Nel cuore dell’uomo è innata l’aspirazione alla FELICITÀ connessa alla coscienza di sè

e di ciò che accade, da non confondersi con la serenità, termine che si può usare anche per gli altri animali con molta più analogia.

«Se la FELICITA' non esiste, cos'è dunque la vita?» così Giacomo Leopardi scriveva in una lettera del 1823 ad un amico francese, all'epoca dell'inno Alla sua donna, nell'ambito della sua grande ricerca, del suo grande dubbio in merito. E nel suo viaggio di ricerca Leopardi era arrivato vicino alla soluzione, ma l'influsso della mentalità dominante lo «fregò» come ebbe a commentare un certo don Giussani.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 27/12/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: educazione, moralità<>moralismo, libertà<>liberismo, etica e trascendenza, speranza e salvezza, cultura dominante, santità asiatica, dialogo

 

↑2017.05.05 <tempi>: È “venerabile” il cardinale Van Thuan, che convertiva i comunisti in carcere. Il Papa ha firmato il decreto per la «profonda gioia» di Benedetto XVI. Arrestato dai Viet Cong, il cardinale passò 13 anni in prigionia, dove convertì buddisti e atei curiosi di sapere perché era sempre «felice»

 

↑2016.01.08 Trenta ragazzi hanno festeggiato capodanno all'Opera Famiglia Materna: «ma voi chi siete? Perché giovani come voi hanno scelto questa sera di venire a giocare con i nostri bambini invece che stare con gli amici?» e la risposta qui non scritta mi darei simile a quella che scaturì la sera di Holyween nella mia parrocchia da un'aiutante in cucina: «è bello stare qui, è questo che il cuore umano si aspetta di vedere per la felicità, è speranza di vita nuova capace di far brillare anche quest'atomo opaco del male»

 

↑2014.09.26 L’uomo ha fregola di acquistare protesi socio-emotive per cercare risposta al suo bisogno di felicità? Un ragazzo cinese si fece togliere un rene per comprarsi un iPhone; illusi; ma s’illudono anche i contestatori che lanciano uova e farina, se pensano di raffreddare così questa fregola, senza accorgersi di fare il gioco della cultura dominante (che induce quell’illusione) e delle relative dipendenze che distraggono le masse dall’individuarne i burattinai e le priorità da affermare per la nostra dignità, illusione adusa pure dal fascio di 80 anni fa.

 

↑2014.09.12 Splendida la città di Stoccolma: ho apprezzato in Svezia l’efficienza dei servizi pubblici e come è aiuta la famiglia, tanto che non è eccezionale trovarne con 3 tre figli: spiace notare che sovente siano fratellastri, e spiace il diffuso individualismo palesato anche dalla loro sorpresa per la vivacità dei nostri legami affettivi, mentre io mi sorpresi a vedere in piazza decine di ceri accesi in condoglianza di troppi suicidi, e a vedere questa statua della famiglia con dubbio a riconoscere maschio/femmina nei due abbraccianti il bimbo.

 

↑2014.01.22 Cos’è la (vera) felicità? La Danimarca il paese più felice al mondo? Concordo con Salvatore Abbruzzese che “a forza di ridurre la realtà solo a ciò che si può misurare e dimostrare empiricamente, la sociologia finisce spesso per edificare un'immagine mortificante dell'esistenza”, ma  trovo labili certe argomentazioni dubitative dell’indagine sulla felicità a partire da una sua accezione relazionale che l’indagine avrebbe trascurato.

 

↑2013.16.22 <tempi> Per il teologo di Repubblica Vito Mancuso felicità è «rispettare le regole». Un commento dell’intellettuale brianzolo sullo scandalo hard di Firenze si trasforma in una incomprensibile lezione di etica. Cattolica? No, legale

 

↑2013.03.25 Internet pullula di produttori di armoniosi pps a tema felicità, che tentano di captare il nostro consenso sulla loro definizione di felicità. Oggi un’amica mi manda questo LaFelicità.pps che commento così:

 

↑1998.04.04 Accettiamo la vita perché tendiamo alla felicità. [CzzC: mi piace il giudizio in merito che ho appreso da un certo don Giussani]. Secondo tale don, l'uomo è persona, dice "io" con autocoscienza di sé e del cosmo che lo circonda, persona che Dio (nella concezione cristiana) aveva previsto come apice del cosmo: autocoscienza dell'io come autocoscienza del cosmo, tant'è che avrebbe significato il cosmo, anche se ci fosse un solo io.

L'autocoscienza sarebbe all’origine del mistero della creazione, un Dio che crea perché ci sia una creatura a sua somiglianza capace di prendere coscienza del cosmo.

Gesù diceva: «Che importa all'uomo se prende tutto il mondo e perde se stesso? O che darà l'uomo in cambio di sé?». La frase di Gesù è da compiere dinamicamente: essa è la ragione principale di un'amicizia vera, di una compagnia guidata al nostro destino di FELICITÀ, al compimento delle esigenze del cuore, senza del quale non resterebbe che il nichilismo.