TOLLERANZA in pacifica CONVIVENZA: dovrebbe essere INTEGRAZIONE che valorizza le DIVERSITÀ-identità, non che le cancella

Tolleranza e fede nella verità rivelata sono concetti che si oppongono? Si possono conciliare fede cristiana e modernità? Fede islamica e ragione? Ricordo un Happening dei giovani a Trento che aveva per titolo “democrazia, elogio della diversità”

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 07/02/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: nostra capacità di integrazione dei migranti; intolleranza insegnata dall'alto

 

Traggo da il Sussidiario 07/02/2014 che trae dal volume di Ratzinger Fede Verità Tolleranza: «Tolleranza e fede nella verità rivelata sono concetti che si oppongono? Si possono conciliare fede cristiana e modernità? Se la tolleranza è uno dei fondamenti dell'epoca moderna, affermare di aver trovato la verità non è forse una presunzione superata, che dev'essere respinta, se si vuole spezzare la spirale della violenza che attraversa la storia delle religioni? Questa domanda si pone oggi in maniera sempre più drammatica nell'incontro tra il cristianesimo e il mondo, e si diffonde sempre più la convinzione che la rinuncia da parte della fede cristiana alla rivendicazione di verità sia la condizione fondamentale per ottenere una nuova pace mondiale, la condizione fondamentale perla riconciliazione tra cristianesimo e modernità». La domanda (posta da Ratzinger, dopo l'11 settembre 2001, torri gemelle, e dopo la reazione teocon patrocinata dall'amministrazione Bush), è tornata a più riprese nella pubblicistica laica. In Germania il testo di Peter Sloterdijk, II furore di Dio. Sul conflitto dei tre monoteismi (2007) ... vedi Monoteismo e le accuse della cultura post-modernistica per la quale l'idea di verità, comunque intesa, rappresenta una minaccia per la democrazia la quale può vivere solo nell'orizzonte di un pluralismo scettico, in quel "politeismo dei valori" che, secondo Max Weber, era il plafond del mondo secolarizzato.

 

2019.02.04 viaggio di Fr1 negli Emirati <google vatican asianews> col Grande imam di Al Azhar firma il Documento sulla fratellanza umana (Testo ops): pace mondiale, CONVIVENZA, dialogo nel rispetto delle identità e pari dignità, si rifiutano violenza, terrorismo, costrizione nella religione, ci si impegna per la promozione della donna e il rispetto della natura <asianews> segno che l’islam sta cambiando? <tempi> lì vige la Sharia, ma la chiesa è più vitale che in tante parti dell’Occidente <let43> dopo il viaggio Fr1 ha detto ....

 

↑2018.11.26 e se l’islam per sua natura non volesse/potesse farsi integrare? <vanthuan> a motivo della natura teologica dell’Islam non ci si può limitare alla questione della semplice tolleranza, poiché da parte islamica non vi può essere un contraccambio, al punto che «un certo fondamentalismo sarebbe inseparabile» da quella religione. <nbq> Francia, sempre più zone ad islamizzazione progressiva. La polizia di Parigi ha dichiarato di aver arrestato nel 2018, in collaborazione col Marocco, circa 1.552 minori immigrati marocchini: reazione al fenomeno di colonizzazione islamica di interi quartieri delle città francesi, dove ormai vige la sharia al posto della legge della Repubblica

 

2018.09.26 <nbq> Islamocristiani per superare il conflitto sunniti-sciiti; il Segretario Generale della Lega Musulmana Mondiale, Mohammad Al Issa si fa portavoce della disponibilità di Riyadh a sciogliere il nodo fondamentale alla base dell’attuale conflittualità mediorientale: quello della storica contrapposizione tra sunniti e sciiti. Al Issa ha annunciato lo svolgimento nel 2019 di una grande conferenza islamo-cristiana che costituisca il punto di avvio di nuove relazioni in Medio Oriente basate su tolleranza, uguaglianza e cooperazione. E Beirut sarebbe il luogo ideale. [CzzC: stop all’ estremismo e alle false interpretazioni”? Stop perseguitare abiuri e blasfemi? Libertà per le islamiche di sposare un infedele? Utopia?]

