STEFANO RODOTÀ (1933-2017): contro le paritarie cattoliche e l’obiezione di coscienza

Da Wikipedia: fu iscritto al Partito Radicale ma rifiutò Pannella. Deputato indip. PCI nel 1979; nel 1989 è Ministro della Giustizia nel governo ombra PCI di Occhetto e successivamente diviene primo presidente del Consiglio nazionale del PDS.

Dal 1997 al 2005 è stato il primo Presidente del Garante per la protezione dei dati personali (legge sulla privacy).Nel 2013 è candidato alla Presidenza della Repubblica su proposta del M5S. È socio onorario dell'associazione LiberaUscita, che si occupa della depenalizzazione dell'eutanasia. Ha collaborato a diversi giornali e riviste, tra i quali Il Mondo, Nord e Sud, Il Giorno, Panorama, Il Manifesto, L'Unità. Collabora dalla fondazione con il quotidiano La Repubblica.

Singolare apparirebbe la sua avversione alla sussidiarietà cattolica e all’esercizio dei diritti sanciti dagli Art.18 e 26.3 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, cioè l’obiezione di coscienza, e la libertà di educazione. Forse anche per questo è pupillo di Repubblica e fu candidato Presidente della Repubblica da Grillo? Sarebbe interessante appurare se la sintonia con le induzioni forzate in merito da potenti matrici della cultura dominante sia sottesa anche da qualche affiliazione.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 26/01/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: attacchi agli Art.18 e 26.3 della dich. univers. dei diritti umani: vuolsi soffocare le paritarie e il diritto all’obiezione di coscienza; indicatori di affinità coi potentati

 

↑2017.06.23 <globalist>: Stefano Rodotà muore a Roma a 84 anni. [CzzC: pur avendo dissentito da certe sue contrarietà in titolo, voglio ricordarlo come colui che spiegava la solidarietà <globalist> come un'utopia necessaria, fondamento dell'ordine giuridico]

 

↑2017.05.20 <tecnscuola repubbl>: adesso anche per M5S le materne paritarie possono ottenere finanziamenti statali. Vacilla il fermissimo slogan di M5S "neanche un euro alle scuole private" [CzzC: trucco per captare voti cattolici in vista delle tornate elettorali. Dopo avervi visti accaniti a soffocare le paritarie cattoliche a Bologna e a Torino, chi pensate di illudere? E fareste valere l’Art.26.3 della dichiarazione universale dei diritti umani solo per le scuole materne? E fareste cambiare idea anche al Rodotà che candidaste a Presidente della Repubblica? E anche a Valdesi e Cgil?]

 

↑2016.01.07 <tempi>: 4 contrappunti alle tesi di Rodotà che è tornata a ribadire la necessità del matrimonio egualitario: il ragionamento di Rodotà poggia su un equivoco di fondo circa il principio di uguaglianza: ignora proprio la giurisprudenza costituzionale afferma che occorre trattare casi simili in modo simile e casi diversi in modo diverso.

 

↑2015.05.15 <liberoq>: Stefano Rodotà è tra i campioni dello spread dei vitalizi, ovvero la differenza tra quanto versato di contributi e quando effettivamente incassato come rendita. [CzzC: privatizzare i guadagni, socializzare le ... tipico di potenti matrici]

 

↑2015.02.01 <huffingtonpost>: . Stefano Rodotà apre il cantiere della Cosa Rossa: "Diamoci una mossa a sinistra". Ma si deve trovare lo Tsipras italiano. [CzzC: lui?].

 

↑2014.04.04 <ilmanifesto>: «Sono uno di quei “professori” che blocca da trent’anni le riforme costituzionali?» Sorride Stefano Rodotà dopo avere appreso il giudizio del ministro per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi [CzzC: i diritti acquisiti non si toccano, mi par di sentirgli dire, fossero pure latrocinio generazionale]

 

↑2013.10.08 <ragione-fede> Rodotà ha problemi con i numeri sulle scuole paritarie: ancora fissato contro le scuole paritarie (che chiama private) come quando militava nel PCI, con gli stessi slogan: «Non tagliare alla scuola privata per altri fini, ma per rendere la scuola pubblica adeguata ai propri fini», ha detto <huffing> recentemente a Radio Popolare.2.31 <>

 

↑2013.09.15 Matrimoni gay “Diritto d'amore” secondo S. Rodotà su Repubblica p49. O ragioni alla Guillotin? Dichiara «indicazione ineludibile» la Carta dei diritti dell'UE nella quale «matrimonio e altre forme di convivenza sono messe sullo stesso piano, e scompare il riferimento alla diversità di sesso». Scontato? Per lui sì, ma se e finché c'è libertà di pensiero e di parola ...

