ultima modifica il 09/12/2017

 

Il cuore dell'uomo: le esigenze originali che ogni uomo possiede ed esprime con le domande di senso

Correlati: uomo ragione esperienza più che ideologia; sentire; humani nihil a me alienum puto: basta?

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<tempi 2013.03>: il dramma del mondo d’oggi non è solamente l’assenza di Dio, ma anche, e soprattutto, l’ASSENZA DELL’UOMO, la perdita della sua fisionomia, del suo destino, della sua identità, una certa incapacità nello spiegare le esigenze fondamentali che si annidano nel suo CUORE. La mentalità dominante suppone che tra ragione e fede esista una contrapposizione insanabile, mentre il vero senso religioso parla di Dio esaltando e difendendo la ragione e il metodo corretto, una ragione non limitata alla razionalità scientifica, ma aperta alla realtà nella totalità dei suoi fattori e che parte dall’esperienza, che parte da questo fondamento ontologico che suscita l’inquietudine del cuore. Non si può sollevare il problema di Dio a cuore banalmente tranquillo, perché si tratterebbe di una risposta senza domanda. La ragione che riflette sull’esperienza è una ragione che tende a mettere tutto a confronto con il cuore, cuore nel senso biblico, cioè come quell’insieme di esigenze originali che ogni uomo possiede: bisogno di AMORE, di FELICITÀ, di VERITÀ e di GIUSTIZIA, con un desiderio di INFINITO. Il cuore è il nocciolo del trascendente interno (metafisica?), dove gettano le loro radici la verità, la bellezza, la bontà, l’unità che dà armonia a tutto l’essere. In questo senso definiamo la ragione umana; non il razionalismo da laboratorio, l’idealismo sradicato dall'esperienza o il nominalismo (quest’ultimo così di moda), che tutto possono, che pretendono di possedere la realtà possedendo il numero, l’idea o la razionalizzazione delle cose. O, se vogliamo andare ancora più in là, possedere la realtà dominando in maniera assoluta una tecnica che ci supera nel momento stesso dell’uso, cadendo così in quella civiltà che Guardini amava chiamare «la seconda forma di incultura». Vogliamo intenderci con una ragione che non si riduce, né si esaurisce nel metodo matematico, scientifico o filosofico. Ogni metodo, infatti, è adeguato al suo proprio ambito e rispetto al suo oggetto specifico.

 

 

01/12
2017

<asianews et foto> dialogo interreligioso: Fr1: L’apertura del cuore è condizione per una cultura dell’incontro, non è una teoria astratta, ma un’esperienza vissuta, ci permette di intraprendere un dialogo di vita, non un semplice scambio di idee

30/11
2017

<giornale>: Massimo Cacciari: "Natale non è solo dei cristiani, in ballo c'è la nostra civiltà; l'indifferenza avvolge cattolici e laici, non hanno presente il significato sconvolgente della festa». [CzzC: grazie, caro Massimo, ma che dire di quando nel 2005 <in Duomo a Milano> facesti l’elogio del vivere senza fede e senza certezze con un ideale intelligente di esistenza spesa all’insegna del dubbio? E picchiavi duro contro l’apologetica che deprimerebbe la vera fede? E dicevi di non capire quelli che trovano risposte alle domande grandi? Cambi? Continua]

28/02
2017

Premorienza indotta, sublimata da individualismo privato e statale: annoto censurato da Facebook un post di Mario Adinolfi. Stante la globalizzazione, le best practices cinesi ci precedono solo di pochi lustri; ma ci sarà pur sempre un residuo piccolo gregge ad indicare una luce che squarcia le tenebre e salva il cuore dell'uomo ... continua.

16/01
2017

«solo il cuore conosce» suona come un’affermazione più poetica che scientifica, ma è metafora di un rapporto tra il sapere e il credere; frase emblematica de “Il piccolo principe” <trailer> trasmesso stasera da <Canale5, sussidiario>. Mi ricorda il «Si vede bene solo con il cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi» (Antoine de Saint-Exupéry)

20/09
2016

<stampa>: ma i cristiani cosa testimoniano ai migranti che giungono in Europa? Dov’è finito il coraggio di agire, anche con fatica, che viene da un motivo, da una ragione affascinante, capace di mobilitare la nostra libertà?

16/03
2016

<news.va>: La fede cristiana non è un’idea ma la vita - Intervista al Papa emerito Benedetto XVI

14/09
2013

<avvenire>: Per Mancuso la questione decisiva non sarebbe la fede nella divinità di Cristo, tanto meno accettare la Chiesa; il punto decisivo non sarebbe né Cristo, né la Chiesa, ma la natura dell'uomo.

15/03
2013

<tempi>: nel 1999 Bergoglio, presentando un libro di Giussani, diceva: un semplice sguardo alla storia anche antica mostra come anche in culture differenti sorgano le domande di fondo che caratterizzano il percorso dell’esistenza umana: chi sono? da dove vengo e dove vado? perché la presenza del male? cosa ci sarà dopo questa vita? Sono domande che hanno la loro comune scaturigine nella richiesta di senso che da sempre urge nel cuore dell’uomo: dalla risposta a tali domande, infatti, dipende l’orientamento da imprimere all’esistenza. (Fides et ratio, par. 1)

28/10
2011

<tracce>: il senso religioso e il cuore dell'uomo

03/06
2006

<tracce>: Cristo mendicante il cuore dell'uomo, l'uomo mendicante il cuore di Cristo; uno che può veramente riempire il cuore

01/11
1996

La ragione non si risana senza la fede, ma la fede senza la ragione non diventa umana. Ratzinger: la fede trova corrispondenza nella natura dell'uomo; l'uomo infatti possiede una dimensione più ampia di quanto Kant e le varie filosofie postkantiane gli abbiano attribuito; nell'uomo vi è un inestinguibile desiderio di infinito.