CHARLIE-HEBDO: la satira agente della libertà si piega al diritto della forza

<wikipedia>: settimanale satirico francese (100k copie, 15k abbonati) di tradizione libertaria, in gran reputazione nella sinistra transalpina, famoso per la caustica irriverenza delle sue vignette contro personaggi politici (soprattutto del centro-destra) e simboli religiosi (soprattutto islam e cattolicesimo). Più volte minacciato per le vignette su Maometto, già colpito nel 2011, 12 morti nell’incursione armata del 2015.01.07

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 23/06/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: abbiamo il diritto di ironizzare su tutte le religioni? Non tutte. islam in Francia, cristianofobia, blasfemia lecita e letale, appelli x cristiani perseguitati, diritti umani, je suis (o je ne suis pas) charlie?

 

La blasfemia si scuda con la libertà di parola (Art19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione) della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ma ignorando che

- per il credente la fede fa parte integrante della sua vita e quindi della sua dignità, reputazione, realizzazione della personalità e, dunque,

- un eventuale deliberato vilipendio dei simboli e dei contenuti della sua fede configurerebbe violazione quantomeno di questi altri articoli della medesima dichiarazione universale:

   - Art12: Nessun individuo potrà essere sottoposto ... a lesioni del suo onore e della sua reputazione

   - Art22: Ogni individuo ... ha diritto alla sicurezza sociale nonché alla realizzazione ... dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

- ci chiediamo perché i nostrani lumi sublimino come “agenti della libertà” quelli che lucrano sul vilipendio di simboli religiosi, mentre fanno affari d’oro senza batter ciglio con regimi che perseguitano e uccidono cristiani per blasfemia sovente inventata.

Comunque

- non sarebbe giusto invocare la legittima difesa della dignità della nostra fede per giustificare chi arrecasse male fisico in ritorsione contro il presunto blasfemo: qualunque sia il simbolo religioso offeso, è più giusto (male minore) subire l’offesa incruenta piuttosto che arrecare male fisico all’offendente;

- non sarebbe giusto silurare vignettisti graffianti solo se accusati di antisemitismo o massofobia (ad es. qui2009) e tollerarli o sublimarli quando graffiassero simboli di altri credo

 

2019.02.18 <repubblica foglio tg24 corriere> gli scardinatori infiltrati negli attuali gilet gialli hanno aggredito con insulti antisemiti Alain Fienkielkraut <tempi> che pur era stato uno dei pochi intellettuali ad aver sostenuto i gilet gialli della prima ora; poi paragonò la violenza delle ultime manifestazioni al golem (il mostro della mitologia ebraica, col che ha sbagliato in criminalizzazione). Spiega peraltro che gli atti di antisemitismo (aumentati del 74% nel 2018) non sono colpa dei gilet gialli

- non da loro sono stati segati i due alberi piantati in memoria di Ilan Halimi dove era stato trovato agonizzante (un giovane di origine ebraico-marocchina rapito, torturato e ucciso nel 2006);

- se la Francia conosce oggi quella che è stata definita una “aliyah interna” (emigrazione degli ebrei verso Israele) è per il montante antisemitismo islamista che viene dal Maghreb, dalla Turchia, dal Medio Oriente, dall’Africa e dalle Antille;

e da analogo ismo sono aizzati i fondamentalisti che hanno etichettato la ex giornalista di CHARLIE HEBDO Zineb El Rhazoui come “puttana degli ebrei” perché dopo l’attentato di Strasburgo ha osato dichiarare: “Bisogna che l’islam si sottometta alla critica! Che si sottometta all’umorismo!”» [CzzC: critica sì, per l’umorismo occorre pazientare di più perché equivocabile con ironia beffarda].

 

↑2016.09 gg <donchisc> Charlie Hebdo svignetta i terremotati italiani: vale la pena dibattere su quella vignetta brutta, stupida e oltretutto nemmeno divertente? In nome di quale supposta libertà di satira si dipingono bambini, donne e uomini morti in un terremoto come strati di lasagne? Per una mente così io non invoco la censura, né tantomeno un altro raid terroristico; semmai cure psichiatriche, mentre ricordo quel Nicolas Gomez Davila che nella sua raccolta di aforismi “In margine a un testo implicito”, scriveva che “non c’è nulla al mondo che l’entusiasmo dell’imbecille non riesca a degradare”.

