Bella la FICTION, ma attenzione al trucco della “licenza artistica” abusata per infangare avversari.

La denigrazione dell’avversario nell’immaginario collettivo si può ottenere con forme di menzogna che non necessitano di smentita come quelle che si scudano con la licenza artistica delle FICTION (romanzo, film, teatro, musica, videogiochi, ...), l’autore delle quali può millantare che «ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale», mentre sa bene che nel lettore/spettatore susciterà EMOZIONI e fisserà RICORDI come se quel puramente casuale fosse pura menzogna, alibi per evitare accusa di diffamazione, ironia perfettamente intesa.

- Qualche volta l’avversario reale, bersagliato da tale modalità denigratoria, ha commesso così tanti ed efferati crimini contro il bene comune, da rendere irrilevante l’eventuale poco bene compiuto e, dunque, le fiction della specie alimenterebbero nell’immaginario collettivo un’avversione meritata per l’ammontare del male se non per lo specifico episodio narrato inventato: è il caso, ad esempio, del nazismo: molti giovani oggi lo avversano più per le fiction viste in demerito che per quanto studiato sui libri di storia, e, viceversa, alcuni giovani (ancora pochi per fortuna) esibiscono svastiche nonostante quanto imparato a scuola, imbevuti di fiction denigranti gli avversari del nazismo; analogamente bevono non pochi estremisti islamici.

- Ma altre volte è un intento ideologico che usa la modalità denigratoria della fiction per bersagliare un presunto avversario collettivo di Weltanschauung, che, pur avendo annoverato esponenti peccaminosi, nell’ammontare della sua storia ha favorito assai più il bene comune che il suo contrario grazie ad esponenti universalmente “santificati” e a miliardi di nascosti facitori di bene: tale intento criminalizzatorio sarebbe ravvisabile in potenti matrici del mainstream, che, ad esempio, favoriscono fiction denigratorie dell’esperienza cristiana in generale e cattolica in particolare: l’amplificazione mediatica di qualche male fatto è tale da far apparire irrilevante il tanto bene compiuto e, dunque, le fiction della specie alimenterebbero nell’immaginario collettivo un’avversione ingiusta verso l’esperienza cristiano-cattolica. Esempi? Nell’immaginario di miliardi di persone è fissato un giudizio sul cattolicesimo alimentato più dalle fiction della serie il Codice da Vinci di Dan Brown, che dalle parole dei Papi e dalla testimonianza di milioni di sconosciuti emuli di Madre Teresa di Calcutta; che poi ... continua con mio amarcord/Serravalle.]

 [Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità,  modificata 12/03/2019; col colore grigio distinguo i  miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Correlati: informazione seminante piene o mezze bugie e dissimulante verità per ingannare, neutralizzare e/o contenere informazioni, framing; censura strabica; criminalizzare, guerra mediatica, calunnia; pregiudizio; monopoli informativi; reductio ad Hitlerum

 

 

2019.03.11 <stampa> Il nome della rosa: attenzione agli inganni sul confine tra fiction e storiografia. Dalle incongruenze rispetto al romanzo alla visione grottesca del Medioevo, non bisogna mai dimenticare che l’opera di Eco è narrativa [CzzC: forse già il libro di Eco era una danza sul confine tra fiction e storiografia, in abuso della licenza artistica per infangare avversari ideologici]

 

↑2018.11.03 <internazionale> L’Italia e la grande guerra senza la retorica nazionalista che ha avvolto gli anni 1914-1918 da un’aura di sacralità, leggendolo solo (neutralizzare) attraverso la lente deformante dell’eroismo, dell’onore, della patria, della propaganda bellica. Affrontare i tabù costò conseguenze per gli autori: Emilio Lussu fu accusato di disfattismo e antipatriottismo per Un anno sull’Altipiano, mentre La rivolta dei santi maledetti di Curzio Malaparte incappò nella censura e fu sequestrato. Negli anni settanta sono stati pubblicati saggi critici e analisi storiche rigorose e obiettive, come quelli di Mario Isnenghi, Giorgio Rochat, Enzo Forcella, Alberto Monticone e Piero Melograni. Con fiction tv semplicistiche come Il confine e Fango e gloria - andate in onda su Rai1- sono stati cancellati episodi sgraditi alla retorica ufficiale come le renitenze, il pacifismo, le fraternizzazioni tra nemici, le diserzioni, gli ammutinamenti, le rivolte. Pagine che però sono fondamentali per capire meglio quell’immensa carneficina che fu la prima guerra mondiale, a cent’anni dalla sua fine.

