GIUDIZIO, GIUDICARE (da non confondere con pregiudizio)

al dizionario: facoltà, azione e risultato del giudicare, valutare, discernere.

accezione negativa: «il giudizio ostacolerebbe l'ascolto» (trattasi di PREgiudizio)

accezione positiva: «il giudizio di valore è la questione primaria della vita» in discernimento di opportunità e avversità pro bene comune con carità in verità.

Fr1 sarebbe un padre che non giudica?

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 11/02/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: discernimento, responsabilità; giustizia; coscienza, verità con caritàbene comune, male, reato e peccato

 

2019.02.09 <or> Teologia: convegno ticinese sul pensiero di Giussani. La diffusione del pensiero di Kant ha comportato delle «difficoltà a pensare categorie come Dio, mondo o anima» e a rendere quasi «impossibile la comprensione dell’esperienza cristiana», ma a Giussani non basta una teologia a razionalità ridotta, anzi, questa «deve valutare criticamente tutte le idee, solo così può essere in grado di interpellare la società e le persone che la vivono». La dimensione del «carisma» vissuto dentro ma anche oltre i limiti delle parrocchie; «comunità» come «luoghi di vita», «non un gruppo d’amici che si separano dagli altri ... ma uomini mendicanti che ricevono da Dio la novità dell’avvenimento e che accettano i fratelli che il Signore dona loro». Il cristiano è colui che «si pone con un GIUDIZIO di fronte al suo destino», l’inizio non è mai da lui concepito come un «traguardo raggiunto» ma come un’eterna «ripartenza», c’è sempre un «daccapo», un inizio che è «il replicarsi di una presenza». Emblematico il “volantone” di CL/Pasqua2011: «L’avvenimento non identifica soltanto qualcosa che è accaduto e con cui tutto è iniziato, ma ciò che desta il presente, definisce il presente, dà contenuto al presente, rende possibile il presente».

 

↑2018.10.25 <avvenire> La filosofa ungherese Ágnes Heller pubblica la terza parte della sua trilogia sulla morale e dice: «Il male non può mai essere tollerato ...  Nietzsche è uno dei protagonisti del libro insieme con Immanuel Kant e Søren Kierkegaard. Quello che ho cercato di dimostrare è che, quali che siano le convinzioni di partenza, le scelte morali avvengono sempre in condizioni particolari, che possono perfino contraddire le premesse teoretiche. La questione è che non possiamo apprezzare [CzzC: giudizio] il valore di una scelta fino a quando questa non entra a contatto con la realtà, facendosi concreta, drammatica. Le teorie sono analogabili a un bastone a cui appoggiarsi mentre si procede su un terreno accidentato».

 

↑2016.11.11 <parrocchia>: discernimento e responsabilità: l'arte di saper decidere e scegliere. «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2). Viene il momento nella vita di ognuno di noi in cui siamo chiamati a prendere delle decisioni, a prendere esperienzialmente coscienza della nostra maturità. Heidegger afferma: «L’uomo definisce se stesso nella sua esistenza attraverso le sue decisioni e le sue azioni».

 

↑2016.01.11 Quo vado? <tgcom24 45M€>. <aleteia>: C’è qualcosa di cristiano nel film di Checco Zalone? La risposta è positiva per Davide Rondoni, che su Avvenire (03Gen) osserva: «... prendono in giro senza però mai accusare con perfido cinismo o con facile disprezzo». Umiltà e realismo si coniugano; mai una divisione in "giusti e ingiusti", "perduti e salvati". [CzzC: chiederei a Rondoni se davvero il "No giudizio, sì risate" può essere assunto come un buon indicatore di qualcosa di cristiano. Mi parrebbe più cristiana l'implicita denuncia del latrocinio generazionale favorito dai paladini del posto fisso statale, o sbaglio? Il che senza condividere il giudizio de <ilfattoq> che stronca questo film come sputtanatore di minoranze (negri, donne, NoTav, disabili, ...]

 

↑2014.07.09 Avvenire.p10: il giudizio della Chiesa è sempre finalizzato alla redenzione. [CzzC. rif. alla scomunica del Papa ai mafiosi]: se un parroco si trova di fronte a un fedele di cui è certa l’appartenenza a mafia, deve rendergli manifesta l’impossibilità di accedere ai sacramenti, impossibilità che è conseguenza del suo stato di vita. Qual è il punto di equilibrio tra giustizia e misericordia? Quando mi pento di questa vita, di questo sistema perverso, di questi reati, di questi atti così fuori dalla logica della Chiesa, allora la misericordia del Signore è li davanti a me. Chiedere il pentimento con durezza è controproducente. Stabilire con i detenuti un rapporto umano fino a far scoprire loro il vero valore della fede, questa è la strada maestra che porta alla riconciliazione con Dio.

 

↑2014.06.13 Piergiorgio Cattani su VT#24p13 ci descrive commosso il suo incontro con Francesco I e la grande paternità del Papa; che sarebbe un padre che non giudica? [CzzC: a me pare che la paternità di Papa Francesco, come quella dei suoi predecessori, si esplichi in ascolto e soccorso delle persone indigenti ed erranti, non meno che in chiarezza di giudizio sulle cause delle indigenze e degli errori; è doveroso e salutare non giudicare la persona per rispettarne la dignità, ma ti chiederei, caro Piergiorgio, se anche tu non convenissi che il non giudicare gli errori e le cause che li inducono possa configurare omissione di responsabilità e di saggezza per ogni umana intelligenza, in specie per ogni educatore]

 

↑2012.07.17 Ma si può parlare di valutazione oggettiva? O è un miraggio anche per gli scienziati? Mix di criteri bibliometrici e di peer review. [CzzC: resto comunque dell'avviso che il giudizio di valore sia non solo necessario, ma ineludibile dalle nostre scelte che lo adottato quantomeno in termini di raffronto e selezione tra probabilità di valore percepite diverse].

 

↑2009.09.18 Un esempio di equivoco tra GIUDIZIO e PREGIUDIZIO su VT#36/2009: Cosa ostacola maggiormente l'ascolto? Secondo don Remo Vanzetta: «Senz’altro IL GIUDIZIO: guai se in chi ascolta prevalgono le proprie precomprensioni». Apprezzo don Remo fin da quando undicenne gli cantavo le filastrocche di buon compleanno, ma qui equivoca: convengo con lui che le precomprensioni presuntuose ostacolino il dialogo, ma allora avrebbe dovuto additare il PREGIUDIZIO non il GIUDIZIO quale ostacolo al dialogo.

 

↑2009.08.05 Ne va della libertà oltre che della oggettività quando manca un criterio di giudizio per discernere l'essenziale dall'inessenziale; l’eliminazione di un criterio di giudizio è uno degli elementi fondamentali nella costruzione di un sistema totalitario: se manca l’idea di un vero e di un falso col quale tutti devono fare i conti, il potere può permettersi ogni arbitrio e convincere i suoi sudditi che quella è la legge più giusta della storia. ... (un es./Solženicyn)

 

↑2012.03.19 I giudizi temerari