1914-18 LA 1ª GUERRA MONDIALE: immane carneficina, incubatrice di un ancor più delirante scempio di diritti umani occorso con la 2ª guerra mondiale.

Iniziai questa pagina nel centesimo anniversario della guerra in titolo. L’Italia sabauda non sarebbe entrata nella guerra15-18 se non fosse stata indotta dai massoni (ad es Cesare Battisti): avrebbe potuto ottenere Trento stando neutrale, pretese anche l’Alto Adige dove nessuno parlava italiano: perché? Per lo spartiacque come oggi si guerreggia per i petroldollari, e poi si atteggiò violentatrice dei diritti umani degli Altoatesini.

Documenti messi online dalla Rai. Film “uomini contro”; <wikipedia fb> Associazione croce nera austriaca (cimiteri e sacrari con militari austriaci/ Kaiserjäger)

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 06/11/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: la guerra fa strage di diritti umani, storia, interventismo italiano massonico, spartiacque; Katakombenschule

 

2018.11.03 <allcatt allcatt> una meditazione sul futuro dell’Europa a un secolo dalla fine della Grande Guerra. Il richiamo alla pace pronunciato nel 1917 da Papa Benedetto XV era rimasto inascoltato e all’indomani della guerra, il volto dell’Europa era radicalmente cambiato, portando con sé quei germi che da lì a poco avrebbero condotto alla nuova guerra civile ideologica europea e mondiale. L'articolo richiama quello di Oscar Sanguinetti di due anni fa: Grande Guerra, «prodotto» della Rivoluzione

 

↑2018.11.03 <radio24 at 47:54> critica storica a 100 anni dal 1918, da fare con realismo sulla maramalda Vittorio Veneto: se di gloria si volesse parlare, diremmo della resistenza sul Piave all’ultima grande offensiva tedesca del giugno2018, ma poi inattività contestata dagli alleati, mentre a settembre erano evidenti segni di cedimento degli Imperi centrali sul fronte occidentale e sul fronte balcanico: la guerra in Europa volgeva al termine, mentre l’Italia, con le truppe ferme sul Piave, rischiava di restare invasa dagli imperiali: “qui finisce come Custoza che vinciamo la guerra perché l’hanno vinta altri e non otterremo niente” gridavano dal governo, ma i nostri generali avevano paura di mettere il naso fuori, scottati dalla disfatta di Caporetto (riferendosi alla quale Prezzolini diceva che quella fu vittoria, perché dalle grandi sconfitte si impara sempre qualcosa): andò Orlando Presidente del Consiglio a fare una scenata a Padova col comando supremo che non voleva muoversi, mentre Diaz in Francia chiedeva centinaia di migliaia di uomini agli americani; nella la battaglia di Vittorio Veneto del 24-26.10.2018 furono le truppe britanniche e francesi a passare, poi la millanteria dell’inseguire lo straniero che risale in disordine le valli: in realtà fu un inseguire soldati che stavano tornando a casa, perché le credenziali di armistizio erano state firmate dagli austro-ungarici già il 13 ottobre, ma l’Italia posticipò tatticamente l’armistizio per rimontare quell’operazione di propaganda imperialista che era fallita con Caporetto, e Diaz si montò la testa arrivando fino a Innsbruck; fu una guerra sporca, anche di tradimento, prodroma delle successive follie imperial-fasciste.

 

2018.11.03 <internazionale> L’Italia e la grande guerra senza la retorica nazionalista che ha avvolto gli anni 1914-1918 da un’aura di sacralità, leggendolo solo attraverso la lente deformante dell’eroismo, dell’onore, della patria, della propaganda bellica. Affrontare i tabù costò conseguenze per gli autori: Emilio Lussu fu accusato di disfattismo e antipatriottismo per Un anno sull’Altipiano, mentre La rivolta dei santi maledetti di Curzio Malaparte incappò nella censura e fu sequestrato. Negli anni settanta sono stati pubblicati saggi critici e analisi storiche rigorose e obiettive, come quelli di Mario Isnenghi, Giorgio Rochat, Enzo Forcella, Alberto Monticone e Piero Melograni. Con fiction tv semplicistiche come Il confine e Fango e gloria - andate in onda su Rai1- sono stati cancellati episodi sgraditi alla retorica ufficiale come le renitenze, il pacifismo, le fraternizzazioni tra nemici, le diserzioni, gli ammutinamenti, le rivolte. Pagine che però sono fondamentali per capire meglio quell’immensa carneficina che fu la prima guerra mondiale, a cent’anni dalla sua fine.

