Castellucci: MERDA SUL VOLTO DI CRISTO

2016.04.05 si monta anche al MART.Rovereto lo spettacolo che commentai 2012.01 prima IT a Milano, Teatro Parenti, opera di Castellucci “sul concetto di volto nel figlio di Dio”, sfigurante il volto di Cristo: alla fine dello spettacolo va in scena un gruppo di ragazzi che lancia contro quell’immagine una serie di oggetti molto simili, nel colore, ad escrementi. [CzzC: attenzione! La scena imbrattante Cristo non è sempre la stessa ma viene riconfigurata (giocando al gatto-topo con l’accusa di blasfemia) con maggiore verismo (ad es. con odori di latrina in Francia 2010) o minore (con allusione assai meno esplicita alla merda, ad es. al Mart.Rovereto2016]. Su questo punto, in due diverse interviste, Castellucci prima affermava trattarsi di escrementi e poi smentiva; alcuni si sono divertiti a coglierlo in castagna [CzzC: vedi le sue parole 11/11/2010 udibili tra 4’57” e 5’25” di questo video.youtube oppure qui audio.mp3:

“... quindi fare incontrare l’escatologico con - a questo punto con questa performance - la scatologia in senso letterale, quindi la merda, quindi da un certo punto di vista illuminare la merda con la luce divina, ma anche il contrario, insomma, gettare un po’ di merda sul sul volto di Dio.”

Con tutto ciò il pastore Valdese Alessandro Esposito offende gli offesi: sbeffeggia i sedicenti credenti di fede cattolica che si offesero per l’offesa al volto di Cristo, additandoli censori rappresentanti dell’odierna inquisizione.

A prescindere dal fatto che non tutti i cattolici ravvisano blasfemia nello spettacolo in titolo (vedi qui Luigi Amicone), mi permetto di disquisire sulla blasfemia che non di rado si scuda con la libertà di parola (Art19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione) della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ma ignorando che

- per il credente la fede fa parte integrante della sua vita e quindi della sua dignità, reputazione, realizzazione della personalità e, dunque,

- un eventuale vilipendio dei simboli e dei contenuti della sua fede configurerebbe violazione quantomeno di questi altri articoli della medesima dichiarazione universale:
Art12: Nessun individuo potrà essere sottoposto ... a lesioni del suo onore e della sua reputazione
Art22: Ogni individuo ... ha diritto alla sicurezza sociale nonché alla realizzazione ... dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità

- ci chiediamo perché i nostrani lumi sublimino come “agenti della libertà” quelli che lucrano sul vilipendio di simboli religiosi, mentre fanno affari d’oro senza batter ciglio con regimi che perseguitano e uccidono cristiani per blasfemia sovente inventata.

Comunque

- non sarebbe giusto invocare la legittima difesa della dignità della nostra fede per giustificare chi arrecasse male fisico in ritorsione contro il presunto blasfemo: qualunque sia il simbolo religioso offeso, è più giusto (male minore) subire l’offesa incruenta piuttosto che arrecare male fisico all’offendente;

- non sarebbe giusto silurare vignettisti graffianti, solo quando fossero accusati di antisemitismo o massofobia (ad es. qui2009) e tollerarli o sublimarli quando graffiassero simboli cristiani;

- non sarebbe giusto che vignettisti graffianti decidessero di non svignettare più i simboli islamici dopo la ri-temibile vendetta subita, permettendosi di continuare a svignettare i simboli dei non temibili cristiani.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 08/03/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: offese al volto di Cristo e il pastore valdese A.Esposito offende gli offesi

 

↑2016.04.08 Leggendo Cecilia Salizzoni che su <VT#15interaP7> definisce «certamente intellettuale, ma teologico» l’allestimento al Mart del 05 aprile sul volto di Cristo, mi sentirei di porle due domande:

-       Cara Cecilia, non ti parrebbe di deturpare la teologia aggettivando così la messinscena di Castellucci?
Fossi in te, mi sentirei smentito dallo stesso autore, quando esplicita di aver usato
scatologia per inscenare l’escatologia cristiana: «fare incontrare l’escatologico con - a questo punto con questa performance – la scatologia in senso letterale, quindi la merda, quindi da un certo punto di vista illuminare la merda con la luce divina, ma anche il contrario, insomma, gettare un po’ di merda sul sul volto di Dio»:
vedi al minuto 4 e 57” di questa intervista:
https://www.youtube.com/watch?v=27SUIybN01g.
Ovviamente al Mart il regista non ha sparso in sala gli effluvi di latrina con i “modi estremi da iper-realismo” esibiti a Parigi, sgrassatura italica che potrebbe giovargli se eventualmente gradisse millantare agli illuminati fratelli francesi non solo il nostro diocesano nulla osta, ma perfino un foglio rosa in teologia.