 

↑2016.01.04 Altra vignetta di Charlie Hebdo contro Dio (stavolta solo cristiano): <avvenire> Dio caricaturato come un assassino in fuga per il mondo, marchiato dal triangolo occhiuto, con tanto di barba bianca, fucile in spalla e mani sporche di sangue. [CzzC: cara ministra Taubira, ritieni ancora agenti della libertà nel Paese di Voltaire i venditori di scarabocchi su quel pezzo di carta che promisero di non offendere più Maometto, ma reiterano svendite della specie contro Dio (stavolta solo cristiano) per ottemperare alla tua arringa pro diritto di ironizzare tutte le religioni? Non pensi che un giorno anche ai tuoi tifati massoni verrà il disgusto per cotali offendenti la dignità della persona, lucratori di offese a ciò che tante persone hanno di più caro nella vita?]

 

↑2015.11.06 <stampa>: Vignette macabre sull’aereo russo caduto in Sinai: l’indignazione della Russia per le caricature: «Vigliacchi, lucrano sulle tragedie altrui» [CzzC: sei contenta, Taubira?]

 

↑2015.10.09 <corriere, leggo, tempi>: l’agente della libertà Charlie Hebdo abusa della sindrome di down (la figlia down nascosta da De Gaulle) per ironizzare la politica Nadine Morano. [CzzC: tale aberrazione (ma ne vedremo di altre da quelle illuminate fonti) pare logica e conseguenza di quanto previdi il 15/01/2015: grazie Taubira per la lezione di “civiltà” che ci passate coi i vostri simpatici lumi: continua ... ]

 

↑2015.07.21 Potenza della dissuasione: <giornale>: Charlie Hebdo si arrende: non più vignette su Maometto. Lo annuncia il direttore della rivista Laurent Sourisseau: "Non pubblicheremo mai più Maometto". [CzzC: obtorto collo? Visto che i fedeli cristiani non obtorcono collo per vignette blasfeme, vedrai come continuerà ad offendere i simboli della fede cristiana la liturgia di scarabocchi dei sedicenti sacerdoti di Voltaire. Come le potenti matrici, anche gli integralisti islamici applicano la regola del vincere ad ogni costo: solo la misericordia e il perdono possono interrompere il circolo vizioso dell’odio ritorsivo in spirale d’orrore]

 

↑2015.03.gg Liberte' Egalite' senza Fraternite'? Scrivo un articolo su Comunità in cammino, a partire da questa riunione di catechesi.

 

↑2015.02.01 <msg> E’ importante dire Je suis Charlie? Ritengo che sia più importante discernere. Rispondo a FDg: la libertà di espressione non è un valore assoluto, è limitabile da altri valori, come ad esempio il rispetto della razza e della dignità delle altre persone, anche perché c’è la fraternite’ da non dimenticare affermando liberte’ ed egalite’.

 

↑2015.01.30 <tempi>: in Francia ancora in vendita il libro che inneggia al jihad: «Dio vuole che i musulmani sterminino i politeisti». Nonostante gli attentati al Charlie Hebdo, la Fnac continua a vendere “La voie du musulman”. Per il ministero degli Interni francese: «Sponsorizzare il jihad non è un delitto». INNO AL JIHAD: alcune frasi contenute nel testo scritto dallo sheikh algerino Abu Bakr al Jazairi sono «molto sensibili», per usare l’eufemismo della stessa Fnac e rimandano all’eterno problema dell’interpretazione dei testi sacri all’interno dell’islam. Ne riportiamo alcune ..

 

↑2015.01.28 <Avvenire28/01p21> riassumo, non ho trovato il link: il declino della satira: da tribunale morale (beffa degli abusi di potere, dei vizi, delle contraddizioni, in stimolo alla loro correzione) a provocazione fine a se stessa. «Morire dal ridere» libro di Riccardo De Benedetti: se la satira oggi tradisce la sua origine e attacca non più gli abusi di potere ma i simboli di una fede, consideri che l'islamismo radicale sa ridurre anche la persona umana a simbolo, da abbattere anche trucidando.

 

↑2015.01.28 Il RISPETTO non si pronuncia, si dimostra ... Ieri sera supportavo la catechesi per i genitori di 4ª sul tema della libertà, anche in riferimento alla libertà di opinione discussa sul caso Charlie-Hebdo, la cui libertà di satira qualcuno difendeva ad ogni costo onde evitare censura, mentre qualche altro invocava il RISPETTO come valore che dovrebbe limitare la libertà di stampa. Impasse? No: dipende da che oggetto diamo al RISPETTO, perché ... continua.

