AMINA NATASCIA AL ZER: «sicuramente a noi donne musulmane non è permesso di sposare un uomo che non sia musulmano, ma ci saranno dei motivi se Dio ci ha dato questa regola», alla faccia dell’Art.16.

<Radio1rai> 2018.01.19 h9,45 odo a RadioAnch'io Amina Natascia Al Zer, vicepresidente Ass. "Progetto ÀISHA", modenese convertita all'islam, presentata come paladina di libertà, sermonare come in titolo così <mp3 o at 01.14 del podcast>

Art.16 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: «uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione».

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 12/12/2018; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: non sia mai che io contraddica il profeta; razzismo religioso; donna nell’islam, università islamiche, libertà, informazione, mass media, comunicazione, libertà di espressione eventuali abusi

 

2018.12.11 Troppo POCHI CELEBRANTI il 70° anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani hanno avuto il coraggio di DENUNCIARE che diritti fondamentali sono ancora puniti con pene capitali (pene hadd), puniti non da schegge impazzite, ma da legislazioni di stati con i quali facciamo affari in armi, finanza e petrolio:

- pene hadd per DONNA musulmana che sposasse un infedele (contro il Art.16 della dichiarazione),

- pene hadd per un musulmano che ABIURAsse (contro Art.18),

- pene hadd a chi fosse presunto di aver usato ESPRESSIONI profananti il profeta o i relativi libri sacri (contro Art.19)

Quasi un razzismo religioso. Troppo pochi celebranti hanno denunciato, perché? A mio avviso

- perché si disturberebbero interessi pecuniari e strategici rilevanti

- e perché, mentre si può parlar male impunemente dei simboli della nostra fede, sarebbe dissuaso ben diversamente chi parlasse male di un’altra vendicativa

Comunque viva il suddetto 70° della nostra dichiarazione, viva la nostra dichiarazione dei diritti umani, diversa dall’altra.

 

↑2018.12.10 in <questo.yt> Amnesty Svizzera ricorda violazioni e ritardi nell’applicazione della 70ennale dichiarazione universale dei diritti umani enfatizzando alcuni aspetti visti come lacune, ma senza accennare alla voragine dei Paesi che oggi non celebrano l’anniversario, quelli che si rifanno ad un’altra dichiarazione che permetterebbe loro di violare i nostri Art.16, 18, 19 punendo con pene hadd una loro donna che sposasse un infedele, un loro fedele che abiurasse o uno presunto offensore del profeta, così configurando un razzismo religioso.

 

↑2018.09.02 A Radio1_Babele con titolo “Donne nell’Islam” udiamo Cozzolino intervistare la Teologa islamica Nibras Breghechi che afferma: «non è vero che per la loro emancipazione le donne nell’islam debbano fare più strada di quelle occidentali» [CzzC: commento e pongo domande all’autrice]

 

2018.01.23 <fb> Radio anch’io risponde: «Grazie. Terremo conto del suo parere»

 

2018.01.19 <Radio1rai> h9,45 odo a RadioAnch'io Amina Natascia Al Zer, vicepresidente Ass. "Progetto ÀISHA", modenese convertita all'islam, presentata come paladina di libertà, sermonare come in titolo così <mp3 o at 01.14 del podcast>. Scrivo a Radio anch’io/Fb: cara Rai, visto che stiamo usando soldi pubblici, non vi pare che la una tale sublimazione divinatoria di illibertà avrebbe meritato una sonora contestazione in diretta? Analogamente quando Raes Sayed (rappresentante legale del Caim, Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza) nella trasmissione Virus/Rai2 del 26/11/2015 millantava di rispettare la libertà di un musulmano di convertirsi al cristianesimo, ma quando gli si fece notare che i loro testi sacri ordinano di uccidere i musulmani che abiurano l'islam, e gli si chiese se intendesse assumere una posizione differente, ecco il voltafaccia: «Non sia mai che io contraddica il Profeta, non sia mai»! Vorremmo che il servizio pubblico difendesse meglio

-       la libertà delle donne, anche di quelle sottomesse dall'islam;

-       la libertà di cambiare impunemente credo prevista dall'articolo 18 della nostra dichiarazione universale dei diritti umani che è diversa da quella islamica;

vorremmo che il servizio pubblico dicesse chiaramente che, contro sifatti propugnatori di illibertaria Sharia lesiva di diritti tutelati dalla nostra legislazione, sarebbe opportuno cautelarci prima di concedere cittadinanza, come si cautelano opportunamente altri stati.

Speriamo che il pulpito e l’accondiscendenza concessi loro dalla Rai non sottendano

-       captatio benevolentiae di ben pagante wahhabismo,

-       o il timore di ritorsioni/attentati se la Rai sbugiardasse meglio in diretta certi finti paladini della libertà.

Comunque auguri di buon lavoro, cara Amina Natascia, perché dici altre cose anche condivisibili con le quali potresti aiutare tanti i fratelli di fede ad avvicinarsi all’islam moderato.