Comunicazione

<wikipedia>: il processo di comunicazione è un trasferimento di informazione descrivibile in termini di emittente del contenuto informativo, canale, ricevente, codifica/decodifica, contesto; è attraverso un codice formale che viene data una forma linguistica all'informazione, ovverosia viene significata. La caratteristica fondamentale della maggior parte dei processi di comunicazione è che l’informazione ricevuta dal ricevente non coincide sempre con quella che intendeva trasferire l’emittente: ciò dipende da vari fattori in gioco (canale, interpretazione o significazione inversa, codifica e decodifica, rumore, ..., per non parlare di intenzionale omissione/censura o alterazione di informazioni azionata da potentati che non le ritengono funzionali alla loro Weltanschauung): nell'ambito delle teorie psicologiche ed etologiche ed usualmente nei modelli di comunicazione viene ritenuto fondamentale il contesto, perché influisce assai sui processi di significazione dell'emittente e del ricevente.

[CzzC: anche se per studio e lavoro ho praticato aspetti scientifici dei processi di comunicazione (dalla teoria della comunicazione, all’entropia dell’informazione, alla didattica, al marketing, all’ICT (entropia dell’informazione e new media), apprezzando buona parte di Watzlawick), in questa pagina curo della comunicazione la sua funzionalità a trasmettere ciò che abbiamo di più caro per il bene delle persone del cui destino siamo appassionati, siano parenti, amici, finanche nemici]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 20/03/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: dominio del significato delle parole, immagini arte monopoli informativi, framing, ICT entropia redemption Watzlawick social networks, censura, testimoni digitali, comunicazione non ostile

 

2018.03.12 Benedetto XVI è in sintonia con Papa Francesco e contesta chi lo denigra <republ huff sussid fattoq fc> B16° contesta lo «stolto pregiudizio per cui Fr1 sarebbe ..., mentre io sarei stato ... ». [CzzC:plaudo alla sintonia, ma convengo con <A.M.> Valli che ci sarebbe di che indagare sulle patologie della comunicazione, della segreteria di Viganò in questo caso].

 

2018.02.09 <avvenire> Alla Cattolica di Milano 1.400 insegnanti hanno partecipato al corso “Parole a scuola” perché le parole possono ferire, calunniare, distruggere, soprattutto nel mondo del web. Una giornata di formazione gratuita alla presenza della ministra Valeria Fedeli che ha coinvolto studenti e docenti per diffondere nelle scuole italiane il “Manifesto della comunicazione non ostile”. L’iniziativa è promossa dall’associazione temporanea di scopo “Parole O_Stili”, di cui l’ateneo di largo Gemelli è partner.

 

↑2018.01.10 <sole24h>: si prevede che nel 2020 il 50% delle ricerche verrà effettuato con la ricerca vocale, già utilizzata da molti adolescenti con le nuove tecnologie audio-centric (AirPods di Apple, Home page di Google ed Echo di Amazon) con interazioni “voice first”. «Nella comunicazione tra persone la voce è il mezzo migliore perché consente di aggiungere quelle emozioni che le emoticon non sempre rendono al meglio. Lo svantaggio è che spesso si parla senza pensare: lo scrivere necessariamente richiede un attimo di riflessione in più».

 

↑2017.05.17 Coerenza tra il dire e il fare? Occorre tendere ad una comunicazione “autentica” <weca>, manifestarsi per quello che si è, esprimersi come tali; attiene anche alla testimonianza convincente. Tuttavia piuttosto che il dubbio sistematico o l’aspettare ad agire prima di essere sicuri della coerenza, meglio agire anche sbagliando in buona fede e predicare il bene anche da peccatori.

 

↑2017.04.10 <sakerit>: Propaganda di guerra e menzogne mainstream: intervista a Giorgio Bianchi, fotoreporter dalla Siria e dall’Ucraina: parlavo con un giornalista della vecchia scuola del Sole 24 Ore, il quale era esterrefatto della solerzia con la quale alcuni sui colleghi si erano affrettati a stigmatizzare ed etichettare fatti impossibili da verificare sul momento. E’ la morte del giornalismo. Nel momento stesso in cui accetti di rimbalzare notizie senza verificarne le fonti e l’attendibilità e senza un’adeguata analisi, da organo di informazione ti trasformi in organo di propaganda. La tecnica è quella del framing,  ... continua

 

↑2016.04.28 <post.fb>: una bella foto di ragazza con gli occhi chiari [CzzC: attenzione però ai trucchi del mondo della comunicazione per immagini, che sono più subdoli e meno sgamabili di quelli del mondo della comunicazione per parole: perché? Da migliaia di anni le parole sono state coniugate con il ragionamento sotteso dalla logica, quindi muovono prevalentemente dell'ambito della consapevolezza trasparente, mentre solo da pochi decenni è esplosa la comunicazione per immagini fotografiche e filmiche della realtà, una comunicazione che eccita emozioni nella parte di cervello antico milioni di anni più di quanto azioni la parte razionale recente migliaia di anni, quella delle parole: ad esempio? Se gli occhi di questa bella ragazza fossero stati neri, credi che saremmo qui a commentarla così? Ma forse lei li ha nativamente scuri e sono stati graficamente convertiti in verde-azzurro, per l'obiettivo in parola: pilotare le nostre emozioni più che il nostro ragionamento. O sbaglio?]

 

↑2015.06.27 <news.va>: Fr1 crea  con un Motu Proprio un nuovo dicastero della Curia Romana: è la Segreteria per la Comunicazione, organismo nel quale confluiranno nei tempi stabiliti” Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Sala Stampa della Santa Sede, Servizio Internet Vaticano, Radio Vaticana, Centro Televisivo Vaticano, L’Osservatore Romano, Tipografia Vaticana, Servizio Fotografico, Libreria Editrice Vaticana. Il prefetto della neonata Segreteria sarà mons. Dario Edoardo Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano.

