Dio degli eserciti: togliamone l’invocazione dalle nostre preghiere: scandalizza anziché attrarre a Cristo, così come altre espressioni equivocabili da non iniziati

Invocazioni di preghiera, lettura della Parola di Dio, omelie e catechesi dovrebbero essere ordinariamente inequivocabili se volessimo attrarre a Cristo anche i lontani: non dovremmo usare un linguaggio da iniziati.

Anche come incoraggiamento ai fratelli islamici (attesi da un lavoro di riforma dei testi sacri ancor più impegnativo del nostro), auspicherei che venissero rimosse dalle preghiere cattoliche, a cominciare dalla Liturgia delle Ore, le invocazioni al Dio degli eserciti e analoghe invocazioni allo sterminio di infedeli, dissoluti e loro pargoli.

È pur vero che, a differenza degli islamici renitenti alla reinterpretazione moderna dei loro testi sacri, noi cristiani (e un po' anche gli ebrei) abbiamo reinterpretato la parte antica della Bibbia, perché, altrimenti, presa alla lettera ci presenterebbe un Dio (degli eserciti appunto) tutt'altro che mite, diremmo spietato contro infedeli, dissoluti e perfino contro i loro inermi innocenti pargoletti e discendenti: quasi ispirazione per Isis. Ne abbiamo fatta di buona strada interpretativa, ma potremmo ulteriormente migliorare, almeno per non scandalizzare i giovani anziché attrarli a Cristo: ad esempio?

Erano gli anni tra il 2003 e il 2007 quando, viaggiando pendolare in treno verso Verona, notai un giorno la seguente scenetta: due ragazze erano sedute vicino a due suore che leggevano sommessamente il breviario; dopo che le due oranti furono scese ad una stazione intermedia, le signorine iniziarono a sghignazzare con frasi del tipo «hai visto che robaccia pregavano quelle due suore? Il Dio degli eserciti!»]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 11/02/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: la Bibbia non va intesa con letteralismo; usiamo preghiere trasparenti, non in linguaggio per iniziati

 

↑2018.02.11 alla Messa domenicale di oggi ebbi un brivido di repulsione nell’udire il lettore proclamare “Parola di Dio” alla fine della prima lettura Dal libro del Levìtico (Lv 13,1-2.45-46): Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli. Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”. Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento». Parola di Dio [CzzC: meno male che poco dopo udii il Vangelo (Mc 1,40-45), con Gesù che, smentendo la suddetta parola di Dio, toccava il lebbroso]