modificato 23/11/2017

 

Il PERDONO cristiano, com'è possibile amare anche i nemici?

Correlati: Dio è amore, misericordia, sacramento della riconciliazione; il vogliamoci bene vero, non ingannevole

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

 

Il nostro istinto è bloccare il male col male, rispondere alla violenza con altra violenza, ma così si ottiene quasi sempre il dilagare dell’odio; il male si vince soprattutto col bene dell’intelligenza e del perdono: sull’intelligenza (che tanti chiamano furbizia) è facile trovare concordanza, il perdono, invece, per molti è ritenuto impossibile; ma Dio ce ne rende capaci, ce l’ha dimostrato col suo figlio incarnato, invochiamo il suo aiuto (preghiera) . Contemplando a lungo Gesù in croce, impariamo a reagire come Lui. Se ricordiamo i nostri peccati e la bontà con cui Dio ci ha assolti, impariamo a guardare gli altri con occhi umili e pieni di tenerezza.

 

 

22/11
2017

Siria: <tempi>: «Noi cristiani di Maloula come Gesù sulla croce». Parla il parroco della città martire siriana Maloula, padre Eid: «Noi cristiani dobbiamo perdonare, ma se i musulmani non riconoscono gli errori commessi non ci potrà essere riconciliazione» [CzzC: troppi islamici si scudano dicendo non sono veri islamici i criminali di loro che, applicando alla lettera la Sunna/Sharia, uccidono inermi infedeli; reinterpretare la Sunna? “non sia mai che io smentisca il profeta”]

25/09
2017

<am Valli>: Perdonare significa dire: anche se hai fatto questa cosa, accetto le tue scuse, non te lo rinfaccerò e tra di noi tutto resterà come prima. Scusare invece significa dire: capisco che non hai potuto evitare questa cosa, non l’hai fatto apposta e in fondo non è colpa tua, povero caro. Mi sembra che nel capitolo ottavo di «Amoris laetitia» ( «circostanze attenuanti») l’equivoco sia alimentato.

24/09
2017

<tempi>: Aleppo: «Stiamo ricostruendo e imparando di nuovo a vivere insieme. I musulmani imparano dai cristiani la carità e perfino talvolta il perdono». Ad Aleppo vivevano 4M di persone, oggi 2M; c’erano 185k cristiani, oggi solo 30-40k.

23/04
2017

<sussidiario TV2000>: un presentatore televisivo musulmano rimane sbalordito dalle parole di perdono della vedova di una delle vittime delle stragi della domenica delle palme in Egitto. "Chiedo al Signore di perdonarli e far sì che pensino: quello che faccio è giusto o sbagliato? Anche io vi perdono".  continua

14/11
2016

odo a Radio Maria h11,30 una riflessione sul perdono visto anche come strumento terapeutico utile a far star meglio il se-ritenente offeso rispetto alla negatività di emozioni come rabbia, paura e sentimenti di vendetta e odio, pur senza scordare l’accaduto.

27/02
2016

Padre Douglas “Le istituzioni internazionali devono capire che, quando l’ISIS cadrà, le altre minoranze vorranno vendicarsi, e lo faranno contro qualsiasi musulmano, perché non hanno i concetti di amore e perdono. Noi cristiani no. Noi non giochiamo al gioco dell’odio ... Noi li amiamo comunque, li perdoniamo comunque... continua

25/01
2016

<stampa>: “Io, esule di Aleppo con la forza del perdono”: La testimonianza di Claude Zerez, siriano, che ha avuto una figlia Pascale rapita e uccisa dai jihadisti: «Ho fatto mie le parole di Gesù: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”. I musulmani? La maggior parte sono vittime come noi» <tempi>: I musulmani mi dicono: “Grazie, qui dopo il 13 novembre tutti ci guardano come mostri, con le sue parole lei ci sta veramente aiutando”

13/01
2016

<youtube, rainews>: Shimon Nona, arciv di Mosul: siamo chiamati a perdonare anche i miliziani dell'Isis, ma l'amore cristiano non resta passivo nei confronti del male: l'arcivescovo (cacciato nel 2014 come gli altri cristiani) spiega in questo articolo che l'amore per i nemici comandatoci da Gesù ci spinge a reagire in modo adeguato ai terroristi, a reagire con forza all'odio, per sconfiggerlo. Analogamente vedi qui <giornale 21/05/2015> Monsignor Petros Mouche, arcivescovo di Mosul dal 2011, pur avendo assistito a un vero e proprio genocidio, non odia gli uomini dell'Isis.

