modificato 16/11/2017

 

Venezuela e il fallimento del castro-chavismo

Correlati: socialismo del 21° secolo

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<Wikip>: strutturato in 23 Stati e un distretto federale (Capital), 28M abitanti, il Venezuela è ancor oggi considerato un paese in via di sviluppo con un'economia basata principalmente sul petrolio. Sotto il governo di Maduro sono emersi gravi problemi economici, derivanti dalle politiche economiche di Chavez, che hanno portato a razionamenti e scarsità anche di generi di prima necessità, il che, unito ad accuse di corruzione e cattiva gestione del governo del paese, ha portato a forti proteste popolari nella seconda metà del 2013. Le proteste, che hanno causato diverse vittime, proseguono nel 2014 e dopo ancora.

 

 

15/11
2017

<s24h>: Venezuela, default di un solo giorno con «l’aiutino» di Russia e Cina [CzzC: lo leggo come indicatore di possibili alternative all’imperialismo del petroldollaro, cambiamenti che, in casi come questo, non parrebbero in peggio]

01/09
2017

<tempi>: fuga dal Venezuela: un paese in ginocchio preda di un regime che non permette l’arrivo di aiuti destinati agli enti caritativi. Come si arrangiano i venezuelani: numeri, drammi, abusi

26/08
2017

Colgo questa bella foto del Che Guevara alla finestra del Circolo Arci di Brentonico: «hasta la victoria siempre» [CzzC: concorderei se si trattasse di vittoria del Bene sul male, della giustizia sull’ingiustizia senza sacrificare innocenti, ma a ben guardare la storia reale del Che e dei regimi che lo vessillano, non ultimo il castro-chavismo ...]

03/08
2017

Diplomazia vaticana tenta di ridurre gli errori e le vittime del castro-chavismo: donde deriva il "potere" vaticano, che altrove sarebbe rifiutato come ingerenza?

12/05
2017

<tempi>: Maduro ha cacciato il ministro della sanità del Venezuela che aveva reso noti i dati sulla mortalità infantile aumentata del 30%. [CzzC. commento]

11/05
2017

<tempi>: Chi è il venezuelano padre Sosa Abascal, attuale superiore generale dei Gesuiti (papa nero). [CzzC: che sia per questo che il Vaticano può dettare condizioni a Maduro per far da mediatore?]. Il pontificato di Fr1 tiene insieme sant’Ignazio e la Chiesa “in uscita”: indagine con interventi di Aldo Maria Valli ...

18/12
2014

<sole24h>: Dietro il disgelo Cuba-Usa il rischio crac del Venezuela: la caduta dell'ultimo muro che separa Miami dall'Avana, ha molti padri: Raul Castro e Barack Obama, ma anche Fidel, il Papa e persino la lobby economica della Florida ormai convinta dell'inutilità dell'embargo, in vigore da oltre 50 anni. Ma è la crisi venezuelana a essere stata determinante: Cuba da quasi tre lustri, riceve ogni giorno 110mila barili di greggio, che rivende oltre a garantire il funzionamento dei servizi essenziali; il crollo del prezzo del petrolio, spinge il Venezuela sull'orlo del collasso economico. L'inflazione supera il 60%, i beni di consumo più elementari scarseggiano. Il riavvicinamento è innanzitutto una questione di sopravvivenza. [CzzC: vedi socialismo del 21° secolo]

26/10
2014

<alternativacomunista>: Cuba e Venezuela: un dibattito nella sinistra: Castrochavismo: auge e decadenza: I governi cubano e venezuelano contano sull’appoggio della maggior parte delle organizzazioni della sinistra mondiale. Quest’appoggio, tuttavia, ha vissuto il suo punto più alto nel decennio trascorso e oggi è in decadenza, accompagnando la situazione di crisi di questi governi.

