E se quella dello “STATO VEGETATIVO permanente“ NON fosse LA PIÙ DRAMMATICA delle DISABILITÀ?

Posi il quesito in titolo a un professore ordinario di psicologia sociale che mi aveva annunciato una RICERCA sui vissuti familiari che vivono il dramma di un congiunto posto in stato vegetativo permanente; corredai il quesito con una riflessione e un auspicio.

La riflessione.

- Ci sono casi più trascurati dai media ma ben più incidente sui vissuti familiari rispetto agli stati vegetativi: mi riferisco alle famiglie in cui vivesse un disabile mentale la cui patologia esitasse talvolta in comportamenti aggressivi, violenti, mettendo a dura prova la resistenza dei coniugi, la loro unione e talvolta la loro sopravvivenza.

- Ciononostante ci sono genitori che, senza additare il loro comportamento come misura del dovere altrui, esplicano una straordinaria resilienza e riescono a far innovare le risposte pur insufficienti dell’ente pubblico, anche a beneficio di altri genitori analogamente svantaggiati.

Auspicai che la prospettata ricerca documentasse anche l’opera dei suddetti testimoni, i quali, lasciando a Dio il giudizio su pensieri, parole e opere diverse dalle loro, rendono eroico il quotidiano e il quotidiano eroico, talvolta solo grazie all’attaccamento a ciò che abbiamo di più caro.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 19/02/2021; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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