 

↑2015.03.10 <repubblica>: alleanza LENA (Leading European Newspaper Alliance) per 7 testate: "Die Welt", "El Pais", "la Repubblica", "Le Figaro", "Le Soir"/Belgio, "Tages-Anzeiger" e "Tribune de Genève" per la Svizzera. Javier Moreno direttore dell'associazione (diresse "El Pais" 2006- 2014); obiettivo? Mettere in comune esperienze giornalistiche e promuovere giornalismo di qualità in Europa. [CzzC: gran colpo della cultura dominante che potrebbe prevedere sinergie con compiacenze dal Qatar come in ANSA: rischioso parlarne?]

 

↑2014.11.11 <Avvenire> Caro direttore, sto leggendo “La guerra dei nostri nonni” di Aldo Cazzullo. E ho notato che 100 anni fa c’era più rispetto per la nostra lingua ... qual è la causa di questa deriva linguistica? Risposta di Avvenire: non c’è bisogno di tornare indietro di un secolo per rendersi conto del patrimonio che abbiamo preso a dilapidare con estrema rapidità ... Le lingue sono “viventi” ... ma per resistere hanno bisogno di essere amate, abitate con allegria e fedeltà “dal basso” (e tocca a noi, ma non da soli, con la compagnia di maestri preparati a donarci la ricchezza di lemmi, ...) ... vorrei tanto che fossimo all’altezza di un dovere che, personalmente, sento molto e che negli anni 50 e 60 venne anche splendidamente interpretato dalla nascente tv, dalla radio e da larga parte della stampa ... E non mi nascondo affatto che all’origine dell’immiserimento dell’italiano ci sono in misura non piccola anche colpe dei nostri mass media. [CzzC: all’amica che mi ha segnalato questo articolo commento che solitamente cerco di scrivere con la correttezza che imparai al liceo, anche se ricorro ad espressioni sintetiche, neologismi e inglesismi che sarebbero vietati in un buon tema d’italiano; ma ben più dell’inquinamento e immiserimento dell’italiano mi spiace e preoccupa l’alterazione ideologica del significato di parole inequivoche per millenni (vedi il termine famiglia, legge naturale, ...) che, lungi dall’accrescere qualità della vita e della comunicazione, genera quantomeno Babele degli intendimenti ed aumento dell’entropia dell’informazione.]

 

↑2014.11.gg <CCM>: vivere↔comunicare: il Cardinale Scola “Lo smarrimento circa i fondamentali del vivere, .. tutto deve essere riscritto nei nostri tempi, ripensato e perciò rivissuto. Un ambito nuovo di testimonianza e racconto. Non si possono più separare queste due parole, bisogna vivere ciò che si intende comunicare. E ciò che non è comunicato non è interamente compreso; e se non è compreso è perché non è adeguatamente vissuto.

 

↑2014.06.01 Messaggio di Papa Francesco I per la 48ª Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali: Comunicazione al servizio di un'autentica cultura dell’incontro. Se volessi vedere i messaggi per le Gmcs (Giornate mondiali delle comunicazioni sociali) negli anni precedenti,...

- 47ª Gmcs 12/05/2013: Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione

- 46ª Gmcs 20/05/2012: Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione

- 45ª Gmcs 05/06/2011:Verità, annuncio e autenticità di vita nell'era digitale

- 44ª Gmcs 16/05/2010 Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola

- 43ª Gmcs 24/05/2009: Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia

- 42ª Gmcs 04/05/2008: I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla

- 41ª Gmcs 20/05/2007: I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l'educazione

- 40ª Gmcs 28/05/2006: I media: rete di comunicazione, comunione e cooperazione

 

↑2014.01.10 Commentando un articolo su “il coraggio della certezza”, cito Change di Paul Watzlawick che mi fu consigliato dalla docente di un corso, cui avevo detto di aver letto Pragmatica della comunicazione umana del medesimo autore). Mi piacque il richiamo alla teoria dei tipi logici in supero della teoria dei gruppi, di mia reminiscenza universitaria.

 

↑2013.01.24 Comunicazione web: Messaggio di Benedetto XVI per la giornata delle comunicazioni sociali 2013.05.12, anticipato da questa nota che  puntando su 3 “pilastri o temi-chiave, fondamenta della prospettiva ecclesiale sulla comunicazione.

1) L’ambiente digitale è uno spazio di esperienza reale
Scrive Benedetto XVI che i social networks non devono essere visti dai credenti semplicemente come uno strumento di evangelizzazione. La Rete non è da «usare», ma da abitare perché la vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale.

2) In rete si pensa insieme e si condivide la ricerca
lo sviluppo delle reti sta «contribuendo a far emergere una nuova “agorà”, una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità».

3) In rete si vive un coinvolgimento interattivo con le domande degli uomini
Il Pontefice indica il rischio più insidioso: quello di conversare soltanto con coloro che già condividono le nostre visioni. E invece – scrive – «dialogo e dibattito possono fiorire e crescere anche quando si conversa e si prendono sul serio coloro che hanno idee diverse dalle nostre».

Il 12/12/2012 il Papa aveva iniziato ad usare twitter

 

↑2011.01.27 Trattando del Perdono cristiano, lo trovo straordinariamente capace di produrre cambiamenti altrimenti impossibili, tanto da farmi ricordare il modello matematico dei tipi logici in superamento della teoria dei gruppi come lessi in "Change" di Watzlawick nella parte "persistenza e cambiamento".

 

↑2004.06.18 <chiesacattolica> "Comunicazione e Missione" - Direttorio sulle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa    versione testuale - Episcopato italiano