Trasparenza e correzione fraterne: quando io ti ponessi domande in tentativo di correzione fraterna, sappi che mi presumerei sempre correggibile in almeno pari reciprocità

Quando mi capitasse di ravvisare la necessità di discernimento sulle tesi di qualche autore, cercherei di esprimere i miei dubbi e di formulare commenti ponendogli domande, con la promessa di comunicare agli amici eventuale sua risposta esplicativa o di me correttiva; ammetto di non riuscire sempre a contattare l’autore, ma quando fosse un sacerdote, o un fratello di fede influente sui media, curerei l’intento con più diligenza.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 13/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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Allo scopo tento di raggiungere l'interessato via email (qualche docente universitario, giornalisti, politici, sacerdoti: ad es. Farina, Renner, Zanotelli, Cattani, Beretta, Barbieri, Bindi, ...), altrimenti via posta cartacea (ad es. Cristelli) o via telefono (ad es. Ferrari).

Pongo all’interessato domande contestualizzate, senza forma di cortesia (gli do del TU, all’inglese, ma solo per immediatezza, non per mancanza di rispetto): gli presento commenti e domande, ammettendo che sovente sottintendono un tentativo di CORREZIONE FRATERNA, gli prometto che riporterei agli amici eventuali suoi feedback, ma lo prego di non spifferarci alla stampa di certa cultura dominante, che notoriamente userebbe questi tentativi di correzione fraterna a scopo denigratorio della nostra Chiesa cattolica, facendoli passare per rancorosi dissidi e partigianerie, da alimentare utilmente soprattutto se riconducibili a relazioni tra partiti: anche per questo motivo in occasione di elezioni procaccio preferenze a più di un candidato, ma non dico per chi voto.

Quanto ai tentativi di correzione fraterna assicuro che non vengono da presunzione di verità in tasca, mentre li considero sempre reciprocabili, perché di nulla mi vanto se non di essere sempre attenzionato da una grande Misericordia.

Metto in conto che qualche interpellato ironizzi detti tentativi, e li respinga sdegnosamente fino a diffidarmi dal ripresentarmi a lei/lui per email, come ad esempio qui.

Ti pregherei di segnalarmi eventuale tuo dissenso o disturbo a fronte delle mie domande ...