PASSO BUOLE (Termopili d'Italia): ritrovata la CAPPELLA SAN MARCO a cima Selvata tra Coni Zugna e il passo

era stata costruita dai soldati italiani durante la prima guerra mondiale.

<alainfo dolomiti adigetto trentino voce> Domenica 2017.07.02 dopo cent'anni si è tornati a celebrare una Messa nel luogo dove era stata costruita una chiesetta dalla Brigata Venezia durante la Prima guerra mondiale; il sito è stato ritrovato da Paolo Leonardi ed è tornato alla luce grazie al lavoro dell'associazione Memores; non c'era la campanella originale, ma a riprodurre i suoi rintocchi ci ha pensato Paolo [CzzC: con due picconi dell'epoca <mp4>].

<trentinoGrandeGuerra> musei e associazioni.

Passo Buole <visto dall'alto.fb>

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 25/04/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: la guerra fa strage di diritti umani, storia, interventismo italiano, Alto Adige, spartiacque

 

 

ruderi 2017                                           ruderi anni 30

 

2022.04.25 traggo da <oglioponews>alcuni nomi di religiosi nella resistenza e nella liberazione: don Primo Mazzolari n1890 (praticò la resistenza che porta al sacrificio di sé per il bene comune, come dice nella "Lettera a un partigiano"); don Luisito Bianchi n1927; beato Teresio Olivelli n1916; monsignor Enrico Assi n1919; Demetrio Annibale Carletti n1888 (lo ricordo perché fu cappellano e gran combattente a Passo Buole nel 1916; a Marani salvò dalla fucilazione 4 soldati che si erano allontanati dalle trincee dello Zugna; dopo la guerra fu spretato perché diffidente sul dogma della infallibilità del Papa); don Oreste Vismara; don Sisto Bonelli n1915 detto don Corsaro; don Giuseppe Piccoli n1900; don Mario Corradi, un giusto; don Lino Curti; don Nino Belli; don Remigio Marocchi; don Adolfo Rossi; don Lodovico Bonini.

 

2019.10.20 <VT> a Passo

 una croce corce in acciaio cortèn in memoria degli Stanschützen a cura di varie associazione tra le quali Memores e Ascaut. Musikkapelle Kalisberg alla tromba "Ich hatte einen Kameraden"

 

↑2018.10.20 <giornaletn> Passi e riflessioni di pace fino a San Valentino: da Marani con l’associazione Memores un cammino per la riconciliazione Parrocchia di Ala con i Kaiserjäger di Innsbruck per ricordare la Grande Guerra

 

↑2018.06.28 <adiget> Una targa in val di Gatto in ricordo dei caduti. In una sola notte, nel dicembre del 1916, morirono 36 soldati italiani della brigata di Macerata, sepolti da una valanga

 

↑2017.04.12 <avvenire>: l’infiltrazione della massoneria di stampo francese ai vertici dell’Italia nel 1914 era imponente: vi aderivano 74 deputati e 8 senatori, ma, soprattutto, 5 ministri (su 12) del primo gabinetto Antonio Salandra, in carica al tempo dell’attentato di Sarajevo che diede l’innesco alla 1ª guerra mondiale. Il GOI fu tra le forze decisive che premettero per l’intervento dell’Italia con le potenze dell’Intesa, anche se una minoranza della massoneria era più per la linea di Giovanni Giolitti.

 

↑2014.04.27 Da Sentire: Cadorna, un nome da cancellare: ordinava attacchi impossibili ai nostri soldati nel 15-17, chiudendoli in una morsa senza scampo: o morire falciati dal nemico, o disobbedire e morire sotto plotone d'esecuzione. [CzzC: anch’io voterei per la ridenominazione di tante vie Cadorna, vedendo Italiani più meritevoli da onorare, ma, considerato che quel generale almeno si pentì fino a tentare il suicidio, proporrei anche altre ridenominazioni: ad es. vie Stalin, Lenin, ..., piazza vittoria a Bolzano, vie Carlo Giuliani, dediche che alimentano rancori e divisioni. Quanto a Cadorna, non saprei a che altro pensare se non al mistero della misericordia se fosse stato vero l’episodio narrato in questo libro: nella notte del 1917.11.09 il generale sarebbe stato distolto dal suicidio a seguito di un intervento di Padre Pio in bilocazione]

 

2011.04.08 <regioni>: 150 trentini [CzzC: c’era anche P.L.] in visita<yt> ai cimiteri austro-ungarici di guerra dell’ex Galizia (tra Polonia e Ucraina), con l’assessore Panizza, dirigenti del Museo storico italiano della Guerra di Rovereto e con la collaborazione della Croce Nera austriaca. Nella sola Galizia occidentale furono oltre 400 i cimiteri militari [CzzC: conservati metà grazie soprattutto alla circostanza che da quelle parti molti cimiteri civili sorsero come estensione di quelli militari]. Previste visite ai cimiteri di Brzesko, Zakliczyn, Janowice, Lubcza Szczepanowska, Gorlice, Sekowa e Magóra Malastowska, commemorazione a Przemysl, sulla riva del fiume San, dove morirono molti soldati austro-ungarici durante la ritirata dell’autunno del 1914 nel tentativo di guadare il corso d'acqua. Culmine dell'iniziativa sarà la cerimonia al cimitero monumentale di Hujcze, in Ucraina, ritrovato nel 1994 grazie all'impegno della Croce Nera: in programma anche una visita alla locale scuola e una rievocazione dei ragazzi delle vicende legate alla prima guerra mondiale con consegna del “Pane della pace”.