SOCIAL-COMUNISMO del 21° secolo: troverei efficace per il bene comune il socialismo indicato da economisti e politici della serie Bernie Sanders (ancora inapplicato però), mentre ...

vediamo fallire anche il socialismo latino-americano, con le esperienze del castro-chavismo; il socialismo cinese si chiamerebbe più propriamente capicomunismo, mentre i socialisti europei paiono addomesticati da finanza cinica, matrice di cultura dominante, illusi con armi di distrazione di massa, tenaci a conservare privilegi e rendite di posizione (vedi pubblica dipendenza reggente i governi, vedi pensioni smisurate rispetto alle difficoltà dei giovani); il socialismo sembra più favorire che impedire la tendenza a far cadere sotto la soglia di povertà milioni di persone che erano riuscite a tenervisi sopra.

Il socialismo parrebbe affine alla Dottrina sociale della Chiesa ben più del cinismo capitalista, ma dovrebbe essere promosso con progressivo coordinamento mondiale, con spinta democratica sostenuta dalle maggioranze lavoratrici in contenimento dei redditi speculativi: in un singolo stato il socialismo potrebbe solo scendere a compromessi con lo strapotere della finanza, altrimenti questa lo schianterebbe, visto che può pilotare una potenza monetaria 13 volte più grande del lavoro/pil mondiale.

Non sublima più il Che&Castro nemmeno quell’associazione nazionale amicizia Italia-Cuba, ormai sempre più analogabile a poco più che un’agenzia turistica.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 09/03/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: economia e finanza cinica; ricchezza mondiale; libertà; comunismo; capitalismo, capicomunismo; Bernie Sanders non è Chavismo; TdlCastroChavismo

 

2019.02.24 <arte.tv agi google cesi2017> Perché la sinistra continua ad inanellare sconfitte in Sudamerica? Marco Enriquez-Ominami (ex candidato socialista alla presidenza del Cile) lo chiede direttamente alla gente dell’Avana, e ai responsabili politici di oggi e di ieri: Nicolas Maduro <aff> in Venezuela, Evo Morales in Bolivia, l’ecuadoriano Rafael Correa oggi rifugiato in Belgio, la brasiliana Dilma Rousseff e l’uruguaiano José Mujica. La rivoluzione socialista in America Latina è appesa un filo: ferma a Cuba, agli sgoccioli in Venezuela, aggrappata a un solo uomo al potere in Bolivia; tradita in Ecuador; fallita nel suo compromesso globalista in Brasile; battuta alle urne in Colombia, ma ancora in moto in Uruguay. Come fare? [CzzC: il socialismo - che parrebbe affine alla Dsc ben più del cinismo capitalista - dovrebbe essere promosso con progressivo coordinamento mondiale, con spinta democratica sostenuta dalle maggioranze lavoratrici in contenimento dei redditi speculativi: in un singolo stato il socialismo potrebbe solo scendere a compromessi con lo strapotere della finanza, altrimenti questa lo schianterebbe, visto che può pilotare una potenza monetaria 13 volte più grande del lavoro/pil mondiale]

 

2018.08.12 socialismo meno abbagliato da illuminati immigrazionisti <deutsch> "dobbiamo aiutarli a casa loro!" dice Fabio De Masi, italo-tedesco personalità di spicco della Linke tedesca,  nonché uno dei promotori, insieme a Oskar Lafontaine e Sahrat Wagenknecht, del nuovo raggruppamento politico "Austehen!" il cui obiettivo è contrastare l'ascesa di AfD (3° partito) cercando di recuperare terreno sui temi sociali cari agli ex-elettori di sinistra passati ad AfD.

 

2018.08.11 <tempi> Il “no” alle grande opere blocca il paese e colpisce i lavoratori; per il presidente del Mcl <wikip>, Carlo Costalli, “non si può imboccare il sentiero ideologico della decrescita: essa infatti, con buona pace dei suoi sostenitori, ha ben poco di ‘felice’[CzzC: ravviserei anche delle buone ragioni sottese alla teoria della decrescita, che però, come il social-comunismo, non potrebbe essere utilmente applicata se non concertata globalmente: il singolo Paese che la scegliesse a differenza di altri concorrenti soccomberebbe in mercato globale: vedi Cuba]

 

↑2018.06.27 <cl> Il discorso di Emmanuel Macron ai Vescovi francesi ha provocato un profluvio di reazioni soprattutto incentrate sul passaggio in cui il Presidente francese dichiara necessario «riparare» il rapporto «danneggiato» fra lo Stato e la Chiesa. Si sono sollevate accuse di «attentato alla laicità» (specie da sinistra) e di «operazione elettoralistica» (specie da destra). Due esempi fra molti. «La laicità è la Francia», è il tweet arcigno dell’ex primo ministro socialista Manuel Valls, «ed essa ha un solo fondamento: la legge del 1905, quella della separazione fra le Chiese e lo Stato. Tutta la legge, nient’altro che la legge». Per Marine Le Pen, leader del Front National, Macron «anestetizza i cattolici in vista delle europee dell’anno prossimo».

