ultima modifica il 26/12/2017

 

Nietzsche e nichilismo: negare aspetti significativi della vita e il senso della realtà

Correlati: pagina in migrazione da nichilismo & relativismo; pensiero debole, verità, libertà, diritti umani, dignità umana; Leitmotiv L5

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<wikipedia>: il mondo e l'esistenza umana sarebbero privi di senso, scopo, valore etico, e la verità sarebbe irraggiungibile (in ciò vedi anche relativismo): attiene soprattutto l’esistenziale, cioè la vita sarebbe senza senso, senza obiettivo e valore intrinseco, non esisterebbe una morale basilare, perché tutti i sedicenti valori morali sarebbero artificiosità soggettive. Il nichilismo epistemologico nega ovviamente la metafisica ma neglige pure l’ontologia dubitando della possibilità di una conoscenza capace di affermare quantomeno che la realtà effettivamente esista.

Il nichilismo come il relativismo castra il nostro desiderio più umano (quello di significato), induce a perdere il gusto della vita e il rispetto delle altre persone che non siano funzionali al soddisfacimento delle individualistiche pretese dei più forti.

Quanto il nichilismo aborrisca l’uguaglianza biblicamente fondata, lo si capisce, ad esempio, da illustri padri della Shoah, guarda caso accomunati da misantropia, antisemitismo, cristianofobia fascino per animaliinduismo e buddismo: emblematico Hitler, ma anche suoi padri ideologici come Shopenhauer (di cui il Fürer adorava un busto nel suo studio al Berghof “il nido dell’aquila”) secondo il quale  <tempi> la «morale naturale» è un’invenzione; l’uguaglianza e l’idea della pari dignità degli uomini, derivazione del concetto biblico di Dio padre, esattamente come in Nietzsche, sono menzogne.

Tutto ciò non significa dire che Nietzsche non abbia scritto anche cose ottime: ad esempio a me piace questa «Chi ha un perché nella vita, può superare quasi ogni come», cui aggiungerei che più importante del come fare è il cosa fare.

 

 

10/12
2017

Il capitale odia il Presepe? Sì secondo <d.fusaro> per la “sdivinizzazione” (Heidegger) prodotta dal nichilismo del capitale, che non accetta simboli di trascendenza e riconfigura il Natale come sacro giorno di celebrazione del consumo, nuova religione di quello che Pasolini chiamava l’edonismo neolaico. [CzzC: sni: non è peculiarità del capitale quanto suddetto, c’è anche un capitale non avverso alla trascendenza e alla dignità dei più deboli, i cui peggiori nemici (è pur vero) sono solitamente devoti della dea pecunia, ma ... continua ]

23/03
2017

apprendo con sorpresa da <ladro di SC> un Nietzsche europeista che criticò gli spiriti “patriottardi” di fine ‘800 e appellò alla costruzione di una “nuova Europa”: in “Al di là del bene e del male” leggiamo:  «Grazie al morboso estraneamento che l’insania nazionalista ha interposto e tuttora continua a interporre tra i popoli europei, grazie egualmente ai politici dalla vista corta e dalla mano svelta che con l’aiuto di quella sono oggi in auge e non presentiscono minimamente quanto la politica disgregazionista che essi praticano debba necessariamente essere una politica d’interludio, grazie a tutto questo, e a qualcos’altro oggi del tutto inesprimibile, vengono ora trascurati, o arbitrariamente e mendacemente travisati, i segni meno ambigui in cui “la volontà che l’Europa ha di unificarsi” si manifesta».

15/02
2017

<ilLadro>: La follia cristiana di Emmanuel Carrère [CzzC: trovo splendida la conclusione della recensione: per Carrére Coloro che credono ciò che vedono perdono, coloro che vedono ciò che credono vincono. Se disprezzano le testimonianze dei loro sensi, se si liberano dalle esigenze della ragione, se sono pronti a passare per pazzi, allora hanno superato la prova. Essi sono i veri credenti, gli eletti: è di essi il Regno dei Cieli. Il problema, caro Carrère, è che se la fede è questa il cristianesimo non avrebbe resistito due settimane. Questo è il cristianesimo secondo Nietzsche - un’altra delle tue guide -, una fede da visionari, da pazzi. Chiudersi in casa va bene per le Meditazioni metafisiche di Descartes ma non per le relazioni umane; ed è qui il punto: Cristo è un fenomeno metafisico o un evento umano?

