modificato 09/05/2017

 

Indonesia: cristiani ancora perseguitati, nonostante spiragli di apertura

Correlati: Timor Est, diritti umani, dialogo interreligioso; spiragli di apertura

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Dopo anni di abusi e violenze (vedi Timor Est e qui al 2001), il neo capo di Stato Jokowi e il suo esecutivo apparivano intentati a lenire gli ostacoli alla libertà di culto per i non musulmani, ma recenti avvenimenti smentirebbero le apparenze e confermerebbero una crescita del fondamentalismo islamista.

 

 

09/05
2017

<corriere foglio tempi tpi>: imprigionato per blasfemia il governatore cristiano di Jakarta Basuki Ahok Tjahaja Purnama: aveva già perso le elezioni di aprile dopo che gli estremisti islamici che lo avevano falsamente accusato di blasfemia. Cresce il fondamentalismo nel Paese con il maggior numero di musulmani al mondo. L’accusa blasfemia risale al 2016.09. Durante la campagna per la rielezione del governatore, in decine di migliaia hanno manifestato a Jakarta per chiedere l’arresto del governatore uscente Ahok, che il 19/04/2017 è stato battuto da Anies Baswedan, ex ministro della Cultura indonesiano, musulmano.

06/05
2016

<repubblica>: Sadiq Khan, musulmano, nuovo sindaco di Londra [CzzC: l'islam moderato esiste: l'importante è che riesca a minimizzare quello non moderato che fa ancora troppe stragi di inermi e i cui maestri di odio sono ancora troppo foraggiati da regimi (vedi wahhabiti) che in casa loro manderebbero a morte chi invocasse di concedere alle donne, agli oppositori e agli infedeli i diritti umani difesi dalle nostre democrazie occidentali. C’è anche un sindaco cristiano di capitale musulmana, Basuki Ahok Tjahaja Purnama da 2014.11 governatore di Jakarta, che però nel 2017 sarà incarcerato con falsa accusa di blasfemia]

30/10
2015

<tempi>: Dieci chiese indonesiane demolite con asce e mazze in pochi giorni. Centinaia di cristiani costretti a nascondersi o scappare. Dopo avere appiccato il fuoco a una chiesa di Aceh Singkil, centinaia di estremisti dell’Islamic Defenders Front (Fpi) hanno convinto il governo ad abbatterne altre dieci, con l’accusa che sarebbero illegali, scatenando il panico tra i cristiani. [CzzC: se fossero cristiani a commettere questi crimini contro 10 moschee, i musulmani massacrerebbero inermi cristiani ovunque capitasse; non sarebbe scontro di civiltà a motivo dell’asimmetria: inciviltà contro civiltà]

15/10
2015

<asianews>: Aceh, attacchi alle chiese: migliaia di persone in fuga dalle violenze religiose: 2gg fa un gruppo di musulmani ha dato fuoco a due chiese. Almeno 2mila profughi hanno raggiunto la diocesi di Sibolga, al sud. Singkil non era stata teatro di scontri religiosi prima: dal 1979 vige un accordo tra musulmani e cristiani.

13/10
2015

<avvenire>: la folla incendia una chiesa nella provincia indonesiana di Aceh: nei disordini un uomo è stato ucciso da un colpo di fucile alla testa e una chiesa è stata data alle fiamme da 750 persone armate di bastoni.

26/03
2015

<AsiaNews>: Jakarta, via libera al velo islamico per le donne poliziotto. Esulta il fronte estremista: Il gen. Haiti, reggente del corpo di polizia, ha approvato l’uso dell’hijab su tutto il territorio. Finora esso era utilizzato nella sola Aceh, unica provincia in cui vige la sharia.

24/03
2015

<AsiaNews>: Jakarta sequestra libro scolastico che esalta il radicalismo islamico: il testo contiene elementi di dottrine wahhabite che spingono ad uccidere chi non è musulmano. [CzzC: prova ad indovinare chi abbia foraggiato la produzione e adozione del testo e se abbiano perseguito i docenti adottanti]

07/11
2014

<Asia News>: Jakarta: “libertà religiosa e difesa delle minoranze priorità del nuovo governo”: dopo anni di abusi e violenze sotto il presidente Yudhoyono, il neo capo di Stato Jokowi e il suo esecutivo annunciano "cambiamenti". Il ministro per gli Affari religiosi vuole approvare “in sei mesi” una norma per rimuovere gli ostacoli alla libertà di culto per i non musulmani. Il collega degli Interni propone di cancellare l’appartenenza religiosa dal documento di identità.

03/11
2014

<Asia News>: in Indonesia l'aborto è illegale, tuttavia il ministero della Salute ha presentato alcune modifiche alla legge sulla Salute riproduttiva (2009), con la quali ora è possibile praticare l'interruzione di gravidanza se la vita della madre è in serio pericolo, o se la donna è rimasta incinta per uno stupro. La Nahdlatul Ulama (Nu), la più grande organizzazione islamica moderata del Paese, si è espressa dopo le dichiarazioni di alcuni imam nel Paese, che hanno definito l'aborto "moralmente accettabile" se condotto entro i primi 40 giorni: "Preservare la dignità della donna - ha dichiarato il prof. Kiai Hajj Said Agil Sirajd, presidente della Nu - in caso di stupro non è una motivazione valida. Dal punto di vista legale, l'aborto è accettabile solo in caso di gravi e particolari urgenze di salute della madre".

27/10
2009

<asianews>: Indonesia: ulema musulmani e femministe contro il club della poligamia. Secondo le donne è una pratica che umilia le mogli ed è fonte di violenze domestiche e abusi. Suharto era anti-poligamia; Sukarno aveva molte donne.

2001

<termometropolitico>: Violenze, decapitazioni e “conversioni” forzate: “I cristiani delle Molucche subiscono mutilazioni dei genitali come segno di appartenenza all’Islam. Gli aguzzini usano lame rudimentali e le vittime della violenza hanno ferite infette e purulente”, racconta la Fides (5/1/01). “… Anche il governatore di Ambon, Saleh Latuconsina, responsabile dello stato civile di emergenza nelle Molucche, ha riconosciuto che ‘è innegabile che alle isole di Kasui e Teor stia avvenendo una islamizzazione forzata’”. ... un capo del gruppo della Jihad è stato visto ritornare dagli attacchi portando come trofeo la testa di un cristiano. (…) Il macabro trofeo doveva essere la prova che i musulmani di Kasui avevano compiuto la missione loro affidata dalla moschea Al Fatah per ‘farla finita con i cristiani’”. Secondo i testimoni “dopo gli attacchi ai loro villaggi, i cristiani sopravvissuti sono stati raccolti in varie moschee. Qui, sotto la minaccia di morte, venivano forzati a seguire i rituali della conversione all’Islam. Dapprima sono stati costretti a ricevere un bagno purificatore … Sotto la minaccia delle armi dovevano rispondere alla domanda ‘Vi convertite volontariamente?’ Pieni di paura, tutti hanno risposto di sì. Poche ore prima essi avevano assistito all’uccisione di una insegnante di scuola elementare che si era rifiutata di convertirsi”. (Fides 05/01/2001).