La sofferenza come FLAGELLO di un DIO PUNITIVO? Come la intendeva questo padre PANELOUX

il 2018.09 trassi da questo <pannello.jpg> della mostra/Meeting GIOBBE sull'ENIGMA della SOFFERENZA un brano de "La peste" di Albert Camus

«Dopo il primo mese di peste il padre Paneloux gesuita pronuncia con voce forte, appassionata, martellata un sermone: fratelli miei voi siete nella sventura, ve la siete meritata; se oggi la peste vi riguarda, vuol dire che il momento di riflettere è venuto. I giusti non possono temere, ma i malvagi hanno ragione di tremare ... [Dio] stanco di aspettare la vostra venuta, ha lasciato che Il flagello vi visitasse come ha visitato tutte le città del peccato, da che gli uomini hanno una storia. Adesso voi sapete cosa sia il peccato, come lo hanno saputo Caino e i suoi figli, quelli di prima del diluvio, quelli di Sodoma e Gomorra, il Faraone e Giobbe e anche tutti i maledetti ... adesso voi sapete finalmente che bisogna giungere all'essenziale»

Tarrou chiede al dott. Rieux la sua opinione riguardo la predica di padre Paneloux:

«Paneloux e un uomo di studio, non ha veduto morire abbastanza: per questo parla in nome d'una verità. Ma ogni piccolo prete di campagna, che amministra i suoi parrocchiani e ha sentito il respiro dei moribondi, la pensa come me. Curerebbe la miseria prima di volerne misurare la perfezione.»

ALBERT CAMUS La peste

 [Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 14/03/2020; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: sofferenza, il dolore innocente: Dio permette il male? Giobbe; Sofferenza vista da Voltaire col terremoto di Lisbona, Dottrina della retribuzione? Ho il diritto di poter essere involontariamente di sofferenza per altri? il Vangelo della sofferenza; il male; dignità umana, fine vita, disabilità, bioetica; evitare fideismo

 

2020.03.14 ritengo che sia più un'ironica provocazione che un'offesa ai credenti questa postilla <jpg> al "Dio ci ama" in tema di coronavirus; provocazione che raccolgo per commentare l'enigma della sofferenza del dolore innocente, che fa perdere la fede in Dio a tanti, come accadde a Voltaire col terremoto di Lisbona; non credo a un Dio punitivo come visto da novelli Paneloux; mi sovvien della mostra su Giobbe, il cui grido assomiglia a quello dei nostri coetanei, una domanda di senso che, irrisposta, può tradursi in litigio con un presunto volto di Dio. La risposta divina, con Gesù, non è stata una spiegazione dell'enigma, ma una presenza buona: l'uomo ha un Tu a cui rivolgere le sue domande di senso, Gesù, volto concreto della misericordia del Padre.

 

↑2018.09.08 dalla mostra/Meeting Giobbe e l'enigma della sofferenza traggo questo <pannello.jpg> che si riferisce a quanto scrisse Voltaire dopo aver visto il terremoto di Lisbona con bambini straziati dalle macerie: anche Voltaire allontanandosi dai "suoi amici" (come Leibniz, Pope e Rousseau, avvocati difensori di una fredda Provvidenza, della giustizia divina) si rivolge a un Dio che possa spiegare la sua opera: quale che sia la nostra decisione c'è da tremare infatti: nulla conosciamo e nulla è senza tema. Muta è Natura e invan la interroghiamo: ci occorre un Dio che parli all'uomo; aspetta a lui di spiegare l'opera sua, di consolare il debole e illuminare il saggio. [CzzC: Voltaire farà la sua scelta atea accampando il principio di non contraddizione così: se Dio è onnipotente e permette il male, è cinico e crudele; se non lo può impedire non è onnipotente, quindi non esiste. Sempre accampando sillogisticamente il principio di non contraddizione il catechismo dice (art. 311 e 412) che Dio è onnipotente e permette che il male accada per un intento di bene superiore che magari non riusciamo a vedere; io eccepisco e preferisco ... come pure eccepisco rispetto alla dottrina della retribuzione e a quella di un Dio punitivo : continua]