 

↑2018.11.02 a S.M. di Ala con P.L. proiezione del documentario della visita<yt> di 150 trentini <regioni> ai cimiteri austro-ungarici di guerra dell’ex Galizia

 

↑2018.10.20 <giornaletn> Passi e riflessioni di pace fino a San Valentino: da Marani con l’associazione Memores un cammino per la riconciliazione Parrocchia di Ala con i Kaiserjäger di Innsbruck per ricordare la Grande Guerra

 

↑2017.06.20 <alainfo dolomiti adigetto trentino voce> Non ci sarà la campanella originale, ma a riprodurre i suoi rintocchi [CzzC: con due picconi.mp4] ci penserà Paolo Leonardi, scopritore della cappella di San Marco a Cima Selvata, passo Buole. Domenica 2 luglio, dopo cent'anni, si tornerà a celebrare una messa alla chiesetta costruita dalla Brigata Venezia durante la Prima guerra mondiale. Il sito è stato ritrovato da Leonardi ed è tornato alla luce grazie al lavoro dell'associazione Memores.

 

↑2017.04.12 <avvenire>: l’infiltrazione della massoneria di stampo francese ai vertici dell’Italia nel 1914 era imponente: vi aderivano 74 deputati e 8 senatori, ma, soprattutto, 5 ministri (su 12) del primo gabinetto Antonio Salandra, in carica al tempo dell’attentato di Sarajevo che diede l’innesco alla 1ª guerra mondiale. Il GOI fu tra le forze decisive che premettero per l’intervento dell’Italia con le potenze dell’Intesa, anche se una minoranza della massoneria era più per la linea di Giovanni Giolitti.

 

↑2016.07.12 a cent’anni dalla morte di Cesare Battisti forse anche il <touring> si fa abbagliare dai lumi del GOI se lo ricorda millantando che i Sabaudi “redentori” dettaronouna toponomastica di lingua italiana rispettosa della cultura locale dei trentini, in antitesi con le nomenclature imposte dall'amministrazione austriaca» [CzzC: inganno massonico antitetico alla ben nota verità di un impero asburgico che lasciava le denominazioni italiane, ungheresi e slave dove e come si parlavano nativamente, mentre quello sabaudo impose una toponomastica italiana con traduzione bovina dal tedesco anche nei paesi dove non c’era uno che parlasse italiano oltre agli occupanti]

 

↑2016.06.02 Quelli dell’Intesa del 1915 complici del massacro degli Armeni? <east>: il Bundestag riconosce: «il massacro degli Armeni fu genocidio». <FulvioScaglione>: Il genocidio degli Armeni avrebbe potuto forse essere sventato, o interrotto, se Francia e Gran Bretagna (guarda caso, uno dei Paesi che non riconosce il genocidio) avessero dato corso alla proposta avanzata da Gemal Pascià, che nella primavera del 1915 offrì di fermare il massacro se i Paesi dell’Intesa l’avessero aiutato a prendere il potere ... continua]

 

↑2014.12.24 <Linea Tempo de il Sussidiario>: 1914: l'anno che ha cambiato il Novecento: le premesse culturali del conflitto, le contraddizioni dell’apparente razionalità della guerra e l’influenza che l’avvenimento del 1914 conserva sull’attualità:

- Andrea Caspani La prima follia mondiale chiamata guerra

- Luca Cottini 1914. La cultura italiana prima dell'abisso

- Giampaolo Pignatari Mario Morasso: dal nazionalismo al sognodella pace

- Mariano Vezzali La contemporaneità della Grande Guerra

- Paolo Zara Intervista a G. E. Rusconi, Lecontraddizioni della "razionalità della guerra"; Il tentativo di dare un senso all'inutilestrage

- Paolo Zara e Giulio Piacentini La Grande Guerra in rete

- Giulio Piacentini La testimonianza di un ebreo tedesco al fronte nella Grande Guerra di

 

↑2014.07.28 100 anni fa iniziava la 1ª guerra mondiale, immane carneficina, incubatrice di un ancor più delirante scempio di diritti umani con la 2ª guerra mondiale <wikipedia>

 

