ARTICOLO 33 della Costituzione: cosa significa “senza oneri per lo stato

Sia la nostra Costituzione (art30.1), sia la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art26.3) riconoscono ai genitori libertà e priorità educativa dei figli; all’esercizio di tale diritto di libertà dovrebbero concorrere anche in IT le scuole paritarie, per legge 62/2000 (art1: «Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 33, secondo comma, della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie»), ma la applicazione pratica di tale diritto è inibita dalla opposizione ideologica che strumentalizza il “senza oneri per lo Stato" (art 33.4) come se tale espressione dovesse significare che lo Stato non deve sostenere le scuole paritarie, mentre significa che nessun istituto privato potrà sorgere con il diritto di avere aiuti da parte dello Stato.

L’intendimento dei padri costituenti si trova ribadito in molteplici documenti (ad es. qui dalla Fidae), ma meglio sarebbe ridefinire l'articolo per evitare che gli ideologi statalisti (cgil-loni e massoni con appositi comitati) continuino a strumentalizzare questo articolo per soffocare scuole paritarie facendo aumentare oneri dello stato per l’educazione, così lesa in libertà oltre che in efficienza.

La Costituzione Costituzione della Repubblica Italiana in merito stabilisce.

- Art30.1 «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli»

- Art33.1 «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento»

- Art33.2 «La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.»

- Art33.3 Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

- Art33.4 La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

Sicuri di interpretare l’intento dei padri costituenti, intenderemmo così:

- Art33.3 Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza maggiori oneri per lo Stato.

- Art33.4 La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali, il che anche definendo costi standard e quote capitare sostenibili

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 26/01/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: libertà di educazione; art.26.3 della dichiarazione universale; vuolsi soffocare anche con referendum; fisco su scuole non profit, quanto risparmia lo stato? quanto risparmia lo Stato?;

 

2017.05.20 <tecnscuola repubbl>: adesso anche per M5S le materne paritarie possono ottenere finanziamenti statali. Vacilla il fermissimo slogan di M5S "neanche un euro alle scuole private" [CzzC: trucco per captare voti cattolici in vista delle tornate elettorali. Dopo avervi visti accaniti a soffocare le paritarie cattoliche a Bologna e a Torino, chi pensate di illudere? E fareste valere l’Art.26.3 della dichiarazione universale dei diritti umani solo per le scuole materne? E fareste cambiare idea anche al Rodotà che candidaste a Presidente della Repubblica? E anche a Valdesi e Cgil?]

 

↑2015.11.13 «Rossi taglia alle pubbliche e arricchisce le private» sermona Fraccaro di M5S col solito tam tam: tento un aiuto al discernimento in termini di leggi (62/2000), costituzione (art.33) e diritti umani (art.26.3), dal che non me ne voglia Fraccaro se tu deducessi che il suo tam tam è truccato. ... continua

 

↑2014.04.09 Visti i citati articoli della Costituzione 30.1, 33.3 e 33.4 sarebbe pregiudizievole intendere che il costituente volesse ostacolare il diritto alla libertà di scelta educativa in capo alla famiglia con l’inciso «senza oneri per lo Stato» che si riferisce a scuole private e alla loro istituzione, termini che hanno un significato diverso da scuole paritarie (la DPR 62/2000 le inserisce nel sistema nazionale di istruzione a precise condizioni) e da sostentamento senza fini di lucro.

Bene affermavano i nostri costituenti nel leggere quel «senza oneri per lo Stato»: se lo Stato non ha l’obbligo ancor meno ha il divieto di intervenire in tal senso.

 

↑2013.07.28 <fq> Nel consiglio comunale che si terrà lunedì prossimo a Bologna il partito democratico propone di continuare con il sistema integrato e di non considerare il risultato della consultazione referendaria del maggio scorso [CzzC: consapevoli dei maggiori oneri per lo stato/comune che dovrebbero essere sostenuti se si desse retta ai referendari]

 

↑2013.05.20 Referendum di Bologna contro le paritarie cattoliche: Paolo Ferrero (ex ministro valdese come Valdo Spini) in prima fila nel referendum contro le scuole paritarie cattoliche «questa regalia di denaro pubblico ai privati». [CzzC: si agita S. Rodotà, in compagnia di Margherita Hack, Dario Fo e Maurizio Landini, a giurare che «il vero ispiratore» di questa guerra referendaria non sarebbe la sua cricca di compagni, ma «l’articolo 33 della Costituzione - “senza oneri per lo Stato”»]

 

↑2013.05.09 Referendum di Bologna contro le paritarie cattoliche: CzzC: Il senza oneri per lo stato non significa che ... (vedi in titolo) e le scuole paritarie rendono un servizio alla collettività non inferiore a quello delle scuole statali, ma con oneri statali inferiori. Eppure la matrice ideologica, con cui qui MicroMega mi par convivere felice, ricorre alla menzogna, al disprezzo di un servizio apprezzato da tutti, pur di far fuori la scuola cattolica o di riservarla ai soli ricchi, costasse pure un aumento degli oneri per lo stato.

 

↑2013.05.05 [CzzC: perfino invidia sarebbe ravvisabile nell’ostinazione referendaria contro le scuole paritarie: esse sono molto apprezzate da fruitori di ogni classe sociale, ma sono al 90% cattoliche; da qui l’invidia illuminata da laiciste matrici della cultura dominante, invidia per il bene comune generato da invisa matrice di papa-succubi; non sia mai che gli scemi cattolici siano preferiti come educatori anche da non papa-succubi: facciamo che se la debbano interamente pagare quella scuola, così i cattolici risulteranno delegittimati nel loro presunto servizio al bene comune perché diverrebbe un servizio disponibile solo per ricchi.]

 

↑2007.10.01 <vita>: Referendum trentino (fallito) per l’abrogazione dei finanziamenti alle scuole paritarie ideato dal massone Vincenzo Bonbmassar pilotante UIL. Comitato promotore: ... Bondi Mauro Rovereto; Bonmassar Vincenzo Trento ... Catalano Agostino Trento ... Zoller Nicola Rovereto ... continua.