Samir Khalil Samir 1938

<wikipedia>: gesuita, filosofo, teologo, orientalista, islamista, siriacista e studioso di lingue semitiche. Foto: docente di cultura araba nell’Università Saint Joseph di Beirut, docente presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma, fondatore e direttore del CEDRAC, Centre de Documentation et de Recerches arabes chrétiennes.

Libri: Islam: Dall'apostasia alla violenza

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 03/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: religione e laicità, spiragli di apertura nell'islam sperando che l’islam riformi l’educazione e vinca la malattia della violenza

 

2018.01.30 <acistampa> Islam e violenza, il gesuita Padre Samir commenta gli attacchi ai cristiani d'Egitto: nel Corano ci sono i versetti che richiamano alla tolleranza e altri che richiamano alla violenza: i versetti posteriori cancellano i versetti anteriori sullo stesso argomento (è il cosiddetto principio del nāsikh / mansūkh) e i versetti posteriori sono i più violenti; aggiungi che l’islam non è soltanto una religione, una spiritualità, ma anche un progetto politico-religioso e la religione serve per integrare tutti in un sistema politico.

 

↑2017.10.28 <B16blog> padre Samir Khalil Samir, il famoso islamologo, teologo e docente al Pontificio Istituto Orientale di Roma, (m)andato in Egitto: “Ho formato persone che possono continuare il mio insegnamento a modo loro”.

 

↑2016.01.06 <tempi>: Samir Khalil Samir, gesuita arabo, docente di storia araba e islamologia all’università di Beirut. Analizzando il rapporto tra sunniti e sciiti, Arabia Saudita e Iran, islam e fondamentalismo, Corano e ragione, ha sottolineato il ruolo fondamentale che possono avere i cristiani d’Oriente per aiutare i musulmani a far uscire l’islam «dalla crisi più profonda degli ultimi due secoli».

«Se in Arabia vi fosse una visione liberale simile alla Tunisia per esempio, oggi avremmo una situazione islamica molto diversa, più aperta, più tollerante. Ed è questo che la maggioranza dei musulmani desidera raggiungere, senza purtroppo sapere come fare, o senza osare fare ciò che sanno essere inevitabile. Non si tratta d’imitare l’Occidente in tutto ciò che fa – sarebbe catastrofico! –; ma si tratta di discernere nella modernità ciò che è positivo e costruttivo, per applicarlo. In questo, penso che i cristiani d’Oriente abbiano una missione di discernimento, per aiutare i loro fratelli musulmani ad integrare il positivo della modernità, rigettando ciò che è negativo».

 

↑2015.01.28 <avvenire>: Padre Samir Khalil  spiega come il fondamentalismo nato nel wahhabismo sia un virus che si diffonde dalle università alle moschee, dove molti imam nelle seguitissime prediche del venerdì giustificano il ricorso alla violenza in nome di Dio. Commento].

 

↑2015.01.23 <CMC/video> Parigi e un mondo in guerra (/Charlie Hebdo): la scelta tra senso religioso e ideologia: conferenza con Samir Khalil e Stefano Alberto.

 

↑2015.01.08 L’attacco alla redazione di Charlie-Hebdo è stato condannato dall’islam moderato nostrano e anche nel resto del mondo: secondo Cacciari prevale nel mondo l’islam intollerante, ma almeno dovremmo cercare di far crescere moderato quello che abbiamo in casa. <AsiaNews/Padre Samir>: l'islam dovrebbe affrontare a fondo le tematiche della modernità (l'interpretazione del Corano, la non violenza, la libertà di coscienza) ... i musulmani sanno che l'Arabia Saudita è un Paese reazionario, retrogrado, ma siccome i sauditi offrono miliardi ai diversi Paesi, alla fine tutti loro dicono: "Dio benedica l'Arabia Saudita!".  Se in Libano non ci fossero i cristiani, sarebbe già guerra fra sunniti e sciiti.

 

↑2014.11.06 Carissimo P.Afif, Le passo per conoscenza alcune estrapolazioni di una conferenza tenuta a Rovereto dal prof Campanini di Uni_TN, che si permette di dare dell’estremista a padre Samir Khalil mentre insegna negazionismo sul fatto che i cristiani siano stati perseguitati dal jihadismo, ad es. così:  «Qui c’è il problema storico secondo il quale si dice che una tendenza dei musulmani era quella di imporre la conversione con  la spada: ma questo non è vero per una serie di motivi tra cui uno molto banale, cioè che i musulmani, quando conquistavano i paesi non musulmani, ai non musulmani imponevano una tassa: allora gli arabi scoraggiavano le conversioni, perché altrimenti non prendevano le tasse; una dimostrazione di questo fatto è che l’Egitto conquistato dagli arabi nel 642 è diventato maggioritariamente musulmano 4 secoli dopo» [mp3]

 

↑2010.04.01 Sempre più musulmani riferiscono di visioni di Gesù e della Vergine. Ne parla l'islamologo Khalil Samir

 

↑2008.02.09 Fa discutere la proposta di Rowan Williams, primate anglicano, di inserire parti della sharia nella legislazione britannica: diritto occidentale penetrato dalla Sharia.

 

↑2007.05.11 Traggo da Europaoggi: i martirio per i neo-cristiani provenienti dall'islam non è dunque una metafora, come documenta anche il libro I cristiani venuti dall'islam; o, se fortunatamente la conversione non approda a tali esiti estremi, essa rimane sempre un drastico cambio di vita, uno strappo spesso definitivo dalla patria e sovente anche dalla famiglia. ... Eppure - ecco il paradosso - come documenta in un impeccabile saggio introduttivo il gesuita Samir Khalil Samir (autorità indiscussa in islamologia), né il Corano né gli hadith (i «detti») del Profeta impongono una punizione per l'apostata, tanto meno la pena capitale.

 

↑2001.mm.gg <termometropolitico>: Passione della chiesa cattolica sotto islam e comunismo: una selezione tra le tante notizie sull’argomento dal Natale 2000 ai primi giorni di giugno scorso. Ricorda quanto dichiarato dal sacerdote gesuita egiziano Samir Khalil, in una intervista su Avvenire (29/03/1999): “In un’Europa che ha perso la memoria delle radici crescono i complessi d’inferiorità, una sorta di ‘meaculpismo’ che impedisce di capire i cambiamenti che la crescita dell’islam può produrre nel tessuto sociale… in fondo a questo equivoco c’è la crisi d’identità dell’Europa, dove tutto viene messo in discussione in nome di un relativismo che finisce per penalizzare il cristianesimo… (aggiungerei) che da parte dello Stato ci vorrebbe più coraggio nei rapporti diplomatici con certi paesi dove i cristiani vivono in condizione di emarginazione sociale e patiscono discriminazioni …”.