La RESISTENZA al nazi-fascismo fu gloriosa, ma anche lordata da partigiani comunisti che commisero crimini contro inermi e da attuali che li dissimulano

La Resistenza italiana (detta anche partigiana o "2° Risorgimento" fu l'insieme delle azioni e dei movimenti politico-militari che in Italia dopo l'armistizio di Cassibile si opposero al nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana. Alla resistenza contribuirono vari orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, cattolici, liberali, repubblicani, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), dai cui partiti provennero i primi governi del dopoguerra.

Affini: il triangolo della morte o triangolo rosso <wikipedia> zona dell’Emilia dove tra il 1943.09 e il 1949 si registrarono più numerose le vittime causate dalla “giustizia partigiana” attribuite a militanti di formazioni di matrice comunista.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 22/03/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: storia; i gendarmi della memoria; il sangue dei vinti; nomi di preti uccisi; 14 aprile 1948

 

2019.01.21 <foglio> Eravamo comunisti, in guerra col terrorismo: gli anni Settanta a Torino, le Brigate rosse e il Pci, il diritto alla delazione, la collaborazione con i magistrati e la polizia. Giuliano Ferrara spiega la posizione della sinistra in quel momento storico e perché sia ingannevole l’equazione di Salvini brigatisti=comunisti; così come Luciano Lama nel suo “Intervista sul sindacato” del 1976, chiarì la posizione del PCI verso chi dopo aver partecipato alla Resistenza pensava che “non sarebbe finita” [CzzC: però il PCI e la Cgil non hanno ancora stanato e denunciato i compagni che in fabbrica brindarono al rapimento Moro, non molto distonici rispetto a quelli che oggi dall’Italia si oppongono all’estradizione dei loro compagni condannati per terrorismo]

 

↑2018.11.13 <nbq> Compagno Drago e gli altri: i serial killer protetti dal Pci. Con il libro Compagno mitra hanno nome e volto quei partigiani che uccisero nemici politici e innocenti padri di famiglia. Molti fatti raccontati dallo storico Gianfranco Stella sono noti. Quel che non era noto erano i nomi dei killer e delle bande di gappisti che agivano indisturbati in nome della giustizia proletaria con omicidi, razzie, sequestri ed estorsioni riuscendo a sfuggire alla giustizia o salvandosi con pochi anni di carcere. Come il partigiano Drago: un killer spietato che ammazzò 150 persone, tra cui il sacerdote don Dante Mattioli, il cui corpo non venne mai trovato. Coperto dal Pci, sconosciuto ai libri di storia, nessuno lo disturbò mai e morì nel suo letto con al collo una medaglia al valor militare.

 

↑2018.08.gg <wikipedia> il comunista Francesco Moranino (Gemisto) capitanava i partigiani che nell’estate del 1944 compirono nel Biellese la strage della missione Strassera. Emanuele Strassera, agente dell'OSS, era stato inviato in Liguria dalle forze alleate con il compito di coordinare la lotta partigiana. Egli contattò Francesco Moranino e arruolò quattro partigiani. Cinque partigiani della missione, sospettati di essere spie nazifasciste, furono fucilati il 1944.11.26 in località Portula <giornale>, attirati in un'imboscata. Il 1945.01.09 furono assassinate anche le compagne di due dei partigiani uccisi, Maria Santucci e Maria Francesconi, perché stavano per scoprire la verità sulla sorte dei loro mariti. Gli assassini cercarono di far ricadere la responsabilità della morte delle due donne sui fascisti.

 

↑2018.04.25 <dire> La Comunità Ebraica di Roma diserta la manifestazione unitaria dell’Anpi per il 25 aprile per la presenza di associazioni filo palestinesi al corteo dei partigiani: «L’equidistanza tra i simboli di chi combatteva con i nazisti e quelli della Brigata Ebraica è inaccettabile e antistorica e se l’Anpi non ha la forza e la volontà di delegittimare la presenza di questi gruppi viene meno il senso di una manifestazione unitaria.»

 

↑2018.02.10 <stampa> Antonio Vatta, presidente della Consulta regionale dell’Anvgd - l’Associazione piemontese degli esuli istriani ha accusato membri dell’Anpi di «aver avviato una dolorosa e ingiustificata campagna denigratoria, organizzando convegni e diffondendo documenti in cui negano il dramma che colpì la nostra gente alla fine della Seconda guerra mondiale». Fassino si associa «Nessuna interpretazione può cambiare i fatti: chi nega o cerca delle giustificazioni al dramma delle foibe e dell’esodo istriano, compie un errore inaccettabile».

