AZZARDOPOLI e AZZARDOPATIA (termine più appropriato di ludopatia)

Ludopatia è un neologismo improprio (più appropriato sarebbe azzardopatia. Ludo sta per gioco, patia sta per patologia. Perché improprio? Vedi mia nota al 04/12/2012

Come prevenire i danni causati dall’azzardopatia?

- vietare la pubblicità pro azzardopoli

- minimizzare le concessioni di slot machines in funzione dei danni accertati o previsti e degli inganni dei piazzatori; proibire l’azzardo online che non sia gestito dallo stato con le lotterie pubbliche;

- limitare l’anonimato del giocatore, onde evitare, almeno, che vengano consumati in gioco perfino i sussidi sociali, il che si potrebbe ottenere, ad esempio, imponendo che i giocatori delle slot machines siano visibili dall’esterno dei loro locali, che invece hanno vetrate oscurate: vi si potrebbero scoprire non solo barboni, zingari e sussidiati dai servizi sociali, ma anche avvocati o loro parenti che vanno a cambiare le banconote da 500€ frutto di nerofilia

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 04/07/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: potentati, inganni; l’azzardopatico è molto ricattabile

 

2018.07.03 <fattoq vita stampa> Azzardo, Di Maio: “Stop pubblicità? Mondo che si è allargato un po’ troppo. Ora lo ridimensioniamo ... casse dello stato drogate dal gioco d’azzardo” [CzzC: perché il medesimo buonsenso nella fattispecie non esplicarono i sedicenti più sensati governanti precedenti? Tanto ci voleva?]

 

↑2015.12.04 <ilfattoq>: Un emendamento firmato da Forza Italia, Ncd-Udc e Pd promette "100 milioni l’anno da distribuire ai Comuni in proporzione al numero dei punti di raccolta del gioco presenti nel proprio territorio". Mantero (M5s): "Ci avevano già provato in Senato" [CzzC: come non vedere correlazioni con la criminalità?]

 

↑2015.10.07 <lavocetn Trentino> a Trento tre serate al cinema contro il gioco d’azzardo: docufilm “Vivere alla grande”, “Rischio due”, “The rounders”

 

↑2015.08.15 Via dal Trentino le trappole di azzardopatia: Via libera in consiglio provinciale alla legge contro la ludopatia [Czz: evviva, incitiamo i politici a legiferare in fretta e prepariamoci con preventivo tam-tam a contrastare i magistrati servi dei potenti che si presteranno a contrastare l’auspicata legge  provinciale; nel frattempo cerchiamo di usare il nome più appropriato, AZZARDOPATIA, non ludopatia: la correttezza semantica aumenta l’efficienza della comunicazione e l’efficacia nel raggiungimento dell’obiettivo]

 

↑2015.07.24 <avvenire>: Azzardo, mafie e affari: la spartizione. Esiste «un patto scellerato tra camorra e ’ndrangheta» per gestire il grande affare dell’azzardo e in particolare quello delle scommesse online. Lo scrivono i magistrati della Procura di Reggio Calabria ...

 

↑2015.02.07 <fattoq>: Slot machine, Corte dei Conti fa sconto da 500M€ alle due ultime società rimaste a processo per non aver collegato gli apparecchi al sistema informatico: Bplus e Hbg dovranno pagare rispettivamente 335 e 72M€ (erano 835 e 200 in 1° grado). [CzzC: non bere la bufala <soloit> della multa iniziale di 98G€, così sgamabile <qelsi>: l'impossibile multa di miliardi derivò dalla banale moltiplicazione dell'importo penale per ogni ora in cui le apparecchiature non erano collegate al sistema informatico, valore miliardario subito corretto dalla Corte con un importo sensato rispetto al guadagno delle società che non supererebbe il miliardo]

 

↑2013.09.12 Una vittoria locale contro azzardopoli: il Comune di Bolzano vince contro il TAR e riesce a far passare la sua imposizione del 15/12/2012 per la rimozione di tutti gli apparecchi da gioco in un raggio di 300 metri da istituti scolastici, centri giovanili o strutture operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale.

