TOLLERANZA in pacifica CONVIVENZA: dovrebbe essere INTEGRAZIONE che valorizza le DIVERSITÀ-identità, non che le cancella

Tolleranza e fede nella verità rivelata sono concetti che si oppongono? Si possono conciliare fede cristiana e modernità? Fede islamica e ragione? Ricordo un Happening dei giovani a Trento che aveva per titolo DEMOCRAZIA, ELOGIO DELLA DIVERSITÀ”

Traggo da il Sussidiario 07/02/2014 che trae dal volume di Ratzinger Fede Verità Tolleranza: «Tolleranza e fede nella verità rivelata sono concetti che si oppongono? Si possono conciliare fede cristiana e modernità? Se la tolleranza è uno dei fondamenti dell'epoca moderna, affermare di aver trovato la verità non è forse una presunzione superata, che dev'essere respinta, se si vuole spezzare la spirale della violenza che attraversa la storia delle religioni? Questa domanda si pone oggi in maniera sempre più drammatica nell'incontro tra il cristianesimo e il mondo, e si diffonde sempre più la convinzione che la rinuncia da parte della fede cristiana alla rivendicazione di verità sia la condizione fondamentale per ottenere una nuova pace mondiale, la condizione fondamentale perla riconciliazione tra cristianesimo e modernità». La domanda (posta da Ratzinger, dopo l'11 settembre 2001, torri gemelle, e dopo la reazione teocon patrocinata dall'amministrazione Bush), è tornata a più riprese nella pubblicistica laica. In Germania il testo di Peter Sloterdijk, II furore di Dio. Sul conflitto dei tre monoteismi (2007) ... vedi Monoteismo e le accuse della cultura post-modernistica per la quale l'idea di verità, comunque intesa, rappresenta una minaccia per la democrazia la quale può vivere solo nell'orizzonte di un pluralismo scettico, in quel "politeismo dei valori" che, secondo Max Weber, era il plafond del mondo secolarizzato

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 29/03/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: giornata della tolleranza; nostra capacità di integrazione dei migranti; INTOLLERANZA insegnata dall'alto; doc Abu Dhabi 2019; reciprocità

 

2021.03.06 <google> Il 6 marzo in Iraq diventa "GIORNATA DELLA COESISTENZA". <rainews> «Le disuguaglianze sono inaccettabili» oggi poi «si sono dilatate». E' il grido di dolore del Papa nel corso della prima messa celebrata in terra irachena, nella Cattedrale di San Giuseppe, secondo il rito caldeo.

 

↑2020.11.20 commentando su fb il post con cui il Sign. NC notizia che lunedì 16 novembre si è celebrata la giornata internazionale della TOLLERANZA, istituita dall'UNESCO nel 1995 come osservanza annuale per ricordare i principi ispiratori della dichiarazione dei diritti umani, segnalo esempi di islamisti persecutori dei diversamente credenti, ma mi becco un «non capisco del tutto questo fervore ... dalle tue righe sembrerebbe emergere una forma di ritorsione, magari contro tutto l'Islam». [CzzC: annoto come classico esempio del politically correct che per comoda equidistanza taccia di intolleranza chi tentasse correzione fraterna alla intolleranza degli islamisti (non di tutti i musulmani); continua qui; parole chiave: intolleranza insegnata dall'alto, dichiarazione diversa, non sposare un infedele, Sharia, Indonesia, Malesia, Marocco, religione e laicità, vescovo Martinelli, reciprocità].

 

2020.02.01 <foglio glob> Grandi scienziati del tempo ambirono di lavorare al fianco del prof Mengele, il dottor morte. La disumanità del Nazismo fu capita troppo tardi perché il suo pensiero “cosi moderno” aveva affascinato non pochi progressisti dell’epoca. John Gray, filosofo inglese insegnante per molti anni alla LSE (London School of Economics), scrive nel saggio "Al Qaeda e il significato della modernità": «ll nazismo viene spesso considerato come un attacco ai valori occidentali. Di fatto, come il comunismo sovietico, esso incorporava alcune delle più potenti tradizioni europee. I nazisti disprezzavano gli ideali illuministi di tolleranza, libertà personale e uguaglianza umana. Ciò nonostante, essi condividevano le speranze più presuntuose dell’Illuminismo. Come Marx, essi credevano che il potere della tecnologia potesse essere usato per trasformare la condizione umana

 

