Scienza, fede, certezza, mistero: intervista al fisico LUCIO ROSSI del CERN

spiega come la fede sia amica della ragione, il Mistero sia amico dell'intelligenza.

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Pagine correlate: scienza e fede; domande su fede e ragione: scissione tra sapere e credere? Bersanelli; Agnoli; «cielo stellato sopra di me, ...»

 

2019.04.04 <filosofiaescienza> da un post di Francesco Agnoli/2022.09 traggo un riassunto(*) delle risposte date dal fisico Lucio Rossi.

Chi è veramente religioso si pone le domande di senso (ad es. qual è il nostro destino?); la fede è sì certezza, ma di quella mai paga, il che accade anche nella scienza, pur se fede e scienza hanno domini diversi: l'una si pone più il come, l'altra il perché.

Il Mistero è l’intuizione che c’è una realtà che ne implica un’altra, il che accade anche nella natura delle leggi fisiche; la via della conoscenza è inesauribile, e, se riconosciuta e accettata, conduce all’Infinito: in questo senso il Mistero è amico dell’intelligenza, la stimola, non va contro la ragione, ma la spinge ad intuire, ad ammettere un oltre come aveva ben chiaro un filosofo scienziato come Blaise Pascal [CzzC: qui un riassunto più esteso; vedi anche Blaise Pascal e i giovani del 68]

(*) riassunto più esteso delle risposte date da Lucio Rossi
Chi è religioso veramente, lo è perché si pone molte domande (perché ci siamo? Qual è il nostro destino?), perché ricerca il senso ... L’uomo di fede è certo, ma una certezza mai paga, desidera che la sua comprensione sia via via più piena e convincente - per sé innanzitutto. Anche nella scienza accade qualcosa di analogo: la teoria sulla gravitazione di Isaac Newton è stata superata da quella di Albert Einstein e un domani avremo una teoria che sopravanzerà quella del fisico tedesco … la spiegazione sarà sempre più profonda e “più vera”… Certamente fede e scienza hanno metodi diversi, domini diversi; la scienza si pone più il come e la religione il perché, ma queste domande sono connesse tra loro, anche nel soggetto che se le pone.
Il Mistero è più di qualcosa che non si conosce, è l’intuizione che c’è qualcosa che apre ad un’altra realtà, che c’è una realtà che ne implica un’altra. Ci sono tanti misteri, anche la natura delle leggi fisiche, e la cosa più incredibile è che quando gettiamo luce su uno di essi questo ci apre ad altre e ancora più profonde questioni … Il Mistero mi sembra quindi strutturale, e per me si identifica con Dio. La via della conoscenza è inesauribile, e conduce –se riconosciuta e accettata – all’Infinito. In questo senso il Mistero è amico dell’intelligenza: la stimola, la nutre e la rilancia di continuo, perché non va contro la ragione, ma la spinge ad intuire, ad ammettere, qualcosa oltre la limitata ragione umana, come aveva ben chiaro un filosofo scienziato come Blaise Pascal