SUSSIDIARIETÀ ORIZZONTALE, quella dei cittadini e loro associazioni pro società

Del termine SUSSIDIARIETÀ occorre discernere tra due accezioni valide ma diverse: sussidiarietà verticale e sussidiarietà orizzontale, e pararne le usurpazioni di significato.

In questa pagina mi riferisco al PRINCIPIO di SUSSIDIARIETÀ orizzontale, cioè col significato del termine sussidiarietà coniato dalla Dottrina sociale della Chiesa(*), definito anche da Rosmini e da molti altri tra cui Friedrich von Hayek, Karl Popper, J. S. Mill (vedi Fondazione Sussidiarietà e la sussidiarietà nella Caritas in Veritate).
Tale principio si
potrebbe riassumere così: «valorizzare il contributo sociale di famiglie, associazioni, confessioni religiose strutturate, i cosiddetti CORPI INTERMEDI della SOCIETÀ»:

   - essi sono organismi di prossimità, in staff più che in line delle sedi istituzionali, capaci di operare pro bene comune in modo autonomo dalla sfera statale, che, se li supporta, li controlla in multilevel governance)

   - si trovano in qualche modo tra il singolo cittadino e la Pubblica Amministrazione a sua volta articolata verticalmente in Comuni, Regioni, comunità Europea.

   Secondo il PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ intesa orizzontale, se i corpi intermedi della società sono in grado di svolgere una funzione sociale o di soddisfare un bisogno del cittadino (per esempio l’istruzione-educazione, l’assistenza sanitaria, i servizi sociali, l’informazione), lo Stato non deve privare queste "società di ordine inferiore" delle loro competenze, ma piuttosto sostenerle - anche finanziariamente – controllarne il rapporto tra il servizio erogato e il sostegno ricevuto, coordinare il loro intervento con quello degli altri corpi intermedi.

Etica e solidarietà necessitano di sussidiarietà, se non ti basta lo stato come essenza dell’eticità.

Rimando ad altra specifica pagina per gli intendimenti della sussidiarietà verticale, che si riferisce ai rapporti tra organi della P.A. (corpi  intermedi dello STATO): questo principio sostanzialmente raccomanda che non faccia la Regione quello che può fare meglio il Comune, non faccia la Comunità europea quello che possono fare meglio i singoli Stati (top-down)

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 20/05/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: dignità, libertà, statalismo, cittadinanza, non profit; paritarie; sostegno alla famiglia, usurpazione di significato indicatore di affinità coi potentati

 

↑2017.09.18 <corriere>: Stefano Zamagni: scriveva La Rochefoucauld, moralista del XVII secolo: «Il male che facciamo non ci attira tante persecuzioni e tanto odio quanto ce ne procurano le nostre buone azioni». Si è pronti a perdonare i vizi di qualcuno - perché ci fanno sentire superiori - ma non si riesce ad apprezzare il bene fatto da soggetti del Terzo settore, troppo spesso presi di mira.

 

↑2017.05.06 <margini>: "On Tyranny. Twenty Lessons from the Twentieth Century" di Timothy Snyder. Un vademecum di accorgimenti per preservare la democrazia, facendo tesoro delle tragedie umanitarie del XX secolo: «usare la ragione e il senso critico», cioè attenersi ai fatti. La menzogna non è democratica, la violenza non è democratica, soffocare i corpi intermedi non è democratico, ridurre la privacy non è democratico, sfiduciare le istituzioni non è democratico.

 

↑2016.03.13 <sussidiario>: addio ad Angelo Ferro, economista (ordinario UniVR) e imprenditore che aveva fede nella sussidiarietà: l'Opera dell'Immacolata Concezione è una milestone della sussidiarietà in Italia. Fu uno degli inventori de Il Sole24h assieme a Gianni Locatelli. Amico del Nobel Amartya Sen e come lui teorico della capability.

 

↑2015.11.07 <rfuresi.blog>: Mettersi in gioco per cambiare le cose: economie sociali, Le social e sharing Economies,  le iniziative del Terzo Settore più strutturate, quelle dedicate alla realizzazione di progetti solidali, le ONLUS, cooperative e imprese sociali: capacità di mettere a disposizione le proprie competenze e risorse per la comunità. Economia^Ecologia^Società, sostenibilità^equità^comunità

 

↑2014.04.28 Spiace vedere quanto i capi Cgil-lini avversino la sussidiarietà (delle scuole paritarie ma anche delle autonomie scolastichea); trovo più saggia la base operosa.