 

↑2017.12.08 <leggeSvizzera>: criteri per la domanda di naturalizzazione in Svizzera: no ius soli: servono 12 anni di residenza, ma soprattutto deve essere accertata l’integrazione con usi, costumi e ordinamento svizzeri, con esclusione di convinzioni / comportamenti dei candidati che siano contrari ai diritti e ai principi di tolleranza nei confronti di altri gruppi e/o religioni (ad es. approvazione dei matrimoni forzati, preferenza per la sharia rispetto all’ordinamento giuridico svizzero)

 

↑2017.09.04 <aleteia> un secolo fa Charles de Foucauld già preconizzava la difficoltà ad integrare l’islam nella cultura dell’Europa libera, eppure era amico dei musulmani ed era il primo a denunciare le ingiustizie loro inferte. Dei musulmani possono essere veramente francesi? In casi eccezionali, sì; in generale, no. Sono diversi i dogmi fondamentali musulmani che si oppongono a ciò; con alcuni si trovano degli accomodamenti; con altri, ad es quello del Mehdi, no.

 

↑2017.02.17 <radiovat>: Fr1 a Uni_Roma3 sui migranti: la via è quella dell’integrazione; “cercare sempre l’unità”, concetto “totalmente” diverso dall’uniformità. Per essere tale, afferma, “si fa con la DIVERSITÀ”, perché il pericolo di oggi - a livello mondiale - è concepire “una globalizzazione nella uniformità”. Occorre  “concretezza”, di fronte alla “liquidità” di società ed economia.

 

↑2016.11.02 Respingimenti: i rifugiati vanno accolti, punto, ma verso gli immigrati occorre fare i conti con la capacità di integrazione (anche secondo Fr1); ma quando si debordasse da tali conti, che fare? Se non i muri restano i respingimenti? O che altro? Continua.

 

↑2016.06.25 L’Europa che resta corregga subito gli errori che indussero Brexit: odo giovani inglesi piangere per il loro futuro violato dai più vecchi; mi piange il cuore per la certezza che avrebbe vinto il remain se l’Europa avesse sbattuto la porta in faccia all’Erdogan violatore di diritti umani, anziché prospettargli (modo Merkel) la dissoluzione dei confini dell’Unione per una massiva invasione di persone senza se-ma verso diversità di cultura, adattabilità, diritti umani. Continua ...]

 

↑2016.01.06 <tempi>: Samir Khalil Samir, gesuita arabo, docente di storia araba e islamologia all’università di Beirut. Analizzando il rapporto tra sunniti e sciiti, Arabia Saudita e Iran, islam e fondamentalismo, Corano e ragione, ha sottolineato il ruolo fondamentale che possono avere i cristiani d’Oriente per aiutare i musulmani a far uscire l’islam «dalla crisi più profonda degli ultimi due secoli».

«Se in Arabia vi fosse una visione liberale simile alla Tunisia per esempio, oggi avremmo una situazione islamica molto diversa, più aperta, più tollerante. Ed è questo che la maggioranza dei musulmani desidera raggiungere, senza purtroppo sapere come fare, o senza osare fare ciò che sanno essere inevitabile. Non si tratta d’imitare l’Occidente in tutto ciò che fa – sarebbe catastrofico! –; ma si tratta di discernere nella modernità ciò che è positivo e costruttivo, per applicarlo. In questo, penso che i cristiani d’Oriente abbiano una missione di discernimento, per aiutare i loro fratelli musulmani ad integrare il positivo della modernità, rigettando ciò che è negativo».

 

↑2012.11.04 traggo da Vita Trentina #43 pag 18 – Meridiani: La cittadinanza sostanziale – percorsi di convivenza. Accanto alla cittadinanza formale, ne esiste anche una "sostanziale": è quella che le comunità – e i governi locali in loro rappresentanza – possono riconoscere ai cittadini immigrati. Se n’è parlato in occasione del convegno svoltosi recentemente a Trento da titolo “Oltre la cittadinanza: identità, partecipazione e senso d’appartenenza. Il contributo dell’Euregio nelle politiche d’integrazione degli immigrati e di convivenza in Tirolo, Alto Adige e Trentino”.

L’evento è stato organizzato dal GECT (Euregio Tirolo – Alto Adige -Trentino) e dal Cinformi in collaborazione con Zemit ed Eurac.

 

↑199a.mm.gg ricordo un Happening dei giovani a Trento che aveva per titolo “democrazia, elogio della diversità”