 

↑2017.08.03 Diplomazia vaticana tenta di ridurre gli errori e le vittime del castro-chavismo: donde deriva il "potere" vaticano, che altrove sarebbe rifiutato come ingerenza?

 

↑2017.04.24 <linkiesta>: Non solo in Francia, le elezioni sono la tomba dei Socialisti. Hamon, il candidato del partito del presidente Hollande, ha preso poco più del 6%. Lo stesso è accaduto ai laburisti in Olanda e al Pasok greco. Prossima chiamata, le elezioni britanniche: lì Corbyn è messo ancora peggio. [CzzC: vedremo Germania M.Schulz]

 

↑2016.04.16 <stampa>: invitato al convegno sulla Centesimus Annus in Vaticano, Bernie Sanders incontra privatamente Fr1: «Dobbiamo rigettare le fondamenta di questa economia immorale e insostenibile ... la frode a Wall Street è la norma, senza vergogna. Molti dicono che dobbiamo accettare lo status quo, perché un’economia morale non è possibile, ma il Papa ci ha aperto gli occhi, e i giovani non accettano più questo sistema». [CzzC: se potessi, in USA voterei per te; anche se ti battesse la Clinton, batti questo chiodo per il bene comune]

 

↑2016.02.09 amico.fb mi segnala che Pertini disse “il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro[CzzC: mi pare che questo fosse insegnamento e prassi di Cristo ben prima che del socialismo reale, il che va fatto peraltro senza scoraggiare chi ha le capacità di creare e incrementare posti di lavoro produttivi, strumento che, per "portare avanti quelli che sono nati indietro", è assai più efficace di quanto abbia fin qui dimostrato l'assistenza pubblica del sociaslismo reale. Inoltre un sano socialismo non può reggere nei singoli paesi di un mercato globale senza essere sostenuto a livello globale, perché, altrimenti, vince sempre il paese che più sfrutta i produttivi e sacrifica i meno produttivi, come dimostra l'invasività del capicomunismo cinese che ammazza concorrenzialmente il nostro welfare e come dimostrano i fallimenti delle recenti esperienze socialiste sudamericane]

 

↑2015.07.09 Falce e martello senza stella a 5 punte potrebbe sostenere non indegnamente un crocifisso come quello donato da Morales a Papa Francesco? Questo fotomontaggio Cattonerd accosta la foto del dono in titolo con una foto di don Camillo in Russia: osservo che manca nella foto col Papa la stella a 5 punte, e la differenza non è di poco conto, visto il tanto male fisico ad inermi inferto dai tifosi della stella a 5 punte, mentre il martello servì nobilmente al Gesù falegname, che citò egregiamente la falce nelle parabole della mietitura. Senza contare che il socialismo non inquinato dai suddetti pentappuntiti è correlato a Cristo e alla dottrina sociale della Chiesa ben più che il cinico capitalismo schiavista dei più deboli. E chi sono i Cattonerd? Suona così male quel nome che anche la loro offerta di risata potrebbe risultare disgustosa ancorché sedicente inoffensiva.

 

↑2014.12.19 <apostatisidiventa>: ritengo infondata e maniacale l’apertura di questo articolo accostante Bergoglio all’Anticristo, mentre mi sento in sintonia con l’azione del Papa che, sulla scia dei suoi predecessori, corregge le devianze dei potentati vessatori di diritti umani fondamentali, più adoratori della dea pecunia che rispettosi della dignità umana. Secondo Sandro Magister sia Francesco sia Toni Negri individuano la sovranità mondiale vera in un dominio transnazionale del denaro, che alimenta le guerre per ingrossare i propri profitti, contro il quale solo la moltitudine dei "movimenti popolari" può portare a una "riappropriazione della democrazia" non formale ma sostanziale. [CzzC: come dargli torto? Vedi danni da potentati tutori dei petroldollari. Se Papa Benedetto XVI ha dichiarato necessario mettere le fondamenta della dignità umana al riparo anche del criterio di maggioranza/democrazia, la stessa necessità può essere usata, vietato l’uso del male fisico, per difendere i deboli dalle angherie dei più forti che li schiavizzano usando i trucchi della loro democrazia, armata con la brutale forza dissuasiva del loro potere in missili, in mega-fiananza, in multimedia-informativo e comunicativo, mentre si spacciano paladini di libertà brandendo omosessismo inquisitorio]