 

↑2017.12.06 <blas.news huff>: E se la fiction Gomorra (serie giunta alla sua 3ª stagione) fosse diseducativa? P è solo una rappresentazione folcloristica della camorra, arte cinematografica che non va censurata in alcun modo? Sostenitori della prima tesi sono due magistrati da anni in prima linea nella lotta alle mafie: Giuseppe Borrelli (procuratore aggiunto della DDA di Napoli) e Nicola Gratteri (procuratore di Catanzaro). Difendere Gomorra, invece, il protagonista attore Marco D’Amore

 

↑2014.12.06 <terradimaria>: Mary’s Land, Terra d i Maria: dove e quando vedere questo film in Italia. <avvenire>: film che indaga la fede. Firmato da Juan Manuel Cotelo, già regista e produttore/2010 de L’ultima Cima. Ex numerario dell’Opus Dei, 47 anni, Cotelo ha fondato una casa di produzione, la “Infinito más Uno”. Ne la Terra di Maria Cotelo veste i panni dell’“avvocato del Diavolo”, che indaga una porzione di mondo oscuro dove abita un popolo variegato che ancora agli inizi del Terzo Millennio sostiene di parlare con gli angeli, di abitare con un piede in una realtà ultraterrena e di camminare in compagnia di una donna celeste che nessuno ha visto, ma che tutti chiamano “Madre”. Con questo reportage tra fiction e realtà Cotelo spera di bissare il successo dell’Ultima cima. [CzzC: mi basta il magistero petrino coi piedi per terra, mentre uso cautela verso le fiction manipolanti il senso religioso (ammesso che tale sia) che confidano in obiettivi di cassetta]

 

↑2011.10.25 A causa dell’abbandono di Platone? [CzzC: C’è ben altro che SECOLARIZZA, caro don A.Matteo; ad esempio la menzogna di tante fiction mediatiche o video-ludiche (alla Dan Brown) ha radicato nella mente ...  continua].

 

↑2010.09.29 <tempi> MARKETING del RELATIVISMO RELIGIOSO vacuo per quel che basta e suggestivo per quel che resta. È fiction, spettacolo, magnetismo religioso a buon mercato. Vedi il san Filippo Neri raffigurato in un recente sceneggiato sui Rai Uno  ... Ma chiedere un rigore razionale a chi fa del razionalismo l’arma per confutare le certezze di fede, sarebbe troppo. Chiedere, ad esempio, ... al teologo Vito Mancuso che sostenere che l’anima è un’«eccedenza energetica» sprigionata dalla materia significa supporre che un elefante abbia più anima di un uomo. Come ha notato Vincenzo Vitale nel suo Volti dell’ateismo, «Mancuso ammette che è proprio così, ma precisa che a differenza di quella dell’elefante, l’energia dell’uomo è “più ordinata”. Già. Peccato che resti da spiegare l’unico aspetto che veramente conti e che invece in Mancuso rimane avvolto nel mistero: perché l’energia umana sarebbe più ordinata e come avverrebbe tale raffinamento organizzativo».

 

2011.01.05 <Introvigne> Il sociologo forse può anche dire anche di più circa l’enorme impatto della “popular culture” – romanzi, film, televisione – su un’opinione pubblica dove ormai è la vita a imitare l’arte e non viceversa e la fiction è considerata fonte d’informazioni sulla realtà (“Il Codice da Vinci” insegna).