modificato 02/05/2017

 

Eterodirezione

Correlati: potentati della cultura dominante, condizionamenti da finanza cinica alla George Soros, supremazia dei petroldollari sbilanciata pro islam&...

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

1. Corrono varie accezioni del termine in titolo: ad esempio

- il dizionario Garzanti definisce ETERODIRETTO chi lascia che le proprie azioni vengano guidate dagli altri, essendo privo di autonomia decisionale

- il vocabolario Treccani definisce l’ETERODIREZIONE in sociologia come tipo di controllo sociale proprio della civiltà di massa, per cui l’individuo è variamente sollecitato e persuaso a determinati comportamenti da coloro che vivono vicino a lui o da coloro che i mezzi di comunicazione di massa presentano come tipi esemplari

- e il codice civile vile prevede l’ETERODIREZIONE come una condizione necessaria del rapporto di lavoro subordinato: Infatti eterodirezione significa "comandato da altri". Essa rappresenta dunque l'elemento principale del contratto, senza eterodirezione non può nemmeno esistere un rapporto di lavoro dipendente; lo dice anche la legge. L'art. 2094 del Codice Civile detta la seguente definizione: "è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa....sotto la direzione dell'imprenditore".

2. Nei miei links uso il termine eterodiretto col significato corrente in accezione negativa di manipolato, cioè chi, più meno consapevolmente, più o meno liberamente, persuaso a fare, o dissuaso dal fare diversamente, mette in atto comportamenti funzionali al disegno di un soggetto superiore che lo istruisce e ne premia l’efficacia, lasciandogli un’autonomia decisionale compatibile col suo rango e la convinzione di ricavare da tale modus operandi un vantaggio (personale o di gruppo analogamente operativo) migliore rispetto a quello che presumerebbe di ottenere se agisse a prescindere da tale eterodirezione.

Come fare a discernere l’eterodirezione buona dalla manipolazione cattiva? Provo col criterio di libertà.

- Il mafioso è un eterodiretto/manipolato?
Evidentemente sì, perché se abbandonasse il clan, assai male gliene incoglierebbe.

- l filo-massone altolocato è un eterodiretto/manipolato?
se non avesse ceduto alla manipolazione non sarebbe probabilmente mai arrivato così in alto (vedi
DSK), vedi porte aperte/errori coperti

- Il credente, soprattutto se cattolico osservante il magistero petrino sarebbe un eterodiretto/manipolato?
Tanti credenti non sono liberi di liberarsi del loro credo per abbracciarne un altro senza subire ritorsioni, come prevede l’
Art 18 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (vedi cosa comminano certi islamici o TdG ai loro apostati), ma la fedeltà del cattolico è tra le più libere di dissociarsi e tra le meno promettenti vantaggi materiali, anzi, è tra quelle che statisticamente più espongono ad essere fobizzati, discriminati e perseguitati (non solo nelle aree dell’integralismo islamico o masso-comunista, ma anche nell’Europa che, ad esempio UK, ammette l’esibizione del velo ma non del crocifisso); quindi nella fede cattolica vedrei molto meno ragioni che altrove per temere manipolazione di coscienze, e, forse proprio per questa libertà ed irriducibilità, i nemici del cattolicesimo, miranti a manipolare il consenso religioso, attaccano i cattolici come papasuccubi, proprio perché meno manipolabili di altre confessioni già piegate allo strapotere della cultura dominante.

3. Non sono il solo ad intersecare la eterodirezione con la manipolazione: ma c’è perfino chi vede una virtù nella persona che si lascia eterodirigere: vedi appresso.

 

 

trassi da pag 59 di IL PROBLEMA DELLA MANIPOLAZIONE: peccato originale dei media? (Guido Gili)

 

Manipolazione o eterodirezione?

 

Una significativa variante del concetto di manipolazione è il concetto di "eterodirezione", coniato da David Riesman (1950). Rispetto ai significati fin qui incontrati, tale concetto presenta un importante elemento distintivo. L'eterodirezione non è un'azione deliberata di un emittente verso un ricevente passivo; al contrario è un fondamentale atteggiamento di permeabilità, di "disponibilità" del ricevente verso influenze esterne. È un atteggiamento attivo di ricerca della conformità.