15/07
2014

La situazione del Venezuela raccontata dl vescovo Ovidio Perez Morales: La vita politica è come una tenaglia che si sta chiudendo ... È un totalitarismo basato sul modello cubano che comprende i media, il sistema educativo, l’ethos del popolo e i suoi valori, modello inefficiente perché depotenzia la società assorbendola nello Stato ... Più che di socialismo e comunismo si tratta di statalismo feroce dove tutto dipende dal governo centrale e la base non ha nessun potere, un capitalismo di Stato incentrato sul lìder maximo. Non si nega che il chavismo abbia dedicato molta attenzione ai poveri, ma prevalentemente in un’ottica di propaganda e di creare dipendenza verso lo Stato piuttosto che di autentica promozione dei poveri: il bilancio dello Stato è alimentato prevalentemente dalle entrate petrolifere, ma solo dal 40 per cento circa dei profitti del petrolio; l'altro 60 per cento va a un fondo di stabilizzazione macroeconomica che il capo dello Stato utilizza a sua discrezione, senza rendere conto a nessuno, ad esempio con le misiones populares e gli aiuti internazionali ai paesi amici: il governo non avrebbe al suo servizio una clientela di stati latinoamericani che alle riunioni dell’Osa votano come vuole lui, se non disponesse dei proventi del petrolio.

2012

<italianieuropei>: si incrina l’amicizia Cuba-Venezuela: Aléxis Márquez parla a nome della sinistra venezuelana contro il Chavismo: anche per gli amici cubani l’insigne venezuelano analizza la realtà di un paese con un’economia in ginocchio, altissimi indici di miseria, disoccupazione e delinquenza. Un paese diviso da odi feroci che si riversano anche sui cubani. «Duole vedere in Venezuela manifestazioni apertamente anticubane – sostiene Aléxis Márquez –... In passato mai nessuno si sarebbe azzardato a bruciare una bandiera cubana. L’odio verso Cuba è una conseguenza della politica di Chávez ... mi chiedo come mai Fidel Castro, che considero un grande statista, stia alimentando una situazione di questo genere sapendo che Chávez è un fenomeno transitorio. Non c’è petrolio che valga. Due popoli fratelli oggi si odiano ... Quanto bisognerà lavorare per ricucire strappi tanto profondi e dolorosi?».

17/12
2013

Il Venezuela verso il disastro economico: Nonostante questa nazione venga additata come esempio del successo delle teorie economiche d’estrema sinistra, la realtà dei fatti è che il Venezuela sta collassando su sé stesso, e che la sua economia, così impostata, non è in grado di resistere a lungo, se non al costo d’un’estrema perdita di benessere da parte dei cittadini.

02
2012

<bentornatabandierarossa>: Il Socialismo sudamericano: un faro per il mondo. Appunti a margine di un viaggio in Venezuela. Caracas: centro propulsore continentale dell’integrazione latino-americana e capitale mondiale del cosiddetto “Socialismo del XXI° secolo”.

2000

<italianieuropei>: Chávez/Venezuela mira ad essere leader del Terzo Mondo: Visita nazioni proibite come Libia e Iraq, lancia dichiarazioni di fuoco contro il neoliberalismo e gli Stati Uniti, flirta con le FARC colombiane, si schiera a fianco dei no global. E, soprattutto, si dichiara apertamente amico di Cuba e di Fidel. Amicizia che si traduce in fiumi di petrolio che annacquano gli effetti dell’embargo americano. Il 30 ottobre del 2000 Venezuela e Cuba firmano il «Convenio Integral de Cooperación». Il Venezuela si impegna a fornire petrolio (fino ad un massimo di 53.000 barili al giorno di crudo e prodotti derivati), Cuba assistenza nelle aree dell’agricoltura, della medicina e dello sport. Migliaia di dollari escono dalle tasche dello Stato venezuelano per finanziare scambi di ogni tipo con Cuba. Piovono denunce di ingerenza cubana nei servizi segreti venezuelani. L’opposizione reagisce con rabbia alla presenza nel paese di medici e maestri cubani mentre negli ospedali, per mancanza di tutto, i medici locali giocano macabre roulette russe con la vita dei pazienti.