09/12
2015

<avvenire>: madre Teresa dell’Amore misericordioso, superiora delle monache passioniste di Genova Quarto: Il limite che Dio ha dato al male è proprio la sua misericordia, come sottolineava san Giovanni Paolo II nella Dives in Misericordia. Può sembrare assurdo, lo so. Il nostro istinto è bloccare il male col male, rispondere alla violenza con altra violenza. Ma così si ottiene unicamente il dilagare dell’odio. Il male si vince solo col bene, con l’amore, con il perdono. Come educarci alla misericordia? Innanzitutto con la preghiera. Dio ci chiede una cosa che per noi è impossibile: il perdono. Ma Dio stesso ci rende capaci di ciò che non sappiamo fare: basta che invochiamo il suo aiuto. Contemplando a lungo Gesù in croce, impariamo a reagire come Lui. Se ricordiamo i nostri peccati e la bontà con cui Dio ci ha assolti, impariamo a guardare gli altri con occhi umili e pieni di tenerezza.

04/11
2015

<news.va>: Fr1: se impariamo a donarci il reciproco perdono, guariscono le ferite e la famiglia diventa una casa solida, che resiste alle scosse delle nostre piccole e grandi cattiverie; per questo non è necessario un grande discorso, ma è sufficiente una carezza e non finire la giornata in guerra! Se impariamo a vivere così in famiglia, lo facciamo anche fuori, anche se molti – anche tra i cristiani – pensano scettici che siano solo belle parole impossibili da praticare. Ma grazie a Dio non è così. Infatti è proprio ricevendo il perdono da Dio che, a nostra volta, siamo capaci di perdono verso gli altri (vedi recita del Padre Nostro) ed è indispensabile che, in una società a volte spietata, vi siano luoghi, come la famiglia, dove imparare a perdonarsi gli uni gli altri. [CzzC: che contrasto con la giustizia amministrata in mano ad avvocati che vivono di carne arrabbiata ... continua]

24/08
2015

<sussidiario/meeting2015>: padre Douglas Al-Bazi, sacerdote caldeo-cattolico e parroco di Mar Eillia a Erbil, catturato per  9 giorni di cui 4 senz’acua: “Gli islamisti guardano al nostro perdono come a un segno di debolezza anziché come a un esempio. Noi cristiani irakeni stiamo cercando di dire ai fondamentalisti: 'Comunque sia noi vi amiamo lo stesso'. Ma dal punto di vista islamico il nostro amore nei loro confronti è inaccettabile'". [CzzC: mi sono piaciute di più le parole di speranza del francescano Ibrahim Alsabagh di Aleppo, anche perché son certo che non tutto l’islam è rappresentato propriamente da Isis]

21/05
2015

<giornale da Avvenire> pur avendo assistito a un vero e proprio genocidio, non odia gli uomini dell'Isis Monsignor Petros Mouche, arcivescovo di Mosul dal 2011: nel 2003 i cristiani erano 50mila, nel 2014 tremila, oggi "Ufficialmente non ce n’è più nemmeno uno e il mondo non ha ancora capito". Ma non prova odio per i miliziani dell’Isis, anzi: "No, non li odio. Prego perché Dio possa cambiare il loro cuore. Il cuore dei miliziani dello Stato islamico". Non solo: "E prego anche perché i cristiani iracheni possano perdonare. Possano ritrovare la pace. E possano tornare a vivere e a pregare nelle loro terre".

11/05
2014

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia, beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Domenica di formazione e condivisione con le famiglie di catechesi: titolo della giornata: dov’è la vera gioia? Le beatitudini. Articolo su Comunità in Cammino.

28/01
2011

Dialogo con amici a seguito della mia riflessione di ieri sul Perdono cristiano come rottura di schemi per risolvere problemi che diversamente si avvitano in se stessi.

27/01
2011

[CzzC: a partire da Giornata della Memoria (non ci può essere libertà nell'odio e nella vendetta) azzardo parlare del perdono cristiano come problem solving extra schemi analogabile dai tipi logici: il PERDONO come imprevedibile che rompe gli schemi e libera, è quasi sovrumano, e io ringrazio Cristo che me ne rende capace. Ma mi pare che anche chi non avesse fede potrebbe trovare il PERDONO ragionevole; a mio avviso potrebbe trovarlo perfino razionale in base alla teoria dei sistemi (categoria matematica  dei tipi logici); sto leggendo in questi giorni "Change" di Watzlawick e nella parte 1 "persistenza e cambiamento" trovo che le categorie che egli attinge dalla teoria dei "tipi logici" ben si prestino a razionalizzare l'imprevedibile liberante problem solving generato dal PERDONO CRISTIANO, pur non nominato].