modificato 27/03/2017

 

Relativismo: aumentare entropia valoriale, negare verità basiche

Correlati: verità, libertà, diritti umani, dignità umana, pensiero debole senza eterne contrapposizioni, nichilismo, L5

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<wikipedia>: negare l'esistenza di verità assolute e la possibilità di giungere a una loro definizione basica. Al confronto del moderno relativismo valoriale, appare ingenuo quello della sofistica greca e dello scetticismo: l’entropia valoriale moderna individualista, funzionale al sistema della dea pecunia, si giustifica con l'empirismo, il pragmatismo, il diritto della forza sulla forza del diritto in etologica più che etica emulazione della lotta per la sopravvivenza delle bestie, motivata dalla maggior efficienza che offre al sistema finanziario attraverso il darwinismo sociale.

<academia.edu>: tra le varie forme di relativismo annotiamo quello di tipo razionalista (tipico della massoneria) e quello di tipo volontarista o soggettivo (tipico della New Age).

Irriterebbe il pensiero debole il criterio pro bene comune e giustizia che Benedetto XVI espresse a Berlino: valori da fondare perfino al riparo del criterio di maggioranza: «In gran parte della materia da regolare giuridicamente, quello della maggioranza può essere un criterio sufficiente. Ma è evidente che nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell’uomo e dell’umanità, il principio maggioritario non basta».

Il relativismo e nichilismo soffocano e ingannano il nostro desiderio più umano (verità e significato della mia vita),  inducono a perdere il gusto della vita e il rispetto delle altre persone che non siano funzionali al soddisfacimento delle individualistiche pretese dei più forti.

 

 

17/01
2017

i 5 dubia su Amoris Laetitia: <foglio>: se l'eleganza di Caffarra non va confusa con le intemperanze di Burke, ma la convergenza con Fr1 è impossibile, perché il metodo è diverso: Caffarra e altri come lui si pongono sul piano dei princìpi non negoziabili, Fr1 non li nega, ma, visto che la metà degli sposati divorzia, egli sostiene che anche questa metà fa parte della Chiesa, «non sono scomunicati» [CzzC: caro Introvigne, mi pare forzoso l’alludere che Caffarra accampi i non negoziabili per la metà degli sposati che divorziano: l’indissolubilità sarebbe un di cui? Sussistente invece parrebbe il timore di relativismo se, sdoganata l’eccepibilità della norma attuale, non se ne precisassero ai confessori le condizioni minimali e se ne lasciasse decidere l’ammissibilità alla loro discrezionalità o a quella della coscienza individuale: converge o diverge?]

03/07
2016

<Lib&pers> l’unica speranza è il ritorno alla realtà. Siamo di fronte ad un mostro ideologico, etico, sociale, psichico, di costume, etc. ma prima di tutto onto-logico.

Il Relativismo si gioca infatti (e si vince) prima di tutto sul piano della logica e dell’ontologia: ricordando che l’essere non è un niente, che ogni forma di relativismo, di naturalismo, di psicologismo e di storicismo ingannano quando affermano ciò che negano: si pretendono veri negando che esistano verità.

09/06
2016

<stampa>: Gesù non insegna "o questo o niente" ma un sano realismo. Fr1: bisogna liberarsi da un idealismo rigido che non è cattolico e che non permette di riconciliarsi [CzzC: ponderazione delle priorità e dei rapporti di causa-effetto, what-if in funzione del male minore e prevenzione del maggiore, sono ragionevolezza non relativismo]

27/02
2016

Dobbiamo accettare che tutto cambi? O dobbiamo proteggere almeno le fondamenta della nostra umana dimora? [CzzC: condivido in larga misura questo aforisma, come la definizione di intelligenza "capacità di sapersi adattare alle situazioni nuove", ma attenzione: l'albero che riesce a piegarsi senza spezzarsi ha anche buone radici, altrimenti ...  continua ...]

