modificato 05/12/2016

 

Gilbert Keith Chesterton 1874-1936

Correlati: fede e ragione; verità, moralità, arte

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

«dovremo combattere per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate ... il mondo moderno è in guerra con la ragione, e la torre già vacilla».

Su Wikipedia: stato uno scrittore, giornalista e aforista inglese. Scrisse quasi 100 libri in 30 anni; amò molto il paradosso e la polemica. Fra le sue opere ricordiamo la serie di romanzi che hanno come protagonista la figura di Padre Brown. È inoltre uno dei pochi intellettuali ad avere avuto il coraggio di opporsi pubblicamente alla guerra boera. Ciò che lo contraddistingue è il fatto di pervenire a conclusioni spesso diametralmente opposte rispetto ai suoi predecessori e ai suoi contemporanei. In Eretici ad esempio, parlando di Oscar Wilde, Chesterton scrive: "La stessa lezione (di chi cerca pessimisticamente il piacere fine a se stesso) viene dalla desolata filosofia di Oscar Wilde. È la religione del carpe diem, che non è la religione della gente felice, ma delle persone estremamente infelici. La gioia non coglie i boccioli di rosa mentre ancora può farlo; i suoi occhi fissano la rosa immortale che vide Dante".

Lo scontro tra bene e male diventa in Chesterton uno scontro anche tra ottimismo laico e ottimismo cristiano. Così infatti scrive in Ortodossia (1908): "Tutto l'ottimismo di quest'epoca è stato falso e scoraggiante, per questa ragione: che ha sempre cercato di provare che noi siamo fatti per il mondo. L'ottimismo cristiano invece è basato sul fatto che noi non siamo fatti per il mondo". Una delle teorie di Shaw che Chesterton non poteva accettare fu quella del Superuomo.

 

 

19//12
2015

Incontro con Chesterton, un uomo vivo dialogo e letture a due voci sui racconti e romanzi di Chesterton con i professori Luigi Gaudio e Giancorrado Peluso, inaugurazione della Mostra "Un libro sotto l'albero.

19/10
2015

<tempi>: Gilbert Keith Chesterton racconta l’esperienza della confessione, l’incontro con la misericordia divina che segnò così radicalmente la sua vita. Egli si convertì confessandosi, all’età di 48 anni, nel 1922, scoprendo che la Chiesa cattolica è luogo in cui un uomo può essere liberato dai suoi peccati e fare esperienza della rigenerazione del proprio essere. «Il nome del prezzo è Verità, che può anche essere chiamata Realtà; porsi di fronte alla realtà del proprio essere»

27/01
2015

La sorpresa ed altri doni (Chesterton) L'ideale cristiano non è stato messo alla prova e trovato manchevole: è stato giudicato difficile, e non ci si è mai provati ad applicarlo.

21/12
2014

<libertàepersona>: pro o contro i regali di Natale? Il falso Natale non è quello con i regali, ma quello senza Gesù: la Festa senza il Festeggiato. Chesterton: “i Magi portarono oro, incenso e mirra. Se avessero portato solo Verità, Purezza e Amore non ci sarebbero state né un’arte né una civiltà cristiana.”

23/11

2013

Sulle orme di Chesterton, un Cammino di Speranza, da seguire in alternativa alla «Modernità che pretende di fare a meno di Dio, e come conseguenza scivola nella pazzia e nella più fredda e calcolata delle malvagità».

Chesterton si fece Avvocato Difensore della Fede e della ragionevolezza, dei diritti dell’uomo e di quelli di Dio, entrambi minacciati dalle ideologie della modernità: la volontà di potenza, la trasgressione, lo scioglimento da ogni vincolo e principio per affermare una propria orgogliosa autosufficienza.

Con l’uso sapiente del paradosso, Chesterton non si limita a far sorridere il lettore: gli svela che la conseguenza più deleteria della scristianizzazione non è stato il pur gravissimo smarrimento etico, ma lo smarrimento della ragione. Il mondo che rifiuta Dio, che gli volta le spalle, che vuole fare a meno di Lui, impazzisce, e mette sotto accusa, e condanna, cose belle e buone, cose che egli invece si impegna a salvare .

Chesterton si assume una difesa di persone e cose concrete, e allo stesso tempo fa proprio il compito che la Chiesa ha da duemila anni: salvare l’uomo dal nulla e dalla distruzione.

 

<wikipedia>: La grande marcia della distruzione mentale proseguirà. Tutto verrà negato. Tutto diventerà un credo. È un atteggiamento ragionevole negare l'esistenza delle pietre sulla strada; sarà un dogma religioso affermarla. È una tesi razionale pensare di vivere tutti in un sogno; sarà un esempio di saggezza mistica affermare che siamo tutti svegli. Accenderemo fuochi per testimoniare che due più due fa quattro. Sguaineremo spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Non ci resterà quindi che difendere non solo le incredibili virtù e saggezze della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile: questo immenso, impossibile universo che ci guarda dritto negli occhi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Saremo tra coloro che hanno visto eppure hanno creduto.

che qui leggo altrimenti

La grande marcia della distruzione intellettuale… terminerà.

Non potrà non terminare, perché si basa su una bugia.

Proseguirà fino al suo apice. Seguirà l’inevitabile declino.

Allora inizierà una nuova grande marcia. La marcia della ricostruzione intellettuale. La marcia del ritorno alla realtà.

Tutto ciò che è reale sarà affermato.

Tutto ciò che non è reale sarà negato.

Ridiventerà ragionevole affermare le pietre della strada; ridiventerà un dogma fideista negarle.

Sarà di nuovo una forma dissennata di misticismo dire che siamo tutti immersi in un sogno; sarà di nuovo razionale asserire che siamo tutti svegli.

Noi saremo lì.

Attizzeremo i nostri fuochi per testimoniare che due più due fa quattro.

Sguaineremo le nostre spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

Noi ci ritroveremo a difendere non solo qualcosa di veramente credibile, come le virtù e la sensatezza della vita umana; cose che sono veramente credibili, perché SONO VERE; ma noi difenderemo qualcosa di più credibile ancora: questo immenso, evidente, evidente, EVIDENTE universo che ci fissa in volto.

Combatteremo per i prodigi visibili precisamente PERCHÈ SONO VISIBILI.

Guarderemo l’erba e i cieli straordinari con un coraggio più straordinario ancora.

Perché noi saremo coloro che hanno visto.

E PROPRIO PER QUESTO hanno creduto.