OTTIMISMO e PESSIMISMO: parrebbe più utile vedere il bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto, ma ancor più importante è saper vedere senza con sapienza e prudenza

senza ignorare le priorità, i fattori determinanti degli accadimenti, con la fiducia di poterli pilotare per il bene anziché subirli per un male ritenuto ineluttabile. Un mio vecchio prof mi diceva che sovente appare pessimista chi in realtà è un ottimista bene informato e responsabile, mentre è più frequente trovare sedicenti ottimisti tra illusionisti che cattura simpatia con utopie e semplificazioni, sottendenti irresponsabilità e scarsa conoscenza dei fattori determinanti gli accadimenti con rapporti di causa effetto.

Ottimisti o pessimisti? Un amico scrive: rifiuto il clima dove tutto è lugubre e premonitore di sventure inenarrabili, rincagnati nel mugugnismo di un pessimismo senza speranza. Si, il demonio esiste, ma volete mettere in dubbio la promessa che il nemico ha già perso? Rispondo: chi è disposto a dare la vita per ciò che abbiamo di più caro non indugia a premonire sventure, ma vigila per prevenire il più possibile i danni che il nemico ordisce contro di lui e soprattutto contro coloro che gli son dati in responsabilità: vigilate, diceva Gesù <laParola> additando la furbizia del nemico ed invitando i figli della luce ad essere più furbi di quelli delle tenebre.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 04/03/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: rapporti di causa effetto, razionalità; oggettività, obiettivi; what if? speranza cristiana, salvezza e resurrezione, prudenza; homo homini lupus?