 

↑2017.09.14 <ansa> Il 30/09 dovrebbe essere inaugurata a Noli una targa per ricordare Giuseppina Ghersi, una tredicenne di Savona violentata e uccisa dai partigiani pochi giorni dopo la liberazione. Ma l'associazione partigiani insorge. "Siamo assolutamente contrari. Giuseppina Ghersi era una fascista" dice Samuele Rago, presidente provinciale dell'Anpi. [CzzC: sei così rosso ottuso da non capire che si trattava di una ragazzina?]

 

↑2017.04.20 <stampa>: negli Anni 30 del Novecento il nazionalismo arabo, nella sua (legittima) lotta per l’indipendenza, cercò e ottenne sostegno da fascisti e nazisti: il gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini, una delle più alte autorità dell’Islam sunnita, fu alleato e amico di Hitler e lo incoraggiò a perseguire sino in fondo il programma di sterminio del popolo ebraico. [CzzC: stendiamo un velo pietoso sul passato, ma oggi offenderebbe la nostra lotta di liberazione chi marciasse il 25 aprile con palestinesi che brandissero in statuto la distruzione di Israele o escludesse gli Ebrei dalla marcia]

 

↑2017.01.02 <identnazional, wikipedia>: storia dei preti uccisi dai partigiani (libro di Roberto Beretta): 130 uccisi, dal 07/08/1941 al 04/02/1951. In alcuni casi, rari, i killer sono stati perseguiti, ma su moltissimi altri casi regnano buio e omertà [CzzC: sarebbe opportuno poter linkare le fonti probatorie in questa lista di nomi di preti assassinati in correlazione con la parte criminale della reazione comunista al nazifascismo]

 

↑2016.08.14 <avvenire>: 70 anni fa 18/08/1946 la strage di Vergarolla a Pola tra migliaia di polesani accalcati sulla spiaggia esplosero 28 ordigni: i resti di un centinaio di persone (donne, bambini) arrossarono il mare e ricaddero a brandelli sulla pineta per centinaia di metri. La più sanguinosa strage terroristica di italiani inermi fu subito insabbiata, senza che nessuno fornisse conferme sui mandanti, indizi che oggi, per la prima volta, arrivano dall’altra parte del mondo: «Chi furono i mandanti a Vergarolla? La gerarchia titina, presente a Pola in quel primo dopoguerra! E tra di loro, purtroppo, anche nomi di vecchi polesani, per ideologia comunista alleatisi con Tito», afferma dall’Australia Claudio Perucich, partito da Pola a 7 anni.

 

↑2016.04.26 <avvenire>: La Resistenza dei cattolici: «Noi ribelli per amore» è un documentario storico in onda su Tv2000, che riporta le testimonianze di alcuni partigiani cattolici.

 

↑2016.04.25 <bussolaq>: decine di preti uccisi dai partigiani comunisti. Partendo dalla storia del beato Rolando Rivi <wikip, tempi, bb, , ucciso dai partigiani comunisti in odio alla fede sul finire della seconda guerra mondiale, un dossier de Il Timone affronta le storie di altri preti uccisi dalla violenza rossa. Che fare della loro memoria? La Chiesa, con la beatificazione del seminarista martire, ha sancito che nel biennio '44-'46 si moriva in odium fidei. [CzzC commento]

 

↑2015.08.05 <fb>: foto di alcune crudeltà dei partigiani su donne, ad esempio gli assassini di Giuseppina Gherisi di appena 13 anni, pestata, seviziata e giustiziata con un colpo alla nuca da partigiani comunisti con l’accusa di essere al servizio dei fascisti (la sua famiglia non era neppure iscritta al Partito Fascista): la colpa? Era stata premiata direttamente da Mussolini per aver svolto con merito un concorso a tema.

 

↑2013.11.26 <fattoq>: Mostra sul beato Rolando Rivi<wikip>, ucciso dai partigiani, ma la scuola di Rio Saliceto (RE) ne nega agli studenti la visita perché “Infanga Resistenza”.

 

↑2012.10.07 <giornale>: esecuzioni, torture, stupri: le crudeltà di troppi partigiani per i quali la Resistenza mirava alla dittatura comunista: le atrocità in nome di Stalin non sono diverse dalle efferatezze fasciste, anche se qualcuno ancora lo nega.

