dici altre cose belle, condivisibili, con le quali potresti aiutare tanti i fratelli di fede ad avvicinarsi all’islam moderato a riformare dottrina ed educazione.

 

↑2017.02.01 <repubbl huff>: in ministro dell’interni M.Minniti firma con 12 associazioni islamiche (70% dei musulmani in Italia, tavolo islamico italiano) un patto stato-islam: formazione di imam e guide religiose (preludio all'albo degli imam), pubblicare nomi di responsabili; il sermone del venerdì (solo del venerdì?) sia svolto o tradotto in italiano; trasparenza nella gestione dei finanziamenti; così lo stato vi sosterrà. [CzzC: bravo, Minniti! All’impegno promesso segua distinta di comportamenti osservabili, misurabili, con sanzione per inadempienza, senza la quale sai bene che qualunque legge o patto sarebbe inerte. In particolare, ti sei ricordato di ricordare loro che le leggi italiane prevedono

- assoluta libertà di cambiare credo (Art.18 dich.univ.diritti umani)?

- assoluta libertà di una donna di sposare chi volesse, anche un infedele (Art.16)?

Se ti sei ricordato, che provvedimenti prenderesti verso chi di loro insegnasse diversamente sull'uno e sull'altro diritto?

 

↑2016.09.20 <yt> Porta a Porta - una musulmana si rifiuta di giudicare ingiusta la lapidazione islamista della adultera; dichiara di trovare giusto che un musulmano possa sposare una infedele ma che una musulmana non possa sposare un infedele.