 

↑2015.01.27 <tempi>: Delfeil de Ton (alias Henri Roussel, vignettista, uno dei fondatori di Charlie Hebdo quando si chiamava ancora Hara-Kiri), il 21/01 dalle pagine del settimanale L’Obs, attaccò Charb, Stéphane Charbonnier, l’ex direttore di Charlie Hebdo, tra le vittime dell’attentato del 07/01: Un ragazzo brillante  ma testardo che con la pubblicazione a oltranza di copertine incendiarie e aizzatrici su Maometto ha trascinato alla morte.

 

↑2015.01.23 <CMC/video> Parigi e un mondo in guerra: la scelta tra senso religioso e ideologia: conferenza con Samir Khalil e Stefano Alberto.

 

↑2015.01.19 <stampa>: Proteste contro le vignette su Maometto di Charlie Hebdo, in Niger bruciate 45 chiese: presi di mira soprattutto i cristiani e i loro luoghi di culto: 10 morti, 170 feriti, 180 arresti [CzzC: pagano gli innocenti: sei contenta Taubira?]

 

↑2015.01.15 <avvenire>: Delfeil de Ton uno dei fondatori di Charlie Hebdo si dissocia: "Ce l'ho veramente con te, Charb, che bisogno c'era di questa escalation a tutti i costi?". Delfeil de Ton ricorda che Wolinski, il vignettista di Charlie Hebdo più celebre, anche lui assassinato dai fratelli Kouachi, riteneva la provocazione del 2011 contro i musulmani un'idiozia: "Credo che siamo degli incoscienti e degli imbecilli che corriamo un rischio inutile". Delfeil de Ton aggiunge: "non bisognava farlo, ma Charb l'ha fatto ancora l'anno dopo, nel settembre 2012". [CzzC: ancora più imbecille potrebbe essere chi ancora nel 2015, dopo la strage, rivendica il diritto di ironizzare tutte le religioni, come la ministra Taubira. E non perché ironizzare sulle religioni sia più grave che ironizzare sulla razza, come parrebbe far intendere l’islam massacratore, ma perché, chi rivendica tale diritto, prima o poi ironizzerà la dignità umana in maniera che apparirà orripilante anche ai laicisti (staremo a vedere!) ed è moralmente complice dei jihadisti che, all’ironia sulla religione avversa, fanno seguire il massacro degli infedeli. 9/10 previsione purtroppo azzeccata: continua]

 

↑2015.01.14 <youtube>: Intervista all’imam di Londra: chiunque insulti il profeta deve morire; libertà di espressione è un eufemismo rispetto a quello che quel giornale faceva da anni ... Roma sarà sotto la Sharia e sarà cosa bella

 

↑2015.01.11 <avvenire/U.Folena>: odio e fretta corrompono le parole; non diteli martiri quelli di Charlie-Hebdo: le sfide più nobili si vincono o si perdono anche sul filo delle parole. Parole che vengono rubate, corrotte, svuotate e riempite di senso diverso, perfino opposto all’originale. Le parole sono importanti perché non si limitano a descrivere la realtà...

 

↑2015.01.11 <huffingtonpost> alla grande marcia si è notato anche chi non c’era: Barack Obama [CzzC: e nemmeno Kerry], Vladimir Putin [CzzC: però c’era il ministro degli Esteri Lavrov], il Marocco che ha negato partecipazione alla marcia per la presenza in strada di riproduzioni delle vignette del settimanale Charlie Hebdo, considerate da Rabat blasfeme perché irridono il Profeta Maometto.

 

↑2015.01.11 <news.va>: “La tristezza del lutto e la convinzione che abbiamo qualcosa da difendere insieme, unisce i francesi. Una caricatura, anche se di cattivo gusto, una critica, anche se gravemente ingiusta, non possono essere messe sullo stesso piano di un omicidio. La libertà di stampa è, a qualunque costo, il segno di una società matura”: lo scrive il cardinale A.Vingt-Trois [CzzC: quello svignettato*] arcivescovo di Parigi, in un messaggio ai cattolici parigini a proposito degli attentati di questi giorni. Il testo sarà letto questa domenica nelle Messe di tutte le parrocchie di Parigi. *[CzzC: nota la differenziale di civiltà]

 

↑2015.01.10 - Non esibirei insegne JE SUIS CHARLIE, perché ci sono ben altri simboli di libertà in difesa della dignità della persona umana con cui mi identificherei, a partire da quelli cristiani;

- non esibirei magliette JE NE SUIS PAS CHARLIE, perché ci sono ben altri simboli di offesa alla suddetta dignità, dei quali dovrei negare accostamento con la mia identità, a partire dai servitori di mammona induttori di disastri umanitari.