↑2020.01.05 <Avvenire> riprende solo in parte (intero a richiesta) l'art.del supplemento Domenica del Sole24h dal titolo "Il Cristianesimo illuminato da Newton" con focus su Religione&Ragione. Estraggo: le ricerche compiute da Isaac Newton sulla teologia naturale, spaziano su grandi temi della libertà di coscienza e della tolleranza, con una metodologia scrupolosa quanto qualunque sua indagine nel campo delle scienze naturali. Non siamo in presenza di residui e sottoprodotti arcaici, di ricerche compiute nel periodo avanzato e senile della sua vita. Quello che emerge è che l’immagine illuminista di Newton, secondo la quale il grande scienziato si sarebbe rivolto alla teologia una volta giunto al termine delle sue celebri opere fisico-matematiche, è ormai destituita di ogni fondamento. E come tale rientra nella storia del mito dello scienziato «Le sue ricerche più intense e creative in campo religioso ebbero luogo nei primi periodi della sua carriera, quando era nel pieno rigoglio delle sue forze, pronto a compiere studi vasti e originali in qualunque campo avesse attratto i suoi interessi».

 

2019.02.04 viaggio di Fr1 negli Emirati <google vatican asianews> col Grande imam di Al Azhar firma il Documento sulla fratellanza umana (Testo ops): pace mondiale, convivenza, dialogo nel rispetto delle identità e pari dignità, si rifiutano violenza, terrorismo, costrizione nella religione, ci si impegna per la promozione della donna e il rispetto della natura <asianews> segno che l’islam sta cambiando? <tempi> lì vige la Sharia, ma la chiesa è più vitale che in tante parti dell’Occidente <let43> dopo il viaggio Fr1 ha detto ....

 

↑2018.11.26 e se l’islam per sua natura non volesse/potesse farsi integrare? <vanthuan> a motivo della natura teologica dell’Islam non ci si può limitare alla questione della semplice tolleranza, poiché da parte islamica non vi può essere un contraccambio, al punto che «un certo fondamentalismo sarebbe inseparabile» da quella religione. <nbq> Francia, sempre più zone ad islamizzazione progressiva. La polizia di Parigi ha dichiarato di aver arrestato nel 2018, in collaborazione col Marocco, circa 1.552 minori immigrati marocchini: reazione al fenomeno di colonizzazione islamica di interi quartieri delle città francesi, dove ormai vige la sharia al posto della legge della Repubblica

 

2018.09.26 <nbq> Islamocristiani per superare il conflitto sunniti-sciiti; il Segretario Generale della Lega Musulmana Mondiale, Mohammad Al Issa si fa portavoce della disponibilità di Riyadh a sciogliere il nodo fondamentale alla base dell’attuale conflittualità mediorientale: quello della storica contrapposizione tra sunniti e sciiti. Al Issa ha annunciato lo svolgimento nel 2019 di una grande conferenza islamo-cristiana che costituisca il punto di avvio di nuove relazioni in Medio Oriente basate su tolleranza, uguaglianza e cooperazione. E Beirut sarebbe il luogo ideale. [CzzC: stop all’ estremismo e alle false interpretazioni”? Stop perseguitare abiuri e blasfemi? Libertà per le islamiche di sposare un infedele? Utopia?]

 

↑2017.12.08 <leggeSvizzera>: criteri per la domanda di naturalizzazione in Svizzera: no ius soli: servono 12 anni di residenza, ma soprattutto deve essere accertata l’integrazione con usi, costumi e ordinamento svizzeri, con esclusione di convinzioni / comportamenti dei candidati che siano contrari ai diritti e ai principi di tolleranza nei confronti di altri gruppi e/o religioni (ad es. approvazione dei matrimoni forzati, preferenza per la sharia rispetto all’ordinamento giuridico svizzero)

 

↑2017.09.04 <aleteia> un secolo fa Charles de Foucauld già preconizzava la difficoltà ad integrare l’islam nella cultura dell’Europa libera, eppure era amico dei musulmani ed era il primo a denunciare le ingiustizie loro inferte. Dei musulmani possono essere veramente francesi? In casi eccezionali, sì; in generale, no. Sono diversi i dogmi fondamentali musulmani che si oppongono a ciò; con alcuni si trovano degli accomodamenti; con altri, ad es quello del Mehdi, no.