↑2014.07.22 I soldi massonici del direttore Benito: con l’attrattiva della dea pecunia si comperano anche le convinzioni degli avversari: <avvenire>: Mussolini nel 1914 scriveva sull’Avanti smarcandosi dall'interventismo filomassonico «noi socialisti non fummo e non siamo irredentisti». Un mese dopo Mussolini si mise a predicare la guerra: donde tale metamorfosi? Segui la traccia dei soldi massonici

 

↑2014.04.27 Da Sentire: Cadorna, un  nome da cancellare: ordinava attacchi impossibili ai nostri soldati nel 15-17, chiudendoli in una morsa senza scampo: o morire falciati dal nemico, o disobbedire e morire sotto plotone d'esecuzione. [CzzC: anch’io voterei per la ridenominazione di tante vie Cadorna, vedendo Italiani più meritevoli da onorare, ma, considerato che quel generale almeno si pentì fino a tentare il suicidio, proporrei anche altre ridenominazioni: ad es. vie Stalin, Lenin, ..., piazza vittoria a Bolzano, vie Carlo Giuliani (l’ex-droghino rifondarolo che stava aggredendo la nostra polizia quando fu colpito per legittima difesa), dediche che alimentano rancori e divisioni. Quanto a Cadorna, non saprei a che altro pensare se non al mistero della misericordia se fosse stato vero l’episodio narrato in questo libro: nella notte del 1917.11.09 il generale sarebbe stato distolto dal suicidio a seguito di un intervento di Padre Pio in bilocazione]

 

↑2014.02.04 1914 l’anno che cambiò la storia: proiezione del film “gli anni spezzati” (Gallipoli). È un film del 1981 che, narrando uno dei tanti episodi di quell’immane sciagura, sottolinea il valore della vita e la leggerezza con cui è bruciata dalla ferocia della guerra. Scheda film, trama, il trailer

 

↑2014.01.26 dovrei annotare qui il concerto al Casinò di Arco (dove suonò anche la mia Sara) che inaugurò le celebrazioni musicali in ricordo/lutto del ferale anno in cui un secolo fa iniziò l’immane carneficina

 

2013.03.02 <pat> la Croce Nera austriaca a quattro testimoni della pace (Mauro Neri, Enzo Libardi, Alberto Giordano e Annamaria Wieser Cattani): per il Trentino la Grande Guerra iniziò il 2014.08.01: circa 27.000 trentini furono chiamati alle armi, vestendo la divisa dell'esercito austro-ungarico. Molti di quei soldati sono oggi sepolti nei cimiteri di guerra della Galizia, un sacrificio ricordato anche nel volume "Ritorno in Galizia" dello scrittore e giornalista Mauro Neri, premiato ieri sera con l’onorificenza che l'associazione Croce Nera austriaca concede a quanti si sono spesi nella conservazione e nella memoria dei caduti della prima guerra mondiale. Alla cerimonia sono intervenuti l'assessore provinciale alla cultura, rapporti europei e cooperazione Franco Panizza, il presidente della Croce Nera del Tirolo Hermann Hotter ...

 

2011.04.08 <regioni>: 150 trentini [CzzC: c’era anche P.L.] in visita<yt> ai cimiteri austro-ungarici di guerra dell’ex Galizia (tra Polonia e Ucraina), con l’assessore Panizza, dirigenti del Museo storico italiano della Guerra di Rovereto e con la collaborazione della Croce Nera austriaca. Nella sola Galizia occidentale furono oltre 400 i cimiteri militari [CzzC: conservati metà grazie soprattutto alla circostanza che da quelle parti molti cimiteri civili sorsero come estensione di quelli militari]. Previste visite ai cimiteri di Brzesko, Zakliczyn, Janowice, Lubcza Szczepanowska, Gorlice, Sekowa e Magóra Malastowska, commemorazione a Przemysl, sulla riva del fiume San, dove morirono molti soldati austro-ungarici durante la ritirata dell’autunno del 1914 nel tentativo di guadare il corso d'acqua. Culmine dell'iniziativa sarà la cerimonia al cimitero monumentale di Hujcze, in Ucraina, ritrovato nel 1994 grazie all'impegno della Croce Nera: in programma anche una visita alla locale scuola e una rievocazione dei ragazzi delle vicende legate alla prima guerra mondiale con consegna del “Pane della pace”.