 

↑2012.04.25 <qelsi> L’elenco delle ausiliarie della RSI uccise dai partigiani rossi (alcune dopo essere state brutalizzate) nonostante si fossero arrese e pure a guerra finita

 

↑2005.05.06 <corriere>: dopo 60 anni a Modena viene ri-espulso dai Ds l' ex partigiano Dante Bottazzi, 83 anni, responsabile di 3 omicidi nel «triangolo della morte». Il Pci lo aveva cacciato nel 1946 "per indegnità", come scrisse l' Unità. Siamo a 15 anni dalla richiesta di verità di Otello Montanari. L’ex partigiano era stato condannato per tre omicidi - un parroco, un carabiniere, un compagno «delatore» -, indicato dagli storici tra i capi della banda che insanguinò questo pezzo di Emilia, fuggito in Jugoslavia, amnistiato, racconta oggi a una tv locale: «Sono tornato al paese, e mi sono riscritto al partito». Che ora, tra le polemiche, lo riespelle. Dal libro di Giampaolo Pansa Il sangue dei vinti: «Anche l' altro capo del gruppo si atteggiava a teorico. Era Beta, 23 anni, già seminarista e poi studente universitario. Ad avviarlo al sacerdozio era stato...»

 

↑2001.03.gg Eccidio di Malga Zonta (Folgaria TN) <s.collotta>: Quando nel 1996 il presidente della Camera Luciano Violante propose di comprendere meglio le vicende della guerra civile 1943-1945, si tentò con maggior insistenza di rivedere anche la discussa vicenda di Malga Zonta: oltre a Lorenzo Trenti Falck e Francesco Piscioli, che proposero di rifare la lapide che ritenevano infarcita di menzogne, grande eco ebbe l’intervento di Pier Giorgio Plotegeher, consigliere provinciale di AN che chiese alla Giunta PAT di rivedere gli eventi, affinché non venisse eroicizzato chi aveva saccheggiato e messo in pericolo la popolazione sugli altipiani, citando i recenti studi dello storico trentino Fernando Larcher. Emblematico il titolo di un incontro-dibattito 2001.06 tra studiosi veneti e trentini dal titolo “Malga Zonta e l’uso politico del passato”, che esprime la consapevolezza di come, grazie a nuovi studi, si potesse constatare che alcune cose andavano riviste sotto un'altra luce rispetto ai resoconti eroicizzanti della prima storiografia resistenziale

 

↑1945.mm.gg dovrei annotare qui la firma di Scalfaro che a guerra finita condannò a morte ... pochi giorni dopo gli alleati avrebbero tolto ai partigiani la temporanea licenza di farsi giustizia da soli. Secondo te la memoria storica di quella sentenza per nulla avrà giovato a portare voti.sx pro sua elezione a Presidente della Repubblica; io sarei un po’ meno sicuro.

 

↑1945.mm.gg Traggo da gendarmi della memoria: quel giorno sia Alberto che Tina Morselli erano già morti assassinati, Alberto con più colpi di rivoltella, Tina, invece, prima di essere soppressa venne stuprata da tre dei partigiani che l’avevano rapita ... Uno degli assassini dei Morselli, che era anche uno degli stupratori di Tina, morì nel 1998 (era stato condannato a trent'anni di reclusione per un altro omicidio: quello di Emilio Missere, segretario della Dc di Medolla, ma di carcere ne fece ben poco per le ragioni descritte nel panegirico che gli dedicò il giornale dell'Anpi modenese: «Indomito combattente della libertà, dopo la Liberazione è stato vittima delle persecuzioni antipartigiane, senza mai attenuare il proprio impegno in difesa dei valori della Resistenza e dell'antifascismo».

 

↑1944.mm.gg – 1945: Alla Resistenza partecipò anche don Giuseppe Dossetti e divenne Presidente del CLN di Reggio Emilia, anche se rifiutò sempre di usare le armi. Nel 1945 divenne vicesegretario della DC e nel 1946 fu eletto alla Costituente.

 

↑1944.mm.gg – 1945: il comandante Mauri (Enrico Martini) partigiano: in venti mesi di combattimenti nelle Langhe e Monferrato contro i nazifascisti, forma il I Gruppo Divisioni Alpine del C.V.L. che al 25 aprile 1945 conterà nove divisioni partigiane con circa diecimila uomini. Contribuisce ampiamente alla liberazione di Torino, Asti, Alessandria, Alba, Bra, Mondovì, Ceva, Savona, dopo aver pagato alla Causa della Libertà un tributo di novecento morti e di oltre mille feriti e mutilati, ma, siccome non era comunista, il CLN di CN esitava a riconoscerlo come comandante, adducendo che non era sufficientemente conosciuto: il comandante replicò: « ... in verità anch'io, in venti mesi di guerra combattuta sui due terzi di quella provincia, non ho mai avuto il piacere di sapere che esistesse un CLN provinciale. Ma non tengo a conoscerlo neppure oggi» (Mauri, Con la Libertà e per la libertà, pag. 9)