Solidarizziamo con i familiari delle vittime di Charlie-Hebdo, condanniamo il male fisico inferto per qualunque ragione che non sia la legittima immediata difesa di chi ti è affidato in custodia, contrastiamo legalmente i maestri di odio orditori anche dalle nostre parti, che non sono solo gli allevatori di terroristi, ma anche quelli che attentano a fondamentali diritti umani come la libertà di coscienza/educazione e che si stanno accanendo anche contro la libertà di espressione che osasse invocare il principio di precauzione pro nascituro onde frenare l'abuso di uteri in affitto da parte di coppie gay.

 

↑2015.01.10 <ilfattoquotidiano>: In un dibattito all’interno di una nota televisione russa, LifeNews, alcuni esperti politici hanno invece sostenuto  che l’attentato al Charlie Hebdo sia stato organizzato dall’intelligence Usper indebolire gli sforzi globali contro il terrorismo islamico e per fare pressioni sul presidente francese Hollande per mantenere le sanzioni economiche contro la Russia”. [CzzC: l’ipotesi che l’attentato sia regia Us mi pare tanto strampalata, da apparire in malafede].

 

↑2015.01.09 Come la cultura dominante inganna con criteri di pregiudizio discriminatorio: faccio mie le domande di un amico:

- Se un deficiente fa vedere in TV una maglietta contro Maometto, lo prendiamo per quel che è (un "minus habens", appunto), ma quando un editore pubblicasse vignette che offendono lo stesso Maometto ci chiediamo perché sia considerato un artista e un agente della libertà da una certa cultura dominante.

- Ci chiediamo quale agenzia di libertà sottenda una vignetta come questa.

- Quando si parla (oggi) di Islam violento, diciamo che non è vero Islam, ma ci chiediamo perché, quando parla di Chiesa, la suddetta cultura tenda a criminalizzarla ancora con le Crociate di mille anni fa.

[CzzC: azzarderei una risposta unica: quella cultura dominante, devota della dea pecunia, più anticristiana che anti-islamica o anti-induista (quantomeno perché vede queste credenze più promettenti in affari e meno osteggianti i nababbi che prosperano sulle differenze sociali), osa ironizzare l’islam per vantare (fintando par condicio) il diritto di offendere oscenamente il cristianesimo; la stessa cultura, quando dovesse ammettere difetti dell’islam, finterebbe analoga par condicio per criminalizzare il cristianesimo, costasse dissimulare surrettiziamente abissali differenze millenarie, col che mirando ad ingraziarsi la parte più remunerativa (divide et impera) e temendo la fraternità tra diversamente credenti che insidiasse l’impero di altra fratellanza].

 

↑2015.01.08 <wittgenstein> su la responsabilità delle religioni rispetto alle proprie depravazioni fanatiche e di quella musulmana in particolare; valore della satira nelle nostre società. Da dove vengono le stragi di inermi? Quando il comunismo sovietico o cinese rivelarono le loro abiezioni, molte persone di sinistra ne soffrirono e presero a combatterle; idem per i terrorismi politici: pensate se il sostegno o l’indifferenza fossero rimasti così estesi. La satira è utile e preziosa se genera libertà di pensiero e maggiore consapevolezza della realtà: se la si legittima in quanto satira, come una categoria superiore e inattaccabile, la si rende sterile e fanatica a sua volta e si diventa intolleranti. [CzzC: vedi anche Libertà&Persona/La libertà di espressione <> libertà di dileggiare; radici dell’orrore]

 

↑2015.01.08 <vita.it> Francia: dalla libertà di espressione alla libertà di oppressione? Il preside di una scuola primaria, manda un ragazzino di 8 anni in caserma, per un interrogatorio di polizia con l’accusa di apologia di terrorismo, perché alla domanda «Êtes-vous Charlie?» Ahmed, 8 anni, ha risposto no, lui non si sente Charlie, perché «hanno fatto la caricatura del Profeta. Io sono con i terroristi». Evidentemente la libertà d'espressione non vale per questo bambino e nemmeno la libertà di essere quello che è, ossia un bambino al quale le cose vanno spiegate, non imputate. Il Ministero dell'Educazione ha confermato tutto, aggiungendo che una denuncia è stata sporta anche contro il padre del bambino. L'uomo, arrivato a scuola, se lo voleva riportare a casa, ma sarebbe entrato nell'istituto senza autorizzazione.