 

↑2013.09.05 La forza politica di azzardopoli, ennesima vergogna a favore delle lobby del gioco d'azzardo: sebbene sia stata approvata una mozione che vieta per un anno l'apertura di nuovi centri giochi d'azzardo nei luoghi aperti al pubblico, è probabile che i signori di azzardopoli si rifacciano accampandone inapplicabilità e intanto godono perché sono stati graziati a pagare solo 611M€ contro 2,5G€ di multa stabiliti dalla Corte dei Conti.

 

↑2013.05.23 La forza di azzardopoli: Le concessionarie del gioco d’azzardo devono circa 98G€ allo Stato italiano per tasse inevase. La Corte dei Conti, però, le ha condannate a rimborsacene solo 2,5: in pratica uno sconto del 97,4%.

 

↑2012.12.05 L'industria dell'azzardo prospera nonostante la crisi. E lo Stato autorizza mille nuovi siti di gioco online.

 

2012.12.04 <libera> Dossier “Azzardopoli 2.0: in IT spendiamo circa 1.450 €/capite, neonati compresi – 1.890 €/capite considerando solo i maggiorenni – per tentare la fortuna che possa cambiare la vita tra videopoker, slot machine, Gratta e vinci, sale Bingo. Circa 800k persone dipendenti da gioco d’azzardo e quasi 2M di giocatori a rischio. Un fatturato legale valutato in 80G€

 

2012.12.04 Ludopatia è un neologismo improprio (più appropriato sarebbe azzardopatia. Ludo sta per gioco, patia sta per patologia. Perché improprio? Da millenni la parola gioco afferisce ad un concetto semanticamente “buono” di abilità naturale (basti pensare alle Olimpiadi, ai giochi didattici, per non dire che la fase del gioco è una delle più importanti della crescita di un bambino); per il gioco così concepito sono accettate anche eventuali sfumature d’inganno (giochi di prestigio) e sono solitamente perimetrati i rischi delle esagerazioni competitive (dopare o barare); in tale contesto semantico sarebbe difficile definire una patologia da gioco, ed infatti chi ha inventato il termine ludopatia potrebbe aver forzato la semantica ricorrendo ad uno dei trucchi dialettici di Shopenhauer (omonimia) per riferirsi non tanto ai giochi di cui sopra, ma per edulcorare i danni da azzardopoli (lobby di lucratori sul gioco d’azzardo); già chiamare gioco questa perversione dell’azzardo sarebbe una forzatura, perché la materia afferita differisce dalla concezione originale del gioco come abilità naturale, configurandosi invero come una delle tante proiezioni economiche del principio di “privatizzare i guadagni, socializzare le perdite”, che prospera sfruttando in questo caso l’illusoria presunzione umana di possedere l’abilità di essere baciati dalla fortuna con probabilità ben maggiore di quella che la statistica matematica dimostrerebbe in tali contesti, ancorché non truccati.

Perché non l’hanno chiamata azzardopatia, con maggiore pertinenza semantica rispetto a ludopatia? A mio modesto parere

- perché le relative lobby (+ enfatici della pubblica dipendenza) col significato buono del termine gioco sublimerebbero i lauti proventi privati e dell’Erario,

- e perché con azzardopatia invece che con ludopatia avrebbero fatto più fatica a socializzare le perdite, cioè a scaricare sulla sanità e assistenza pubblica i costi delle buggerate che azzardopoli rifila ai bacati dalla suddetta presunzione (dilapidano stipendi, patrimoni, sussidi, salute familiare e personale),

il tutto con buona pace dei politici che concedono ad azzardopoli speciali licenze espansive nell’ultima notte di un parlamento in chiusura 2012 o che riducono di 10 volte le multe inflitte agli slot-tisti profittatori ed evasori.