 

↑2013.05.31 il Beppe Grillo che candidò Stefano Rodotà a Presidente della Repubblica, ora lo rottama «è un ottuagenario miracolato». Avvenire 31/05p8

 

↑2013.05.20 Col referendum di Bologna contro le paritarie cattoliche: <tempi>. si ri-agita S.Rodotà (candidato al Quirinale come «presidente di tutti» ancorché così partigiano anche in questo caso con Margherita Hack, Dario Fo e Maurizio Landini), emulando il compagno Lunaciarskij (Commissario del Popolo all’Istruzione dell’Unione Sovietica) si scompone a giurare che «il vero ispiratore» di questa guerra referendaria non sarebbe la sua cricca di compagni, ma «l’articolo 33 della Costituzione - “senza oneri per lo Stato”»: il giurista che legge la Costituzione alla lettera fregandosene dei danni (come qualche solone leggerebbe il Corano), intenderebbe togliere quel poco di sostegno per asfissiare le scuole paritarie cattoliche anche aumentando di n volte gli oneri che lo stato dovrebbe sostenere per erogare lo stesso servizio sociale con suoi dipendenti]

 

↑2013.05.05 Col referendum di Bologna contro le paritarie cattoliche: l’illuminato S.Rodotà fresco candidato presidente della Repubblica, sostiene i referendari di Bologna anche se aumentassero gli oneri per lo Stato: “non siamo di fronte a una questione contabile... spetta allo Stato adempiere ai suoi doveri nei confronti dei cittadini al di là delle convenienze»: [CzzC: sottintende il dovere di erogare il servizio scolastico; ma il dovere dello stato è di garantire, non di erogare i servizi ai cittadini; ma il nostro illuminato va a nozze con i paradigmi ideologici di potenti matrici e dunque con la sublimazione dello statalismo sancita dalla rivoluzione francese, costasse anche un aumento di oneri per lo stato; direi anche contro il bene comune e la ragionevolezza; nei referendari anti scuole cattoliche mi parrebbe di ravvisare perfino la bassezza dell’invidia per il bene, per il meglio; non sia mai che gli scemi cattolici siano preferiti come educatori anche dai non cattolici, facciamogliela pagare, così risulteranno delegittimati nel loro presunto servizio al bene comune perché sarebbe un servizio disponibile solo per i ricchi].

 

↑2013.04.22 <post> Stefano Rodotà si sostiene come candidato grillino per la Presidenza della Repubblica e contrattacca Scalfari che gli chiedeva «Come puoi, caro Stefano, esser diventato il simbolo d’un movimento che impedisce ai suoi parlamentari di parlare con i giornalisti e rispondere alle domande?»

 

↑2013.04.gg Maurizio Landini campeggia sostenitore del referendum di Bologna per abrogare il sostegno pubblico a opere di sussidiarietà cattolica (scuole paritarie dell’infanzia) in compagnia di Gino Strada, Stefano Rodotà, Margherita Hack, Carlo Flamigni, Paolo Ferrero, M5S

 

↑2013.mm.gg E’ candidato Presidente della Repubblica dal movimento 5 Stelle di Grillo, che però più tardi lo rottamerà «è un ottuagenario miracolato». Avvenire 31/05p8

 

↑2013.04.gg <post e vari> M5S candida S.Rodotà alla Presidenza della Repubblica: anche per affinità in aggressione alla libertà di coscienza e di educazione? Era notoriamente singolare l’avversione di S.Rodotà alla sussidiarietà cattolica e all’esercizio dei diritti sanciti dagli Art.18 e 26.3 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, cioè l’obiezione di coscienza, e la libertà di educazione: anche per questo è candidato Presidente della Repubblica <goog> da M5S? Poi Grillo lo avrebbe rottamato, ma intanto c’ha provato per non poco illuminata affinità

 

↑2011.12.03 <repubblica-micromega> Abolire il diritto all’obiezione di coscienza: Stefano Rodotà :«Oggi, a più di trent’anni dall’approvazione della legge sull’interruzione di gravidanza, la possibilità dell’obiezione di coscienza dei medici andrebbe semplicemente abolita». <uccronline>: gli ha risposto, oltre al neonatologo Carlo Bellieni, anche il magistrato Giacomo Rocchi, giudice presso il Tribunale di Firenze.  Ricordiamo che l’obiezione di coscienza è stata riconosciuta proprio un anno dal Consiglio d’Europa. Secondo il guru dei pro-death italiani, «quando la legge è stata approvata, la clausola dell’obiezione di coscienza era ragionevole e giustificata: i medici avevano iniziato la loro carriera quando l’aborto era addirittura un reato ed era comprensibile che alcuni di loro opponessero ragioni di coscienza». I nuovi medici, sempre secondo Rodotà, iniziano invece a lavorare quando l’aborto è un diritto e quindi non possono opporre “ragioni di coscienza”. «In questa frase», spiega Rocchi, «è racchiusa la concezione che ha Rodotà, sia dell’arte medica che del lavoro dei giuristi». Gli abortisti pretendono che la coscienza dei medici coincida obbligatoriamente con il dettato della legge. CzzC: prova a vedere quale partito abbia massimamente sponsorizzato Stefano Rodotà a presidente della Repubblica e misurane la correlazione con eventuale pilotaggio dei potentati, osservando il match con altri indicatori di correlazione]

 

↑199a.mm.gg CzzC: venni a conoscerlo per la legge sulla privacy, una delle più arzigogolate del mondo: riuscì ad intasare di carta perfino gli ambulatori dei medici di base, un ingolfamento spropositato rispetto alle violazioni permesse dalle maglie del sistema agli amici dei potenti labari, sia nello spionaggio delle comunicazioni sia nell’invasività della vita privata con lo stillicidio di telefonate pubblicitarie e di indagine.