Alcune domande sul rapporto Fede e ragione

Tra la abbondante pubblicistica in materia ho trovato particolarmente utili le encicliche Fides et ratio, Lumen Fidei. Per discernere rispetto alle obiezioni della cultura dominante oso distinguere il significato dei termini ragione e razionalità, essendo chiaro che le verità di fede non sono verità secondo il metodo conoscitivo empirio-matematico, ma essendo pure vero che se ritenessimo ragionevoli solo le conoscenze validate da tale metodo, poveri noi ...

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 21/09/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: ritengo che il razionale non esaurisca il ragionevole; domande su fede e ragione: scissione tra sapere e credere?

 

2010.10.06 E' vero che i più grandi scienziati sarebbero tutti atei? Alcuni sì, altri no; ad esempio vedi cosa disse Einstein, che pur non abbracciava alcuna religione: Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. <filosofiaescienza>: L’idea dell’ onnipotenza della razionalità così come quella dell’assoluta impotenza della ragione umana, non appartiene ai grandi scienziati (e neppure ai grandi filosofi), socraticamente convinti che più si penetra nella conoscenza, più si scopre la profondità del reale: vedi ad esempio qui scienza bellezza e mistero secondo Newton, Curie, Heisenberg. <aleteia/Agnoli>: scienziati credenti (e oranti <zenit>) che hanno cambiato la storia dell’umanità.

 

↑2009.12.24 Dostoevskij: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?». <sussidiario; J.Carron>: Forse nessuno più di Dostoevskij con questa domanda ne I fratelli Karamazov ha posto in modo sintetico e perentorio la sfida davanti alla quale si trova il cristianesimo nella modernità. La fede può sperare questo «perché essa trova corrispondenza nella natura dell’uomo» aspirante verso l’infinito. Per questo il vero ostacolo al cammino non è la nostra concreta umanità, ma la trascuratezza di essa. Tutto in noi grida l’esigenza di qualcosa che riempia il vuoto. Lo intuiva perfino Nietzsche, che non poté evitare di rivolgersi al “dio ignoto” che fa tutte le cose: «Rimasto solo, levo le mie mani/ (…) “Al dio ignoto”:/ (…) Conoscerti io voglio - te, l’Ignoto,/ Che a fondo mi penetri nell’anima,/ Come tempesta squassi la mia vita,/ Inafferrabile eppure a me affine!» (1864).

 

↑2009.09.07 In che senso la fede è amica dell'intelligenza? Benedetto XVI: Una fede amica dell'intelligenza per costruire una "nuova umanità" fondata sull'ascolto e sul dialogo, libera da egoismi, esclusioni, discriminazioni ... "Fedeli laici, giovani e famiglie - è stato il suo appello - non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell'esistenza umana". Anche se si succedono le stagioni della storia e cambiano i contesti sociali - ha aggiunto - "non muta e non passa di moda la vocazione dei cristiani a vivere il Vangelo in solidarietà con la famiglia umana, al passo con i tempi". [CzzC: vorrei sperare che anche altre fedi, oltre a quella che abbraccia Gesù, amino e rispettino la dignità umana, la libertà di credo e di opinione, quantomeno evitando di prescrivere e comminare male fisico ad inermi, rifacendosi allo scopo ad una diversa dichiarazione dei diritti umani]

 

↑2009.04.21 La fede dialoga volentieri con la componente metafisica della filosofia, ma che credito dobbiamo dare a quelli che sostengono che la metafisica è destinata a scomparire? Lectio magistralis di Agnes Heller: quando Hegel trasformò la metafisica da costruzione spaziale in costruzione temporale, aprì completamente la strada alla distruzione della metafisica. Questo è il significato dello slogan "la fine della filosofia". Quando Marx o Kierkegaard parlavano della filosofia stavano pensando ad Hegel. Ma ci sono due parole base di cui nessuna filosofia può sbarazzarsi tranne che con l'autoinganno. Queste due parole sono ESSERE e VERITA'. Esse non possono essere superate, rifiutate, o sostituite, anche se alcuni filosofi credono di essere riusciti.

 

↑1996.02.28 U.Eco chiede a Martini: «In cosa crede chi non crede?» e Martini a U.Eco: «Dove trova il laico la luce del bene?». Il confronto epistolare tra il cardinale Carlo Maria Martini e Umberto Eco (pubblicato da Liberal in gennaio 1996), su fede e non credenti, è stato tradotto integralmente persino in turco (vedi Avvenire 06/01/2010 pag 31) e apprezzato dai giovani. Cliccando qui vedi Repubblica 28/02/1996 che raccoglie pro/contro l'epistolario a proposito del fondamento della morale e della possibilità di un agire morale senza fondamenti religiosi.

 

↑1996.mm.gg Se (parlando come Kant) partissi da un a priori che Gesù non può essere Dio, che i miracoli sono illusione ? Ratzinger: La ragione non si risana senza la fede, ma la fede senza la ragione non diventa umana. L'uomo ha una dimensione più ampia di quanto Kant gli abbiano attribuito: nell'uomo vi è un inestinguibile desiderio di infinito e solo il Dio che si è reso finito è in grado di venire incontro alle esigenze del nostro essere.