 

[CzzC: Riesman dà qui della eterodirezione un’accezione positiva, nel senso che l’individuo eterodiretto sarebbe aperto alle idee altrui, sensibile agli indicatori di varianza, e, se si intendesse così la eterodirezione, sarebbe anche una buona dote. Scrive infatti Riesman:

Ciò che è comune a tutte le persone eterodirette è che i contemporanei sono la fonte di direzione per l'individuo, quelli che conosce o quelli con cui ha relazioni indirette attraverso gli amici o i mezzi di comunicazione di massa. Questa fonte è naturalmente "interiorizzata" nel senso che la dipendenza da essa come guida nella vita è radicata nel fanciullo molto presto. I fini verso i quali tende la persona eterodiretta si spostano con lo spostarsi della guida: è solo il processo di tendere a una meta e il processo di fare stretta attenzione ai segnali degli altri che rimangono inalterati per tutta la vita. [CzzC: trovo assai importante il criterio di tendere a una meta, ma ne parla senza rendersi conto che è proprio questo il punto cruciale: la meta. Ma cos’è la meta? La proiezione delle proprie aspirazioni più o meno deluse? Una utopia? Oppure una esperienza degna di fede nella sua riproducibilità e dunque analogabile a certezza probabilistica pro bene comune, seppure non scientificamente dimostrabile? E se si trattasse di meta rivelata da uno che si presunse Dio, sperimentata da millenni come feconda per il bene comune, la scarterebbe a priori il Signor Riesman?] Questo modo di tenersi in contatto con gli altri permette una stretta conformità di comportamento (...) attraverso una eccezionale sensibilità per le azioni e i desideri degli altri ( 1950, tr. it. pp. 29-30).

fino ad asserire che

il più grande conformismo è compatibile con il più grande pluralismo delle forme politiche e comunicative, dal momento che nella società prevalgono ad ogni livello le spinte imitative, appena temperate da una ricerca della "differenza marginale".

[CzzC: è evidente che la densità dei pecoroni al mondo sia maggiore di quella delle persone che liberamente, responsabilmente e ragionevolmente scelgono (in alcuni snodi cruciali del loro assetto comportamentale) di non conformarsi alla cultura dominante, pur senza scartare alcunché di detta cultura che veramente favorisse il bene comune; è evidente che quando queste persone libere, responsabili, sagge e caritatevoli, affermassero nella polis i loro distinguo rispetto alla cultura dominante, magari parlando di valori non negoziabili, verrebbero avversate dai tifosi della cultura dominante,

- sia per il fenomeno sociologico di emarginazione del diverso nella tribù dei conformisti

- sia perché i regimi usano proprio la propensione al conformismo come forza motrice socio-politica sfruttabile per la conservazione del potere e, dunque, preferiscono l’anonimato all’identità (nelle masse ovviamente, perché i vertici del regime amano marcare la loro identità perfino mettendosi in divisa militare o agghindandosi nei loro templi con stole, medaglioni e simboli faraonici, e pretendono obbedienza settaria, non disdegnando inchini devoti).

Trovo singolare correlazione tra

eterodirezione (in senso manipolatorio - punto 2 qui sopra nell’abstract),

anonimato avversante le identità che affermassero valori non negoziabili nella polis,

relativismo avversante le radici cristiane della nostra civiltà

potentati].

 

 

06/04
2017

Criticando l'atteggiamento dei cristiani siriani e iracheni, si finisce per rivelare che «Trump è richiamato all'ordine da CHI COMANDA DAVVERO, E NON È LUI». Traggo da un blog la seguente critica che Introvigne il 2017.04 avrebbe indirizzato a cristiani del Medio Oriente: È da quando ero all’OCSE nel 2011 che critico l'atteggiamento dei cattolici siriani ... continua

01/12
2016

Mentre sarebbe in buona fede (o quasi) la stragrande maggioranza dei burloni che condividono sghignazzando la virtuale sagra del porco blasfemo, assai meno ingenui sarebbero gli eterodirettori che ordiscono blasfemie anticristiane di specie virtuale o reale come le sedicenti artistiche della serie  Charlie Hebdo, Arcigay, Rufus, Piss Christ, merda sul volto di Cristo, ... Perché tanto accanimento contro il CristoDio? A mio avviso perché l’esperienza cristiana (e in particolare la cattolica, mentre i protestanti paiono più addomesticabili dalla finanza cinica), è rimasta al mondo quasi l’unica forza capace di difendere, con solida dottrina e prassi, la dignità della persona anche opponendosi all’imperialismo cinico della dea pecunia, che si chiami capitalismo o capicomunismo o induismo dei paria/dalit o islamismo dei nababbi wahhabiti che brandendo petroldollari come frusta agguantano il vertice di HNHRC