23/07
2016

<F.Agnoli>: questi pazzi che entrano all'improvviso e sparano, uccidendo decine di persone [CzzC: in un anno in USA 45 sparatorie a scuola, ma vale anche per ieri a Monaco], chi sono, se non i disadattati di un Occidente senza speranza, perché senza fede nella vita, nella famiglia, in nulla? [CzzC: fede e speranza dichiarano di avere gli illuminati piloti della cultura dominante, nella ... continua]

21/11
2015

<Lib&pers>: Le radici nichiliste del terrorismo. Il terrorismo è un fenomeno soprattutto moderno. Come i totalitarismi, come il nichilismo. Uno dei primi a descriverlo è Dostoevskij, nel suo I demoni. [CzzC: ma che si ammazzino inermi al grido di Allah Akbar forse Dostoevskij non l’aveva previsto]

14/04
2012

Anche rispetto al concetto di legge naturale mi pare vadano a braccetto nichilismo e relativismo: secondo una concezione positivista del diritto la maggioranza dei cittadini diventa la fonte ultima della legge civile: la ricerca del bene sarebbe subordinata in tal modo a quella dell'equilibrio dei poteri e il relativismo etico sarebbe concepito come una condizione della democrazia. Ma se fosse così, la maggioranza di un momento diventerebbe l’ultima fonte del diritto. La storia dimostra che le maggioranze possono sbagliare. Invece è la legge naturale il fondamento perché ognuno possa vivere rispettato nella sua dignità e difeso da arbitri e soprusi del più forte

18/10
2011

Non distante dal nichilismo mi appare l’emblema del pensiero debole: Gianni Vattimo: viva l'incerto! «Grazie a Dio sono incerto, o anche ateo – non idolatra, non verità-dipendente... E poi, una esistenza tutta certezza, che barba. Un po’ come il paradiso della tradizione:». [CzzC: commento ponendo domande a Vattimo e chiedendogli di segnalarmi in merito eventuale dissenso o istruzioni correttive]

22/09
2011

Irriterebbe il pensiero debole Benedetto XVI a Berlino: valori da fondare perfino al riparo del criterio di maggioranza: «In gran parte della materia da regolare giuridicamente, quello della maggioranza può essere un criterio sufficiente. Ma è evidente che nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell’uomo e dell’umanità, il principio maggioritario non basta».

06/06
2011

Piacerebbe al pensiero debole: <voceevangelica>: Alberto Bondolfi dell’ISR-FBK: un medesimo sentire di fede “non garantisce automaticamente un’unità di vedute nelle questioni morali[CzzC: mi chiedo se qui Bondolfi stia usando il trucco dialettico del lasciar confondere condizione necessaria con condizione sufficiente, magari pro relativismo non distante dal nichilismo]

21/01
2011

Papa alla Questura di Roma: nel pensiero moderno mancano riferimenti oggettivi al vero. Nota[1]

02/12
2010

Rio De Janeiro: i narcos, la guerriglia e il buon ladrone. «Il maggior pericolo che oggi l’umanità ... è la perdita del gusto della vita». Nota[2]

22/11
2010

Così il nichilismo ha "ingannato" il nostro desiderio più vero. Nota[3]

30/07
2010

Piacciono al pensiero debole i MAESTRI DI DUBBIO: davvero sarebbe dal dubbio che nasce la buona informazione? Davvero il dubbio sarebbe responsabile mentre la mancanza di dubbi sarebbe irresponsabile ? [CzzC: pongo domande all'autore]

30/09
2009

Benedetto XVI: "Non aver paura della VERITA' perché essa è amica dell’uomo e solo nell’amore per il bello e il vero si può offrire un futuro ai giovani"

24/09
2009

Ostellino: ha ragione Bagnasco, il NICHILISMO è la causa della nostra crisi

08
2009

Irriterebbe i nichilisti nostrani e il pensiero debole la Caritas in veritate [CzzC: un’enciclica che mi aiuta assai nella carità e nel sentire la fondatezza ragionevole del mio essere cristiano e di praticarla: vedi anche carità non solo materiale, verità, veritas in caritate o la carità è Dio]

12/08
2009

Tendenza “NICHILISTA” del pensiero contemporaneo con il suo doppio versante, quello della «dittatura del razionalismo», e quello della «dittatura del RELATIVISMO»