09/10
2015

<asianews>: Papa: “vigilanza e discernimento”, perché “il Maligno è nascosto” e “sempre cerca di ingannare”. Se “è stato cacciato via” ha “pazienza, aspetta per tornare”, “viene con i suoi amici molto educati, bussa alla porta, chiede permesso, entra e convive con quell’uomo, la sua vita quotidiana e, goccia a goccia, dà le istruzioni”. Con “questa modalità educata” il diavolo convince a “fare le cose con relativismo”, tranquillizzando la coscienza.

13/06
2015

<news.va>: Fr1 al CSM: “Giustamente in questo tempo si pone un accento particolare sul tema dei diritti umani, che costituiscono il nucleo fondamentale del riconoscimento della dignità essenziale dell’uomo. Questo va fatto senza abusare di tale categoria volendo farvi rientrare pratiche e comportamenti che, invece di promuovere e garantire la dignità umana, in realtà la minacciano o addirittura la violano. La giustizia non si fa in astratto, ma considerando sempre l’uomo nel suo valore reale, come essere creato a immagine di Dio e chiamato a realizzarne, qui in terra, la somiglianza”. ... “È necessario intervenire non solo nel momento repressivo, ma anche in quello educativo, rivolto in modo particolare alle nuove generazioni, offrendo un’antropologia - che non sia relativista - ed un modello di vita in grado di rispondere alle alte e profonde ispirazioni dell’animo umano”

29/09
2014

[CzzC: la Legge Naturale è un termine che nel pensiero debole della per la cultura dominante non ha un significato universale, ma cangiante per ambiti culturali e storici, quantomeno perché frutto di un’educazione e non del DNA. Per tale cultura sarebbe improprio fare riferimento al termine Legge Naturale, come invece vi fa riferimento ad esempio la morale cattolica, la quale non a caso, affronterebbe la montante crisi valoriale in termini di sfida educativa e di emergenza educativa.]

15/08
2014

Il cristiano relativista sta bene alla cultura dominante e ai massoni per i quali il relativismo è un equilibrio; non a caso essi infiltrano sette evangeliche e va loro bene il vangelo sociale come inteso ad es. dal battista Walter Rauschenbusch (il Regno di Dio ‘non consiste nel salvare atomi umani, ma nel salvare l’organismo sociale’).

09/02
2014

Chiesa e massoneria, Papi e massoneria: [CzzC: vedrei correlazione tra il pensiero debole e il naturalismo razionalista, il relativismo delle fedi che i muratori subordinano alla più ampia verità che si manifesterebbe nella comunità della buona volontà, cioè nella fraternità massonica]

22/03

2013

Francesco I udienza al corpo diplomatico: «... povertà materiale ... Ma c’è anche un’altra povertà! È la povertà spirituale dei nostri giorni, che riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi. È quanto il mio predecessore, il caro e venerato Benedetto XVI, chiama la “dittatura del relativismo”, che lascia ognuno come misura di se stesso e mette in pericolo la convivenza tra gli uomini. E così giungo ad una seconda ragione del mio nome. Francesco d’Assisi ci dice: lavorate per edificare la pace! Ma non vi è vera pace senza verità! Non vi può essere pace vera se ciascuno è la misura di se stesso»

«Non si possono costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio. Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri».

19/01
2013

<tempi>: Padre Romano Scalfi 90 anni da testimone: .«Vent’anni di consumismo in Russia, peggio che settanta di comunismo?», chiede Corradi. «Il problema della Russia oggi, come dell’Occidente, – risponde Scalfi – più che il consumismo è il relativismo. Il quale a sua volta è l’ultima deriva del razionalismo di cui anche Marx è espressione. La falsità fondamentale del marxismo era nel dire che la coscienza dell’uomo è determinata dalle forze produttive e dai rapporti di produzione: l’uomo dunque non era più libero, la sua natura era stata alterata. Anche il relativismo oggi nega questa natura, nega il cuore dell’uomo come innato, quando afferma che non esiste una verità assoluta. Quando dice, come si usa tra i fautori del pensiero debole, che fra menzogna e verità non c’è differenza. Se fosse vero, non avrebbe senso l’azione stessa dell’uomo. È questo, a mio parere, che sta disfacendo l’Occidente».

