Nella COLONIA DI ROVEGNO furono imprigionati dai PARTIGIANI decine di militari e civili della R.S.I. e di soldati tedeschi: furono massacrati dai loro carcerieri nel 1945?

sì secondo alcune fonti, come quelle che annoto qui ante 2020; no secondo quest'altra

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 01/07/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: storia; i gendarmi della memoria; il sangue dei vinti; nomi di preti uccisi; 14 aprile 1948

 

2020.07.01 ricevo da NC copia della lettera 1946.01.31 con cui il Questore segnalava al Sindaco di Rovegno che «sono venute alla luce varie fosse di cadaveri che si presumono contengano circa seicento salme non identificate ... il Procuratore ... comunica nulla osta alla riesumazione dei cadaveri su ordine del Sindaco, procedendosi, se ed in quanto possibile, al loro riconoscimento ed all'accertamento delle cause della morte».

NC commenta: «Le esecuzioni dei prigionieri, iniziate il 15 febbraio 1945 con l’uccisione di trenta militari islamici della “Turkestan” e proseguite tra il 22 e il 23 marzo con 42 tra alpini e bersaglieri, un ufficiale russo della Turkestan e alcuni georgiani, raggiunsero l’apice a cavallo della Liberazione con la consapevolezza che eventuali scambi coi prigionieri partigiani non sarebbero stati più necessari: i corpi trovati in fosse comuni vicino a Rovegno secondo comunicati della Prefettura e del Comune di Genova del 1946 furono seicento.

Detto questo, ti ricordo che mentre l’ordine di uccidere i partigiani della Osoppo e della missione Stradella [CzzC: vedi anche missione Strassera] è arrivato dal PCI, in questo caso le responsabilità sono solo degli autori della strage».

[CzzC: cbdi: si tratta di verità storica documentata per numeri, nomi ed autori della strage? <wumingfoundation> riferisce di soli 50 cadaveri ritrovati e liquida l'orrore della colonia di Rovegno come una montatura neofascista]

 

↑2014.10.gg <agerec> “Da questa colonia divenuta la loro prigione non fecero ritorno 129 militari e civili della R.S.I. e 31 soldati tedeschi, molti altri ancora riposano per sempre tra questi boschi senza croce. Per loro e per chi li attese oltre ogni speranza una preghiera.”

 

↑2012.12.04 <thule.it> dopo l'8 settembre 1943 43, la colonia venne sequestrata e diventò comando della brigata partigiana “Cichero” comandata da Aldo Gastaldi (Bisagno), capo di s.m. Marzo (G.B.Canepa), commissario Lucio (Athos Bugliani), vice comandante Dino, vice commissario Nino, intendente Martini, vice intendente Nero, all’incirca novecento persone. Da quel momento la ormai “ex colonia” divenne luogo di mattanza e tortura per tutti i militari e civili aderenti alla Repubblica Sociale Italiana e anche per i soldati tedeschi e kasaki (162° Divisione turkmena) catturati dai partigiani.

 

↑1996.mm.gg <LuxNotizie> A Rovegno non vi era la base di un reparto militare, ma un covo. Dal 22 marzo 1945 si susseguirono uccisioni ed i boschi attorno alla colonia si riempirono di fosse: cadono i militi diciassettenni, viene ucciso il Maggiore Garibaldo, ufficiale dei bersaglieri eroe della Grande Guerra, muore sotto le raffiche di sten la giovane Bianca Canavesi accompagnata alla morte da un anziano magistrato, viene assassinato il giovanissimo Dino Campora di Sarezzano (AL), muoiono gli ufficiali tedeschi e cadono i loro soldati, quei “mongoli” della 134ma Divisione Turkestan volontari contro il comunismo. Si svuota la bella colonia e si riempiono le fosse; in una, la più grande, verranno trovate 39 salme. Gli ultimi a cadere sotto il piombo inglese sparato da mano fratricida sono le due persone più “importanti”, il Maggiore Celeste Giannelli, comandante della Brigata Nera di Tortona, il cui figlio è già stato ucciso, ed il militare Paolo Grazzini, figlio del vicefederale di Genova. Forse avrebbero potuto servire per uno scambio di prigionieri, ma quel giorno non servono più, è il 29 aprile, la guerra è finita. Nei mesi successivi inizia il calvario dei familiari per il recupero delle salme, dalle fosse vengono estratti i miseri resti deturpati dalla decomposizione e dagli animali: 72 italiani e 3 tedeschi avranno un nome, per altri 85 uomini nessuno potrà mai testimoniare l’identità. Quando la sorella di Grazzini chiese ad un partigiano “Perché li avete uccisi?”, ricevette una risposta agghiacciante “Erano fascisti e poi non potevamo lasciarli andare per come erano ridotti”.