 

↑2014.12.18 <sole24h>: Dietro il disgelo Cuba-Usa il rischio crac del Venezuela: la caduta dell'ultimo muro che separa Miami dall'Avana, ha molti padri: Raul Castro e Barack Obama, ma anche Fidel, il Papa e persino la lobby economica della Florida ormai convinta dell'inutilità dell'embargo, in vigore da oltre 50 anni. Ma è la crisi venezuelana a essere stata determinante: Cuba da quasi tre lustri, riceve ogni giorno 110mila barili di greggio, che rivende oltre a garantire il funzionamento dei servizi essenziali; il crollo del prezzo del petrolio, spinge il Venezuela sull'orlo del collasso economico. L'inflazione supera il 60%, i beni di consumo più elementari scarseggiano. Il riavvicinamento è innanzitutto una questione di sopravvivenza.

 

↑2014.10.26 <alternativacomunista>: Cuba e Venezuela: un dibattito nella sinistra: Castrochavismo: auge e decadenza: I governi cubano e venezuelano contano sull’appoggio della maggior parte delle organizzazioni della sinistra mondiale. Quest’appoggio, tuttavia, ha vissuto il suo punto più alto nel decennio trascorso e oggi è in decadenza, accompagnando la situazione di crisi di questi governi.

<italianieuropei>: si incrina l’amicizia Cuba-Venezuela: Aléxis Márquez parla a nome della sinistra venezuelana contro il Chavismo: anche per gli amici cubani l’insigne venezuelano analizza la realtà di un paese con un’economia in ginocchio, altissimi indici di miseria, disoccupazione e delinquenza. Un paese diviso da odi feroci che si riversano anche sui cubani. «Duole vedere in Venezuela manifestazioni apertamente anticubane – sostiene Aléxis Márquez –... In passato mai nessuno si sarebbe azzardato a bruciare una bandiera cubana. L’odio verso Cuba è una conseguenza della politica di Chávez ... mi chiedo come mai Fidel Castro, che considero un grande statista, stia alimentando una situazione di questo genere sapendo che Chávez è un fenomeno transitorio. Non c’è petrolio che valga. Due popoli fratelli oggi si odiano ... Quanto bisognerà lavorare per ricucire strappi tanto profondi e dolorosi?».

 

↑2012.08.26 <pensierolibero>. socialisti e massimalisti in America Latina. Gli ideali rivoluzionari dei massimalisti non sono ancora sfociati in dittature repressive e autenticamente comuniste e i riformisti, ad oggi, rappresentano grazie al Brasile la maggiore potenza economica del Sudamerica. L’America Latina oggi si batte contro le grandi lobby finanziarie mondiali come il Fondo Monetario Internazionale e contro il capitalismo degli Stati Uniti d’America per raggiungerne indipendenza. Le due grandi correnti socialiste, come anche nel secolo scorso in Europa riformisti e rivoluzionari, oggi sono interpretate dai “lulisti” e dagli “chavisti”, i primi più moderati rispetto all’Alleanza bolivariana rappresentati dal Venezuela di Chavez. Ma le due grandi correnti socialiste questa volta non sono in lotta fra loro, grazie anche al fatto che i riformisti socialdemocratici oggi col Brasile rappresentano la maggiore potenza del socialismo sudamericano.

Le differenze tra i neo riformisti latini e i neo rivolucionarios starebbero in

- accettazione o meno del sistema democratico dell’alternanza: i nuovi massimalisti hanno infatti il difetto di “innamorarsi” troppo del potere con riforme istituzionali che lo prorogassero;

- presenza di donne leader tra i riformisti (Rousseff/Brasile, Kirchner/Argentina, Chinchilla Miranda/Costa Rica;

- simpatie di Hugo Chavez nei confronti dell’iraniano Ahmadinejad.

Sono annoverabili tra i rivoluzionari/chavisti oltre a Hugo Chavez, Evo Morales/Bolivia; Raul Castro/Cuba, Daniel Ortega/Nicaragua; Rafael Correa/Ecuador.

Siamo di fronte alla battaglia socialista del Ventunesimo secolo?

 

↑2012.02.gg <bentornatabandierarossa>: Il Socialismo sudamericano: un faro per il mondo. Appunti a margine di un viaggio in Venezuela. Caracas: centro propulsore continentale dell’integrazione latino-americana e capitale mondiale del cosiddetto “Socialismo del XXI° secolo”.