25/10
2012

P.Gheddo: la missione è indebolita dal RELATIVISMO che cancella l'unicità della salvezza di Gesù Cristo, proponendo tanti "salvatori", o riducendo l'annuncio alla sola proposta di "valori" cristiani. Benedetto XVI spinge a una "santa inquietudine" perché tutti conoscano Gesù Cristo, riproponendo la "bussola" del Concilio Vaticano II.

14/04
2012

Relativismo e legge naturale: secondo una concezione positivista del diritto la maggioranza dei cittadini diventa la fonte ultima della legge civile: la ricerca del bene sarebbe subordinata in tal modo a quella dell'equilibrio dei poteri e il relativismo etico sarebbe concepito come una condizione della democrazia. Ma se fosse così, la maggioranza di un momento diventerebbe l’ultima fonte del diritto. La storia dimostra che le maggioranze possono sbagliare. Invece è la legge naturale il fondamento perché ognuno possa vivere rispettato nella sua dignità e difeso da arbitri e soprusi del più forte

09/03
2012

[CzzC: pongo domande al padre camaldolese Gianni Dal Piaz che, invitato a sermonarci su “giovani: generazione incredula?" cita Papa Benedetto XVI sul relativismo per dire che, se fosse stato qui, ci avrebbe scomunicati tutti. Suppongo che raccoglierebbe il plauso pensiero debole]

25/01
2012

Dio tra trascendenza e KENOSIS: a partire dalla seconda metà degli anni Novanta una svolta teologica segna gli sviluppi del pensiero debole di Vattimo, che avrebbe ritrovato in se stesso una radice cristiana, riconducibile filosoficamente all’evento specificamente cristiano della «kenosis» cioè dell’abbassamento con cui Dio ha scelto di incarnarsi in Gesù Cristo e di farsi uomo: in questa prospettiva Vattimo ha accentuato una contrapposizione tra il suo pensiero e la teologia dialettica di Karl Barth  ... continua ...

18/10
2011

Emblema del pensiero debole: Gianni Vattimo: viva l'incerto! «Grazie a Dio sono incerto, o anche ateo – non idolatra, non verità-dipendente... E poi, una esistenza tutta certezza, che barba. Un po’ come il paradiso della tradizione:». [CzzC: commento ponendo domande a Vattimo e chiedendogli di segnalarmi in merito eventuale dissenso o istruzioni correttive]

22/09
2011

Irriterebbe il pensiero debole Benedetto XVI a Berlino: valori da fondare perfino al riparo del criterio di maggioranza: «In gran parte della materia da regolare giuridicamente, quello della maggioranza può essere un criterio sufficiente. Ma è evidente che nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell’uomo e dell’umanità, il principio maggioritario non basta».

05/07
2011

da Assisi 1986 ad Assisi 2011 il significato di un cammino. « La convergenza dei diversi non deve dare l’impressione di un cedimento a quel RELATIVISMO che nega il senso stesso della verità e la possibilità di attingerla». Nota[1]

06/06
2011

Piacerebbe al pensiero debole: <voceevangelica>: Alberto Bondolfi dell’ISR-FBK: un medesimo sentire di fede “non garantisce automaticamente un’unità di vedute nelle questioni morali[CzzC: mi chiedo se qui Bondolfi stia usando il trucco dialettico del lasciar confondere condizione necessaria con condizione sufficiente, magari pro relativismo]

21/01
2011

Papa alla Questura di Roma: nel pensiero moderno mancano riferimenti oggettivi al vero. Nota[2]

02/12
2010

Rio De Janeiro: i narcos, la guerriglia e il buon ladrone. «Il maggior pericolo che oggi l’umanità ... è la perdita del gusto della vita». Nota[3]

22/11
2010

DITTATURA DEL RELATIVISMO: viene prima la LIBERTA' o la VERITA'? Vedi anche qui. Nota[4]

08/10
2010

Il RELATIVISMO non riguarda solo le grandi questioni morali (la vita, i valori), ha un risvolto concreto nella vita di tutti i giorni, in tutti i suoi angoli. Ed è un risvolto paradossale e drammatico.