 

↑2013.04.10 Conferenza di Gregorio ArenaL'amministrazione condivisa. Il ruolo dei cittadini nella cura dei beni comuni urbani” nell’ambito delle iniziative promosse da Quartiere Solidale. Nei miei appunti annoto con piacere che esalta la sussidiarietà orizzontale, ma con dispiacere che esalta solo quella gratuita e per i beni ambientali:

- passi che abbia taciuto sulla vasta sussidiarietà di cittadinanza attiva e responsabile esplicata nelle intraprese non lucrative (ancorché non gratis) in risposta a bisogni sociali soddisfatti anche con denaro pubblico perché lo stato così ha meno oneri a parità di efficacia delle risposte al bisogno; passi ...

- passi che esalti la solerzia dei cittadini nel riparare le buche dei marciapiedi e dimentichi le intraprese di cittadinanza attiva responsabile in ambito educativo;

- ma rattrista che sia arrivato a tacciare spregiativamente come business le intraprese non lucrative in ambito educativo, dicendo un NO semi-ironico al buono scuola del modello Lombardia e al modello lombardo della sussidiarietà, ancorché tale modello sia ammirato anche fuori Italia per efficacia, efficienza e per minori oneri per lo stato.

Colpito da tale scadimento ideologico, ho fatto un intervento di testimonianza e domanda cui GA rispose glissandone il cuore, come astanti mi dissero in uscita

 

↑2013.02.01 Sussidiarietà non è solo etica e solidarietà.

 

↑2012.10.10 IMU e NON PROFIT: Alceste Santuari commenta art. 9.6 dl.#174: «le finalità di interesse comunitario sono il vero discrimen per identificare l’azione dei soggetti non profit» [CzzC: il problema più grave di applicazione IMU agli enti non profit sussiste per le scuole: mi chiedo se davvero si debba escludere il sospetto che si tratti di un attacco alla sussidiarietà anziché di un intento di guadagno per le casse dello stato. Se chiudesse una parificata, i relativi studenti costerebbero allo stato almeno il triplo: cui prodest soffocare le scuole cattoliche con l’IMU?]

 

↑2012.09.14 Festival della DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA a Verona 14-16/09

 

↑2012.04.04 Welfare cattolico sotto pressione: la CEI teme che l'austerity porti a un concetto distorto di sussidiarietà e a una utilizzazione del dovere di solidarietà dettati da esigenze di finanza pubblica e da inadeguatezze della P.A.

 

↑2011.08.27 <Stampa e Avvenire>: «Il volontariato cattolico non sarà religione civile» Il cardinale Sarah: il vero aiuto all’uomo esige la fede. Il porporato: «Il problema non è avere sovvenzioni pubbliche, ma riceverle senza perdere la nostra identità»

 

↑2011.08.23 la collaborazione dei privati nella realizzazione del bene comune

 

↑2011.07.07 la sfida delle politiche Sociali a fronte della progressiva riduzione delle disponibilità pubbliche

 

↑2011.06.09 Sussidiarietà non significa considerare le associazioni impegnate nel sociale come “fornitori” di servizi, a nome dell’ente pubblico che ne è il titolare. Identificare le associazioni e le cooperative sociali con “chi gestisce l’offerta”, significa considerare questi soggetti dei “fornitori” di servizi, a nome e per conto dell’ente pubblico che ne è il titolare: questa concezione contraddice il principio di sussidiarietà e la stessa centralità dei corpi sociali intermedi

L’articolo 118 della Costituzione non limita l’azione del privato-sociale a “una parte dei servizi”, ma obbliga piuttosto la pubblica amministrazione a compiere un passo indietro rispetto al proprio ambito di azione potenziale, e a chiedersi come agevolare la presenza e l’intervento di soggetti formati ed espressi direttamente dai cittadini

 

↑2010.10.10 BIG SOCIETYi: il concetto di "comunità" di Cameron va nella direzione del "welfare sussidiario". Big Society vuol dire “comunità capaci di costruire nuovi edifici scolastici, vuol dire servizi capaci di formare al lavoro, vuol dire fondazioni che aiutano i criminali a riabilitarsi...”. Al centro della Big Society c’è quindi innanzitutto una certa idea di uomo e del valore della sua iniziativa (fondamento del principio di sussidiarietà). Un uomo concepito non come individuo isolato - secondo una concezione antropologica che ha preso piede a partire dal Settecento -, ma come essere strutturalmente relazionale (accento che troviamo forte nell’enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI), e che realizza i suoi scopi mettendosi insieme ad altri uomini. Il concetto di “comunità” di Cameron è ciò che ha dato vita ai corpi intermedi, tipici della tradizione secolare e attuale del “welfare sussidiario”

 

↑2010.04.27 "Less Government, more (BIG) Society: sinonimo di sussidiarietà

 

↑2010.02.18 Sussidiarietà, un altro nome della LIBERTA': relazione di Aceste Santuari ad una conferenza del Centro Culturale Rebora.