-       Non ti parrebbe alterazione delle priorità donare un’intera pagina di VT#15 a cotanta miseria, meritevole poco più che misericordia?

 

↑2016.04.05 Anche al Mart di Rovereto si esibisce il Castellucci spettacolo (merda?) sul volto di Dio. [CzzC: don Sergio e la CuriaTN sanno bene che Castellucci ha confermato (qui audio delle sue parole) che intendeva proprio merda quella gettata sul volto di Cristo, ma fanno bene ad usare prudenza, ad evitare scontri, a schivare invece che a sfidare i furbetti che intendono lucrare anche lordando i simboli cristiani]

 

↑2013.01.24 Il pastore valdese Alessandro Esposito ricorda la merda sul volto di Cristo di un anno fa e sbeffeggia in merito i cattolici: perché? Perché si permisero la libertà di espressione di contestare quelle offese al volto di Cristo: odi il sermonante valdese paladino della libertà di espressione all’indirizzo dei cattolici: censori rappresentanti dell’odierna inquisizione che, a secoli di distanza da una prassi consolidata in ambito vaticano ... cattolicesimo bigotto e oscurantista... censura preconcetta, fatta di pregiudizio ed ignoranza ... integralisti ...L’arte si legittima da sé, non deve rendere ragione ad alcuna (presunta) autorità morale, perché, per parafrasare Nietzsche, ... continua. [CzzC: Castellucci gode e ringrazia? Fosse solo lui! Comune sentire con comuni matrici?]

 

↑2012.02.17 <fattoq>: tappa in Emilia (Casalecchio) per il teatro “blasfemo” di Castellucci: “Non ci sarà nessuna censura” . Il direttore di Emilia Romagna Teatri: "L'ho visto due volte e mi sono commosso. E' un'opera d'arte"

 

2012.01.26 <tempi>: Castellucci mette in scena Gesù per far posto a Satana o ripropone il dilemma shakespeariano? Ieri c’è stata la prima del contestatissimo “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” di Romeo Castellucci. Secondo il direttore di Tempi Luigi Amicone “non c’è nulla di blasfemo nella pièce tremenda che ricorda il famoso dilemma essere o non essere”. Per l’inviato speciale Rodolfo Casadei “va in scena l’inesorabile negatività del reale[CzzC: imparai da qualcun altro l’inesorabile positività del reale; nel frattempo lodo chi frena fanatismi di dissenso per non far troppo il gioco delle studiate attese di qualche furbetto regista]

<foglio>: Merda gnostica, arte, boiata o dramma shakespiriano? Le svariate reazioni allo spettacolo di Castellucci "Il concetto del Volto di Cristo"

 

↑2012.01.16 G.Cavalcoli segnala alla Segreteria Vaticana l’opera teatrale che risulta offensiva nei confronti di nostro Signore Gesù Cristo e dei cristiani; P.Wells risponde ringraziando. [CzzC: attenzione ad esibire postuma questa lettera! Vedi il gioco del gatto-topo che spiego in sommario]

 

↑2010.10.gg <teatroecritica>: Sul concetto di volto nel figlio di Dio. Forse avrei dovuto dire: torniamo a quello che si “sente”. Dato che la soglia di mimèsi a cui approda Castellucci non è solo visiva, ma come vedremo anche olfattiva: sul pubblico infatti inizia a spandersi un odore acre neanche avessero aperto decine di latrine sporche ... sguardi esterrefatti, nasi coperti ... sorrisini ... dopo l’ennesimo pannolone sostituito, il vecchio viene fatto adagiare sul proprio letto, la scena naturalistica è ironicamente e definitivamente implosa grazie all’entrata ammiccante proprio di Castellucci che rovescia mezza tanica di putrido liquame sull’anziano padre. Senza pietà il vecchio  viene cosparso di merda, questo didascalismo suggellerà anche il finale della performance quando padre e figlio lasceranno la scena e il volto di Cristo verrà sfregiato dall’interno per ferirsi di quello stesso liquido e lasciare il posto alla mastodontica scritta “You are not my shepherd”, “Non sei il mio pastore” .