29/09
2010

MARKETING del RELATIVISMO RELIGIOSO vacuo per quel che basta e suggestivo per quel che resta. È fiction, spettacolo, magnetismo religioso a buon mercato. Nota[5]

22/09
2010

Benedetto XVI: «Evangelizzare la cultura, malgrado il “secolarismo aggressivo” e il RELATIVISMO»

30/07
2010

Piacciono al pensiero debole i MAESTRI DI DUBBIO: davvero sarebbe dal dubbio che nasce la buona informazione? Davvero il dubbio sarebbe responsabile mentre la mancanza di dubbi sarebbe irresponsabile? Così in vista di EDUCA su Cooperazione tra consumatori: pongo domande all'autore]

30/09
2009

Benedetto XVI: "Non aver paura della VERITA' perché essa è amica dell’uomo e solo nell’amore per il bello e il vero si può offrire un futuro ai giovani"

24/09
2009

Ostellino: ha ragione Bagnasco, il NICHILISMO è la causa della nostra crisi [CzzC: ritengo si riferisca soprattutto alle implicazioni relativistiche del nichilismo]

25/08
2009

Se RELATIVISMO è il contrario di dogma, non sarebbero per l'appunto dogmatici quelli che, accusando il relativismo, impongono una verità, una dottrina o un programma morale?

08
2009

Irriterebbe il pensiero debole la Caritas in veritate [CzzC: un’enciclica che mi aiuta assai nella carità e nel sentire la fondatezza ragionevole del mio essere cristiano e di praticarla: vedi anche carità non solo materiale, verità, veritas in caritate o la carità è Dio]

12/08
2009

Tendenza “NICHILISTA” del pensiero contemporaneo con il suo doppio versante, quello della «dittatura del razionalismo», e quello della «dittatura del RELATIVISMO»

09/08
2009

Papa Benedetto XVI all'Angelus: «lager nazisti simbolo estremo del male, come il NICHILISMO contemporaneo». [CzzC: il Papa si riferisce soprattutto alle implicazioni relativistiche del nichilismo: non a caso, infatti, i piloti della nostra cultura dominante, tifosi del pensiero debole ...] E. Severino sul Corriere e A. Sofri su Repubblica criticano l'espressione del Papa. Anche V. Mancuso prende le distanze dal Papa, ma condivide la critica all'antropocentrismo moderno e l'impossibilità di un'etica senza trascendenza; per non parlare di Umberto Eco arrabbiato per la chiarezza antirelativistica di B16 tanto da sbeffeggiarlo come uno studentello; ma forse con tali stravaganze guadagna punti in candidatura Nobel per la letteratura]

21/02
2008

Lo studioso Francesco Remotti pubblica un pamphlet sul concetto di natura e di famiglia, una sorta di lettera a Benedetto XVI che finisce per essere un inno al relativismo: goduria per il pensiero debole.

02/12
2007

Scalfari sulla sua Repubblica: «A Benedetto XVI il relativismo non piace ed è comprensibile in chi amministra la verità assoluta (la sua). Non c'è niente da dire su questo punto. Certo, anche la Chiesa cambia spesso di opinione su fatti peccati e peccatori. E' umano. A rileggere la sua storia ci si accorge che è anch'essa immersa nel relativismo. Anche questo è umano». [CzzC: non hai capito la differenza tra la tua parola e quella di Cristo e dunque quella della Chiesa? Anche per Gesù, che osò dirsi verità (qui adest), gli scandali sono inevitabili (li disse necessari, addirittura), ma per lui il peccatore può riconoscersi tale riconoscendo la verità, quindi senza essere relativista; per te sarebbe obbligo essere relativisti perché siamo peccatori?].