 

↑2017.02.17 <radiovat>: Fr1 a Uni_Roma3 sui migranti: la via è quella dell’integrazione; “cercare sempre l’unità”, concetto “totalmente” diverso dall’uniformità. Per essere tale, afferma, “si fa con la DIVERSITÀ”, perché il pericolo di oggi - a livello mondiale - è concepire “una globalizzazione nella uniformità”. Occorre  “concretezza”, di fronte alla “liquidità” di società ed economia.

 

↑2016.11.02 Respingimenti: i rifugiati vanno accolti, punto, ma verso gli immigrati occorre fare i conti con la capacità di integrazione (anche secondo Fr1); ma quando si debordasse da tali conti, che fare? Se non i muri restano i respingimenti? O che altro? Continua.

 

↑2016.06.25 L’Europa che resta corregga subito gli errori che indussero Brexit: odo giovani inglesi piangere per il loro futuro violato dai più vecchi; mi piange il cuore per la certezza che avrebbe vinto il remain se l’Europa avesse sbattuto la porta in faccia all’Erdogan violatore di diritti umani, anziché prospettargli (modo Merkel) la dissoluzione dei confini dell’Unione per una massiva invasione di persone senza se-ma verso diversità di cultura, adattabilità, diritti umani. Continua ...]

 

↑2016.01.06 <tempi>: Samir Khalil Samir, gesuita arabo, docente di storia araba e islamologia all’università di Beirut. Analizzando il rapporto tra sunniti e sciiti, Arabia Saudita e Iran, islam e fondamentalismo, Corano e ragione, ha sottolineato il ruolo fondamentale che possono avere i cristiani d’Oriente per aiutare i musulmani a far uscire l’islam «dalla crisi più profonda degli ultimi due secoli».

«Se in Arabia vi fosse una visione liberale simile alla Tunisia per esempio, oggi avremmo una situazione islamica molto diversa, più aperta, più tollerante. Ed è questo che la maggioranza dei musulmani desidera raggiungere, senza purtroppo sapere come fare, o senza osare fare ciò che sanno essere inevitabile. Non si tratta d’imitare l’Occidente in tutto ciò che fa – sarebbe catastrofico! –; ma si tratta di discernere nella modernità ciò che è positivo e costruttivo, per applicarlo. In questo, penso che i cristiani d’Oriente abbiano una missione di discernimento, per aiutare i loro fratelli musulmani ad integrare il positivo della modernità, rigettando ciò che è negativo».

 

↑2012.11.04 traggo da Vita Trentina #43 pag 18 – Meridiani: La cittadinanza sostanziale – percorsi di convivenza. Accanto alla cittadinanza formale, ne esiste anche una "sostanziale": è quella che le comunità – e i governi locali in loro rappresentanza – possono riconoscere ai cittadini immigrati. Se n’è parlato in occasione del convegno svoltosi recentemente a Trento da titolo “Oltre la cittadinanza: identità, partecipazione e senso d’appartenenza. Il contributo dell’Euregio nelle politiche d’integrazione degli immigrati e di convivenza in Tirolo, Alto Adige e Trentino”.

L’evento è stato organizzato dal GECT (Euregio Tirolo – Alto Adige -Trentino) e dal Cinformi in collaborazione con Zemit ed Eurac.

 

↑2012.10.31 Levico Terme TN, cerimonia al cimitero militare (1148 soldati sepolti): per la prima volta il Parroco non dà la benedizione, dissuaso da insegnanti della locale scuola pubblica la cui dirigente scolastica approva la scelta. (continua qui con rif: religione e laicità, identità, tolleranza, democrazia, elogio delle diversità)

 

↑2012.10.27 Trassi da <L’Adige> un articolo con oltre 100 commenti: la coordinatrice pedagogica della scuola dell'infanzia della minoranza linguistica (che serve i comuni di Frassilongo, dove ha sede la scuola, Roveda, Fierozzo e Palù del Fersina), arrivata da poco in Val dei Mocheni vorrebbe eliminare la tradizione del segno di croce con preghierina prima di mangiare, ma i genitori dei bambini sono di diverso avviso. Anche Dellai, governatore PAT, starebbe con i genitori, ma con una sentenza sibillina che sgamerei con una domanda: continua qui con riferimento a religione e laicità, identità, democrazia elogio delle diversità.

 

↑199a.mm.gg ricordo un Happening dei giovani a Trento che aveva per titolo “democrazia, elogio della diversità”