SCIENZE COGNITIVE, NEUROSCIENZE, linguaggio

annoto anche qualche esperienza in CeRiN-CIMeC; annoto citazioni di Noam Chomsky

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 04/12/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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2019.11.04 <MIT, notiziescientifiche> <MIT, notiziescientifiche> il Tempo davanti ad uno schermo può cambiare fisicamente cervello dei bambini, un cervello che è naturalmente in fase di sviluppo, come rileva uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics: «Screen time might be physically changing kids’ brains». È innegabile l’esistenza di un legame tra un utilizzo più elevato degli schermi e una minore integrità della sostanza bianca nei bambini, almeno in quelli osservati ai fini dello studio. E non si tratterebbe solo di un cambiamento strutturale: quest’ultimo sembrerebbe riflettersi nei risultati dei test cognitivi che gli scienziati hanno fatto ai bambini. I bambini che passavano più ore davanti ad uno schermo mostravano infatti livelli di abilità linguistiche e di alfabetizzazione più bassi.

 

↑2012.08.30 <corriere> Perché la grammatica può mettere d’accordo filosofia e neuroscienze. Le affinità tra Ruggero Bacone e Noam Chomsky. Teorie del linguaggio simili al cielo stellato.

- Cosa disse Bacone

  «La grammatica è la stessa in tutte le lingue come conseguenza di ciò che la costituisce, anche se possono esserci variazioni accidentali». Il pensiero che sta alla base di questa citazione non si basa su dati sperimentali ma è il frutto di una deduzione fondata su riflessioni filosofiche e, soprattutto, teologiche: si tratta di una frase tratta da un’opera di Ruggero Bacone, francescano, filosofo tanto famoso ed eccellente da meritarsi il titolo di «Doctor Mirabilis», attivo a Parigi verso la metà del Duecento. Pensiero che potrebbe benissimo essere attribuito a un linguista contemporaneo, di quelli che appartengono al filone inaugurato nella seconda metà del Novecento negli Stati Uniti da Noam Chomsky.

- Cosa dice Chomsky

  Dalla metà del Novecento sappiamo che, se facciamo astrazione dell’arbitrarietà con la quale si abbinano suoni e significati, la struttura delle lingue non può variare a piacimento, ma è vincolata dall’architettura neurobiologica del nostro cervello, del quale è espressione. Secondo Bacone esiste una sola lingua perché la lingua rifletterebbe la struttura della realtà e, ovviamente, esiste una sola realtà. Secondo Chomsky, invece, esiste una sola lingua perché le lingue sarebbero espressioni di un progetto biologicamente determinato. Le regole di due lingue apparentemente diversissime sarebbero solo l’effetto macroscopico di alcuni (pochi) gradi di libertà microscopici delle quali sono dotate le lingue.

 

↑2010.08.25 <meetinrimini> Nelson: il linguaggio umano usa una GRAMMATICA che esprime la capacità, unica tra i viventi, di reiterare regole su se stesse x costruire frasi di lunghezza INFINITA. Vedi catene marcoviane <wikipedia>: negli anni 50 il know how sulla linguistica (maturato anche dagli investimenti sui codici segreti) aveva fatto supporre la possibilità di costruire una macchina che attraverso catene marcoviane interpretasse e riproducesse qualunque espressione linguistica umana. Invece si scoprì che questo schema non si adattava al linguaggio umano, che invero era influenzato, come aveva intuito CARTESIO, dalla capacità di reiterare regole su se stesse per costruire frasi di lunghezza infinita; nessun altro essere vivente ha questa capacità

 

↑2010.08.25 <sussidiario> La sintassi è lo spartiacque tra il linguaggio umano e quello di tutti gli altri esseri viventi che pure comunicano.

Il sogno riduzionista dei primi anni Cinquanta, quando si pensava che si fosse a un passo dalla possibilità di catturare il funzionamento del linguaggio in termini matematici e informatici, è stato infranto proprio alla fine dei quegli anni dalla nascita della grammatica generativa a opera di Noam Chomsky, un linguista americano tutt’ora attivo al MIT di Cambridge (Massachusetts). Usando le stesse armi della logica e della matematica dimostrò che il linguaggio si presenta all’indagine conoscitiva con caratteristiche simili a quelle del mondo fisico: si può esplorare solo in maniera sperimentale ma non “derivarlo” da presupposti logici. Con la nascita di queste grammatiche, tuttavia, arrivarono quattro scoperte rivoluzionarie. Scoperte “vere”, cioè fatti che certamente nessuno si sarebbe aspettato di verificare:

- la prima, il nucleo fondamentale delle grammatiche umane è la capacità di costruire strutture potenzialmente infinite secondo schemi regolari di natura sconosciuta (quella che tradizionalmente chiamiamo “sintassi”);

- la seconda, la sintassi è il vero spartiacque tra il linguaggio umano e quello di tutti gli altri esseri viventi che pure, evidentemente, comunicano;

- la terza, il bambino nel convergere verso la sintassi della propria lingua non commette alcuni tipi di errori possibili;

- la quarta, non tutte le sintassi concepibili sono realizzate nelle lingue del mondo.