Meritocrazia, SISTEMA PREMIANTE, giudizio di merito: pernicioso se peloso

Meritocrazia è un termine con accezione variabile a seconda del contesto in cui lo si usa:

- nel mondo produttivo sia il comunismo sia il nepotismo sia il monopolismo hanno dimostrato i disastri economici che deriverebbero dalla corruzione di un sistema premiante del buon rapporto costi/benefici; in altri termini la storia economica ha dimostrato che favoriamo il bene comune e la giustizia se adottiamo il criterio per cui

   - una moderata legge di domanda-offerta premi il prodotto più meritevole, cioè quello col migliore rapporto costi/benefici;

   - il datore di lavoro premi analogamente il dipendente, fatte salve le protezioni per la dignità umana (maternità, svantaggiati, diversamente abili, drop out, ...);

- ma si potrebbe danneggiare il bene comune se il criterio meritocratico si estendesse ad ambiti diversi dalla produzione di beni e servizi, ad esempio ai rapporti familiari, di amicizia, di volontariato, per i quali notoriamente non vale il criterio contabile in partita doppia, eppure non rifuggirebbero un giudizio di merito e non negligerebbero un congruo sistema premiante quantomeno a fini educativi (incoraggiare al bene).

- il sistema premiante sarebbe pernicioso se peloso: potremmo patire ancor più danni se il sistema premiante venisse usato (anche con premi letterari e di benemerenza – vedi certi Nobel e Strega - non solo con incentivi finanziari) da potenti matrici del mainstream per imporre la Weltanschauung più funzionale ai loro interessi che al bene comune e alla libertà dell’uomo, a partire dalla libertà di coscienza e religione, madre di tutte le libertà.

Occorre dunque un opportuno discernimento che tento ad esempio qui.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 04/05/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: cosa significa meritocrazia; valore o disvalore? giudizio, giustizia, bene comune, ascensori sociali, liberismo, individualismo

 

2018.05.04 Sistema premiante pernicioso se peloso: come ad esempio certi premi letterari? <corriere fattoq> Premio Nobel letteratura, nel 2018 non sarà assegnato per scandalo molestie [CzzC: ma anche per altri scandali: aumenta il gap di dignità che quel Nobel deve recuperare]. Indagini per irregolarità finanziarie, per fondi arrivati in maniera irregolare: lo scorso marzo la maggioranza dei membri dell’Accademia Svedese aveva votato contro la rimozione di un suo membro, la poetessa Katarina Frostenson, moglie di Jean-Claude Arnault accusato di molestie, sospettata di reticenza e connivenza con le responsabilità del marito: si dimisero subito per protesta i membri, Klas Ostergren, Kjell Espmark e Peter Englund, poi anche Sara Danius, segretaria-capo dell’Accademia, infine lasciò anche la Frostenson, quindi Sara Stridsberg.

 

↑2017.06.04 La meritocrazia è un valore o un disvalore? Intesa come sistema premiante il raggiungimento degli obiettivi, può essere un valore o un disvalore a seconda sia dalla natura degli obiettivi sia dei metodi applicati per raggiungerli. Discernere ad esempio tra il libro di Ettore Gotti Tedeschi (Dio è meritocratico) e le parole di Papa Fr1 (VT #22p5) “al di là della buona fede di tanti che la invocano, la meritocrazia sta diventando la legittimazione etica della disuguaglianza

 

↑2016.12.14 [CzzC: credo come molti che l’istruzione sia uno dei motori dell’ascensore sociale, ma con qualche eccezione: ad esempio ci potrebbe essere un momento in cui, dovendosi accontentare un sindacato illuminato come la Cgil, dovendosi premiare onerose proposte di legge a supporto dell’illuminata gender didattica, una non laureata diventi ministro dell’istruzione, ricerca e Università, con tutto il rispetto per lei, ovviamente!]

 

↑2015.05.15 Premesso che della meritocrazia ho l’accezione indicata in sottotitolo (considererei il significato di meritocrazia in riferimento al contesto applicativo, discernendo tra ambito produttivo e non) leggo un’interessante riflessione sul significato della parola in titolo, che mi permetto di commentare qui a partire dalla esperienza che ho maturato sia in ambito produttivo sia in ambiti diversi.

 

↑2015.03.10 <repubblica> Flores d'Arcais laico dell'anno: "Troppa religione nella vita pubblica". Al direttore di MicroMega il premio istituito dalla Consulta per la laicità: "Stupisce che la fede non resti privata" [CzzC: i potentati sanno come usare il sistema premiante]

 

↑2014.mm.gg Vedi come la pletorica pubblica dipendenza italiana abbia aiutato a scavare la voragine del debito pubblico e del latrocinio generazionale proprio violando il criterio meritocratico con assegnazioni politico clientelari dei posti di lavoro, usando 100 dipendenti per fare un servizio che il privato farebbe meglio con 25 pagando gli insegnanti per anzianità anziché per valore giudicato all’utenza, asfissiando la concorrenza delle scuole paritarie ancorché facessero risparmiare oneri per lo stato.