 

↑2015.01.08 <altrainformazione/29/01>: poche ore dopo l'attentato veniva trovato morto con un colpo di pistola alla testa Helric Fredou, il commissario di polizia incaricato di redigere un rapporto sull’entourage famigliare di Charlie Hebdo. I familiari sospettano omicidio ma non  ottengono di accedere ai dati dell'autopsia.

 

2015.01.07 Aggressione armata alla sede del Charlie Hebdo: 12 morti + feriti; <vatican>: qualunque possa esserne la motivazione, la violenza omicida è abominevole, non è mai giustificabile, la vita e la dignità di tutti vanno garantite e tutelate con decisione, ogni istigazione all’odio va rifiutata, il rispetto dell’altro va coltivato.

[CzzC: vedi anche Libertà&Persona/islam sconosciuto]

 

↑2012.11.gg Charlie-Hebdo pubblica la vignetta «Mgr Vingt-Trois a trois papas» offensiva dell’Arcivescovo e blasfema della trinità. [CzzC: firmo l’Appello alla Santa Sede perché le autorità non stiano inerti a cotanto vilipendio della nostra fede, e commento l’inciviltà dei potenti protettori]

 

↑2012.09.gg <ansa>: La sede di Charlie Hebdo è blindata dalla polizia dopo la pubblicazione di vignette ispirate al film anti-islam "L'Innocenza dei musulmani".

 

↑2011.11.02 <ansa>: la redazione viene distrutta da un incendio doloso e il sito del giornale piratato dopo un numero speciale denominato 'Sharia Hebdo'.

 

↑2009.mm.gg Silurare vignettisti offensivi? Sì se paressero antisemiti <wikipedia>: Il disegnatore di Charlie Hebdo Stephane Charbonnier detto Charb sostituisce, quale direttore responsabile, Philippe Val dopo la vicenda riguardante il siluramento del disegnatore Siné, accusato di antisemitismo [CzzC: nota come potenti matrici possano discriminare altri credo che ritengano meno succubi: ad esempio? La ministra Taubira nel 2015.01, piccata perché il Papa disdegnò i graffiatori dei più sensibili simboli religiosi alogandone l’offesa a quella inferibile a sua madre, sublimò come agenti della libertà i graffiatori di Charlie Hebdo]

 

↑2006.03.gg <wikipedia>: in difesa dei valori del secolarismo esce il Manifesto dei dodici intellettuali. Il ministero della Cultura organizza una serata in onore dei disegnatori della carta stampata: Plantu, Cabu, Wolinski e i più giovani Sattouf, Jul, Charb et Luz, tutti i disegnatori di Charlie sono particolarmente salutati; Henri Paul (sottosegretario) riafferma il loro statuto di «agenti della libertà».

 

↑2006.02.19 <corriere>: elenco di alcune proteste violente per le vignette; e ieri in Nigeria negli scontri ci sono stati 45 morti, la maggior parte dei quali cristiani, nella città di Maiduguri. [CzzC: la nostrana cultura dominante non accusa i suoi coccolati vignettisti di responsabilità transitiva su questi massacri, mentre

- criminalizzerà come islamofobico Benedetto XVI quando il 18/09/2006 a Ratisbona citerà una narrazione ambientata ~1400 (senza farla sua, anzi definendola dimodo brusco, al punto da essere per noi inaccettabile) che sul rapporto tra religione e violenza mostrava un Maometto jihadistacon la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”, spada che vediamo nella bandiera dell’Arabia saudita, forse non a caso

- lo accuserà di responsabilità transitiva sulle successive reazioni islamiste].

 

↑2006.02.gg <wikipedia>: Charlie-Hebdo pubblica la serie di caricature (riprese da giornali danesi e luterano-norvegesi) con bomba al posto del turbante in capo a Maometto) e ve ne aggiunge di proprie. Seguono  violenze.

 

↑1992.mm.gg <ansa>: dopo 11 anni di assenza,  Charlie-Hebdo ricompare nelle edicole, con ispirazione libertaria e populista, e più volte si scontra con le gerarchie religiose, non soltanto quella musulmana.

 

↑1981.mm.gg <ansa>: dopo varie cause in tribunale, abbandonato da molti lettori, chiude dopo 580 numeri. Ricomparirà nelle edicole 11 anni dopo

 

↑1970.mm.gg <ansa>: il giornale esce in edicola per la prima volta nel 1970, ispirato a Charlie Brown e sulle ceneri di 'Hara Kiri Hebdo', censurato dopo la clamorosa prima pagina il giorno dopo la morte del generale De Gaulle. Il giornale ha un successo straordinario che dura per qualche anno, fin quando le cause in tribunale non gli renderanno la vita impossibile.