Voto della città di Rovereto (TN) a MARIA AUSILIATRICE risalente al 1705 a seguito degli eventi bellici del 1703

Il voto è festeggiato nella festa patronale del 5 agosto con il rito della consegna del cero votivo al Decano dalle mani del rappresentante della città (Sindaco).

La fedeltà a questo voto è stata mantenuta dai roveretani anche in esilio, nel campo di concentramento di Braunau, durante la prima Guerra Mondiale.

(Attenzione a non confondere il voto del 5 agosto con il voto della città a Cristo Re - ultima domenica dell’anno liturgico - dal cui obbligo le autorità cittadine sono state svincolate, a seguito dell’operazione SvotoRov, con lettera vescovile del 2012.03)

<immagini2018sentire>

INNO e preghiera a Maria Ausiliatrice patrona di Rovereto

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 28/06/2022; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Inno a Maria Ausiliatrice; Voti e non; feste e segni cristiani; quando commentai Folgheraiter; le Zigherane

 

2021.05.24 Ho ricevuto questo "santino" alla tradizionale Messa votiva delle ex-zigherane che ringraziano Maria Ausiliatrice memori di quel 24 maggio 1944 quando la Manifattura Tabacchi di Rovereto fu bombardata e fortunosamente non ci fu nessuna vittima. Il santino riproduce l'icona di Maria Ausiliatrice venerata dai Roveretani profughi a Braunau durante la prima guerra mondiale. [CzzC: toccante l'omelia di padre NC e l'inno a Maria Ausiliatrice]

 

2020.03.15 <pdf> preghiera a Maria Ausiliatrice, patrona di Rovereto, scritta da don Sergio Nicolli per invocare la sua protezione nell'angosciosa pandemia di coronavirus.

 

2018.08.07 <adige> Domenica 5 Agosto Rovereto ha festeggiato Maria Ausiliatrice e il ricordo del voto di 315 anni fa <sentire> (1703); il giorno precedente con Nunzio Galantino <diocesi vocetn agensir opinion> camminata della fraternità (accoglienza degli immigrati) alla Campana

 

↑2017.08.03 Paolo Giuliani su <fb> aiuta a comprendere gli eventi che hanno portato i nostri avi alla decisione di voler Maria Ausiliatrice come Patrona della città. Una festa votiva-patronale che non centra nulla con la festa della “Madonna della Neve” riferita alla Basilica di S.Maria Maggiore a Roma.

1690. Un mercante in seta, Baldassare Criner, porta da Monaco di Baviera la venerata Icona di Maria "Aiuto dei Cristiani" (con questo titolo la Madonna pochi anni prima (1683) aveva vinto definitivamente le truppe musulmane a Vienna per mezzo del Re polacco Sobieskj) e ben presto a Rovereto si diffonde la devozione alla Madonna sotto questo titolo.

1695. L'immagine viene collocata e venerata sull'altare dell'Immacolata nella chiesa arcipretale di San Marco (la più importante della città).

1703. La città di Rovereto è minacciata dalle truppe francesi guidate dal generale Vendôme. Incendi e distruzione colpiscono i paesi vicini. Allora i roveretani ricorrono a Maria Ausiliatrice formulando il voto di santificare in perpetuo il 5 agosto con una festa in suo onore.

1705. Il 5 agosto il Civico Consiglio, riconoscendo quale grandissima grazia della Madonna Ausiliatrice l'aver preservato Rovereto dalla distruzione, che invece era toccata a tanti paesi d'oltre Adige ad opera delle truppe del generale Vendôme (guerra di successione spagnola), sotto l'oppressione, la penuria, le malattie e altre traversie dovute principalmente a quella guerra, formula all'unanimità il voto di celebrare in perpetuo il 5 agosto con solennità religiosa come fosse festa di precetto, in particolare con una solenne processione, alla quale sarebbe intervenuta l'Amministrazione Civica. Questa processione, da allora in poi, si è sempre svolta con straordinaria solennità e immensa partecipazione di popolo.

1715. Al ponte del Leno, sopra l'antica porta della città, il Civico Consiglio fa collocare l'immagine dell'Ausiliatrice.

Seguono altri eventi/date 1854, 1855,1856, 1858, 1869, 1905, 1915, 1916, 1918, 1944, 1955, 1987, 2000, 2005, continua

 

↑2015.07.31 <VT#31p21>: celebriamo i 60 anni dall'Incoronazione di Maria Ausiliatrice e di Gesù Bambino, nello storico dipinto in San Marco, portato a Rovereto nel 1690 dal mercante di seta, Baldassarre Criner, membro della confraternita dell’Ausiliatrice di Monaco di Baviera. Una data finita nel dimenticatoio, ma che nel 1955 costituì un evento importantissimo per Rovereto, al quale presero parte anche le categorie artigianali, la giunta al completo, il consiglio comunale e rappresentanti delle varie istituzioni: era il 250° anniversario della proclamazione del solenne voto cittadino del 1705, quando  Rovereto promise ... [CzzC: continua con l’ottimo articolo di Sonia Severini]

