La responsabilità radicata nella moralità: marca l’adultità della persona in relazione

Per responsabilità non intenderei solo quella espressa nel rispetto di una pattuizione da commessa per obiettivi più o meno remunerata: qui ne parlo con un intendimento più ampio, radicato come in titolo, comunque connesso anche ad un controllo (misura del raggiungimento dell'obiettivo atteso nell'esercizio della responsabilità) giudicato non solo dalla legge che punirebbe come reato la trasgressione per irresponsabilità, ma da una moralità.

Scontato che diverse concezioni di moralità, correlate a diverse Weltanschauung, possono produrre effetti diversamente costruttivi o devastanti nell’esercizio di una presunta responsabilità (ad esempio per l'obiettivo di massacrare innocenti in nome di un’ideologia o di Dio), qui mi limito a discernere con te dando per scontata una moralità dell'obiettivo condivisa con te; parto con una provocazione: dalle Beatitudini sai che dovremmo “amare i nemici, fare del bene a quelli che ci odiano”:

- se sei da solo puoi anche farti torturare senza torcere un capello al tuo aggressore, ma prova a pensarti con creature indifese che ti siano affidate in responsabilità: io in tal caso venderei cara la pelle, eserciterei la legittima difesa finanche a far male fisico all’aggressore per impedirgli di fare del male fisico agli innocenti affidatimi in responsabilità;

- detesto i governanti israeliani inciuciati con i wahhabiti fino a bombardare gli Sciiti in Yemen, e detesto il loro colonialismo nella Palestina occupata, ma detesto anche i Zanotelliani che aizzano a boicottare Israele per il muro che eresse in responsabilità obbligata per proteggere i suoi cittadini inermi dagli attacchi terroristici orditi per statuto da maestri di odio taciuti dai suddetti aizzatori.

Chi giudica la tua responsabilità? Tu rispetto alla tua coscienza, il tuo committente rispetto alla prestazione percepita, la statale giustizia rispetto al tuo eventuale reato scoperto, Dio rispetto al tuo peccato o al tuo bene fatto a prescindere dalle umane evidenze, chi ti ama rispetto al tuo destino di bene; para il giudizio di chi ti odia, perché ti concepirebbe male anche nel bene.

Senza il supero di un serio esame, lo Stato non ti darebbe la patente (abilità di guida): che esame ti fece prima di darti il matrimonio (che dovrebbe significare anche abilità all’allevamento di figli)? La Chiesa obbliga ai corsi prematrimoniali, almeno.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 13/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: moralità<>moralismo e verità secondo Rosmini; reato-peccato, coscienza, obiettivi, budget, sicurezza

 

2018.01.25 <atuttascuola> convegno “convivere con Auschwitz” riunisce i 10 dipartimenti di Uni_TS: memoria dell’olocausto e della deportazione, immani crimini contro l’umanità. Risiera di San Sabba, unico Lager con forno crematorio in Italia. Annoto “scienza, responsabilità e destino

 

↑2017.07.10 mafia: <ansa>: Palermo: decapitato busto di Falcone davanti alla scuola, bruciata anche immagine del magistrato [CzzC: sorvolo sui modi quasi trasandati della intervista alla preside, detesto i dettagli con i quali è stato esposto in TV lo scempio: goduria dei vandali, ennesima riprova della incapacità dei giornalisti di auto-moderarsi per evitare danni ridondanti rispetto alle necessità informative: perché non indagano, invece, sulle responsabilità del fuori servizio della locale telecamera?]

 

↑2016.07.12 Il fine giustifica i mezzi? Non cinicamente, ma di fronte al male minore ... Leggo e commento... Il proporzionalismo e il consequenzialismo sono teorie erronee sulla nozione e la formazione dell’oggetto morale di una azione, secondo le quali esso si dovrebbe stabilire in base alla “proporzione” tra i beni e i mali che si perseguono, o alle “conseguenze” che ne possono derivare. [CzzC: il concetto mi parrebbe di formulazione migliorabile: se l’oggetto morale è definito un fine prossimo (è il fine prossimo di una scelta deliberata), vedrei arduo separare dal concetto di fine il proporzionalismo e il consequenzialismo: mi sovvien del machiavellico fine che giustifica i mezzi, dizione detestabile nelle sue applicazioni ciniche, ma purtroppo non escludibile quando si dovesse scegliere il male minore; o sbaglio?]

 

↑2013.12.03 La moralità degli atti umani, intenzione, coscienza e responsabilità: [CzzC: trovo aiuto al discernimento leggendo questa pagina su moralità degli atti umani, l’oggetto morale, l’intenzione (volontarietà diretta e indiretta), le circostanze, la responsabilità (in negativo e in positivo/merito). Ma trovo che alcune definizioni non siano sufficientemente normalizzate e mi lasciano aperti dei punti di domanda: preferirei la formulazione rosminiana di moralità, coscienza, responsabilità.]

 

↑2007.mm.gg [CzzC: la responsabilità dei contenuti delle mie pagine web resta in toto solo mia: se qualcuno ravvisasse in qualche mia pagina web contenuti controversi o addirittura illeciti, si consideri da me DIFFIDATO dall'attribuirne responsabilità a terze persone collegabili a me per affinità, ... continua]