09/08
2009

Papa Benedetto XVI all'Angelus: «lager nazisti simbolo estremo del male, come il NICHILISMO contemporaneo». [CzzC: il Papa si riferisce soprattutto alle implicazioni relativistiche del nichilismo: non a caso, infatti, i piloti della nostra cultura dominante, tifosi del pensiero debole ...] E. Severino sul Corriere e A. Sofri su Repubblica criticano l'espressione del Papa. Anche V. Mancuso prende le distanze dal Papa, ma condivide la critica all'antropocentrismo moderno e l'impossibilità di un'etica senza trascendenza; per non parlare di Umberto Eco arrabbiato per la chiarezza antirelativistica di B16 tanto da sbeffeggiarlo come uno studentello; ma forse con tali stravaganze guadagna punti in candidatura Nobel per la letteratura]

11/12
2007

<atma>: "Spe salvi", il teologo ortodosso Olivier Clément: Marx e Nietzsche morti di speranza. La nuova Enciclica non seppellisce soltanto (come è stato sottolineato) l’ideologia "marxista" e le sue illusioni, che hanno sconvolto le masse, ma ci libera pure dalla visione "nicciana", ancora troppo legata al paganesimo ellenico ... La strada migliore per approfondire le origini cristiane è tornare ai Padri della Chiesa,

passati dalle attese dei filosofi greci all’idea di un’immensa eternità.

19/09
1981

Il Nome della rosa: Padre Sommavilla su La Civiltà Cattolica smaschera il nichilismo di Umberto Eco, quell’allegro nominalismo nichilistico che l’autore insinua nel suo recente romanzo ora vincitore del Premio Strega 1981. Ad es. ultima riga nell'ultima pagina del romanzo: Stat rosa pristina nomine, nuda nomina tenemus. Non abbiamo che i nudi nomi, cioè che le nude parole, le quali non dicono nulla tranne se stesse, non significano nessuna verità. Era la tesi dello strutturalismo francese. Un nudo nome è dunque e soprattutto quello della rosa a cui spetta il primo dei nomi, cioè Dio, che è dunque lo stesso nome del nulla. Nella stessa ultima pagina si era sentenziato Gott ist ein lautes nichts («Dio è un puro nulla»: nel senso di caos primordiale e finale).

 



[1] ... nel pensiero moderno si è sviluppata una visione riduttiva della coscienza, secondo la quale non vi sono riferimenti oggettivi nel determinare ciò che vale e ciò che è vero, ma è il singolo individuo, con le sue intuizioni e le sue esperienze, ad essere il metro di misura; ognuno, quindi, possiede la propria verità, la propria morale. La conseguenza più evidente è che la religione e la morale tendono ad essere confinate nell’ambito del soggetto, del privato: la fede con i suoi valori e i suoi comportamenti, cioè, non avrebbe più diritto ad un posto nella vita pubblica e civile. Pertanto, se, da una parte, nella società si dà grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, dall’altra, la religione tende ad essere progressivamente emarginata e considerata senza rilevanza e, in un certo senso, estranea al mondo civile, quasi si dovesse limitare la sua influenza sulla vita dell’uomo.

[2] «Il maggior pericolo che oggi l’umanità possa temere – afferma Teilhard de Chardin – non è una catastrofe che venga da fuori, una catastrofe stellare; non è la fame né la peste, ma invece questa malattia spirituale, la più terribile perché è il più immediatamente umano dei flagelli: la perdita del gusto della vita».

L’esempio concreto di taluni giovani educatori in alcuni asili e Centri educativi della nostra città, che hanno avuto la forza di cambiare vita anche dopo essere stati coinvolti nel traffico, ci permette di cominciare a dare un giudizio e, per questo, di iniziare un cammino: il cuore dell'uomo ha bisogno di essere educato, ciò significa che ha bisogno di incontrare qualcuno che lo risvegli, che lo aiuti a battere di nuovo con il desiderio che ha di bellezza, di verità e di giustizia, perché il cuore di qualsiasi uomo è fatto così, e deve trovare in questo mondo qualcosa che possa riconoscere come un bene, qualcosa per cui valga la pena vivere, perché così la vita diventa più umana, più vera, più degna di essere vissuta, senza dover ricorrere a momenti di fuga.

[3] Non si può non condividere il pensiero di Mauro Magatti quando afferma l’esistenza di un’illusione moderna secondo la quale ogni desiderio può aspirare a essere esaudito.

... Il desiderio moderno, nella sua riduzione emozionale, è tagliato dalle sue radici. Esso è socialmente legittimato solo quando appare deprivato da qualsiasi senso e si riduce al semplice desiderio di benessere e di gratificazioni sensoriali, da realizzare ovunque sia possibile: nella professione, nella disponibilità economica, nelle relazioni con gli altri, nella visibilità sociale e mediatica.