 

↑2012.08.03 Alla vigilia del voto cittadino a Maria Ausiliatrice del 5 agosto il Decano con la locale pastorale coraggiosa invita Alberto Folgheraiter (accademico degli Accesi) conferenziere su “La richiesta e la promessa, i voti dei singoli e delle comunità”. Ci sono date che segnano, come un marchio di fuoco, la storia delle comunità: 1348, 1575, 1630, la peste; 1703 la prima delle numerose invasioni dei francesi; 1836, 1855 il colera; 1914-1918, 1940-1945 le guerre mondiali. attorno a questi  temi ruotano gli “ex voto” comunitari, i più sofferti perché collettivi; i più longevi perché replicati negli anni. Se le catastrofi non erano riconducibili alla volontà dei singoli, pure le guerre, come le epidemie, parevano (allora) ineluttabili. Pertanto, agli umani non restava altro che “abbandonarsi alla volontà di Dio”, placarne “l’ira” con promesse di sacrifici o di oggetti devozionali, attendere “fiduciosi” che la notte avesse una fine”. [CzzC: di questo “illuminato” riassunto della fede ho inviato mio commento ad Alberto, in tentativo d correzione fraterna; nel frattempo, plaudito dalla cultura dominante, il Leitmotiv gli rende: per “La collera di Dio” e “I Dannati della peste” ha preso nel 2009 il premio Dimaro-Val di Sole]

 

↑2012.08.03 INNO a Maria Ausiliatrice patrona di Rovereto: Dolce Maria Ausiliatrice, tu sei la mite consolatrice d'ogni sconforto, d'ogni dolor.

Tu dell'esilio nei lunghi anni, Tu nelle pene e negli affanni fosti la sola speme del cor.

Riuniti al fine davanti all'ara T'alziamo lodi ,Vergine cara, inni di gioia, di grato amor.

Da tutti i cuori Ti salga un canto: di Rovereto sei gloria e vanto; Oh! Salve, avito nostro tesor.

[CzzC: alla stessa pagina troveresti anche la preghiera a Maria Ausiliatrice che veniva recitata al termine del "Te Deum" di fine anno]

 

↑2012.08.02 Negli annunci di quest’anno per la festa votiva del 5 agosto non leggiamo riferimenti all’anacronismo della celebrazione e ad eventuali dispense vescovili dal voto per le pubbliche autorità (forse per ora sono più che bastevoli i recenti esiti dell’operazione SvotoRov a Cristo Re).

Bello l’articolo di Sonia su VT per il coinvolgimento del civico col religioso auspicato da don Sergio ed esplicato con la cena sobria in via della Terra.

Bella anche la riflessione di P.Ferrari su Comunità in Cammino (da linkare).

 

↑2011.08.28 da VT: il decano don Sergio: «La situazione è radicalmente cambiata rispetto al 1703, non è che dobbiamo fare il voto per forza, il vescovo può dispensarci, ma il senso può stare proprio nel bisogno di fare comunione tra le persone, anche al di fuori della celebrazione liturgica».

 

2011.07.30 trassi da http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/07/30/news/pasta-e-ceci-dopo-la-processione-4707985 (recuperare articolo): il decano don Sergio: «Quello del 5 agosto 1703 non fu un voto della comunità cristiana, benché a quell'epoca fosse difficile distinguerla dalla società, fu invece votato dal civico consiglio. Ci fu un intreccio di paternità. Allora c'era sovrapposizione, oggi viviamo in un contesto laico. È quindi giusto chiedersi se oggi questo voto sia ancora valido, su quale senso abbia in un contesto diverso. Siamo debitori di chiarezza nei confronti dei giovani».

 

↑2011.05.05 <comuneRovereto> Manifesto del decanato per la festa votiva di Maria Ausiliatrice

 

↑2004.09.18 POLEMICHE a Rovereto attorno alla festa votiva del 5 agosto (il Sindaco offre il cero in chiesa), risalente al 5 agosto del 1703 quando la città fu salvata dall’invasione delle truppe francesi del generale Vendôme.

 

↑1997.08.05 l'omelia di don Romano nella festa roveretana di Maria Ausiliatrice viene contestata aspramente da Mario Cossali per i riferimenti a Lepanto 1571 e a Vienna 1683. [CzzC: don Romano risponde con pacatezza, ma senza perdere il coraggio di sostenere l'evidenza storica: rilessi negli anni 201x mentre infieriva la persecuzione azionata contro i cristiani dai tagliagole jihadisti, e pensai che forse anche Cossali avrebbe di che ricredersi di quella contestazione, a meno che non resti arroccato nei pregiudizi rennerian-campanini]

 

↑1703.mm.gg <angelosiciliano> Invasione del Trentino da parte delle truppe francesi (generale Louis Joseph Duc de Vendôme).