18/04
2005

<vatican>: di Joseph Ratzinger, omelia della Messa Pro Eligendo Pontifice: Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie [CzzC: vedi come tanti illuminati piloti della cultura dominante, ad es. Umberto Eco, sbeffeggeranno B16° sul suo puntuale discernimento in resilienza al relativismo]

02
1995

<academia.edu>: Il relativismo consiste nel «considerare la verità come qualcosa di dipendente da una variabile indipendente che, come tale, la determina»: tra le molteplici variabili indipendenti annotiamo quelle che determinano il relativismo razionalista e quello volontarista: per il primo è "è vero solo quanto si relaziona gnoseologicamente in forma retta ed efficace con la ragione umana"; per il secondo vale il soggetto: "ciascuno potrà far prevalere la sua verità sulle altre". La massoneria costituisce uno dei principali organizzatori sociali del relativismo razionalista; la New Age di quello volontarista.

 



[1] Giovanni Paolo II spiegò chiaramente il senso del ritrovarsi a pregare nella stessa città: «Il fatto che siamo venuti qui non implica alcuna intenzione di ricercare un consenso religioso tra noi o di negoziare le nostre convinzioni di fede. Né significa che le religioni possono riconciliarsi sul piano di un comune impegno in un progetto terreno che le sorpasserebbe tutte. E neppure è una concessione al relativismo nelle credenze religiose» (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, 1986, vol. ii, p. 1252).

   Quest’ultimo punto era di capitale importanza: il relativismo o il sincretismo, infatti, finiscono per distruggere, anziché valorizzare, la specificità dell’esperienza religiosa. Su questo aspetto si è tornati più volte in seguito, anche a motivo di interpretazioni superficiali, che non sono mancate, di quel primo incontro di Assisi. Nella lettera inviata al vescovo di Assisi per il XX anniversario dell’evento, Papa Benedetto XVI ricorderà che «è doveroso [...] evitare inopportune confusioni. Perciò, anche quando ci si ritrova insieme a pregare per la pace, occorre che la preghiera si svolga secondo quei cammini distinti che sono propri delle varie religioni. Fu questa la scelta del 1986, e tale scelta non può non restare valida anche oggi. La convergenza dei diversi non deve dare l’impressione di un cedimento a quel relativismo che nega il senso stesso della verità e la possibilità di attingerla» (Messaggio a monsignor Domenico Sorrentino, 2 settembre 2006, Insegnamenti di Benedetto XVI, 2006, vol. ii, p. 190).

[2] ... nel pensiero moderno si è sviluppata una visione riduttiva della coscienza, secondo la quale non vi sono riferimenti oggettivi nel determinare ciò che vale e ciò che è vero, ma è il singolo individuo, con le sue intuizioni e le sue esperienze, ad essere il metro di misura; ognuno, quindi, possiede la propria verità, la propria morale. La conseguenza più evidente è che la religione e la morale tendono ad essere confinate nell’ambito del soggetto, del privato: la fede con i suoi valori e i suoi comportamenti, cioè, non avrebbe più diritto ad un posto nella vita pubblica e civile. Pertanto, se, da una parte, nella società si dà grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, dall’altra, la religione tende ad essere progressivamente emarginata e considerata senza rilevanza e, in un certo senso, estranea al mondo civile, quasi si dovesse limitare la sua influenza sulla vita dell’uomo.

[3] «Il maggior pericolo che oggi l’umanità possa temere – afferma Teilhard de Chardin – non è una catastrofe che venga da fuori, una catastrofe stellare; non è la fame né la peste, ma invece questa malattia spirituale, la più terribile perché è il più immediatamente umano dei flagelli: la perdita del gusto della vita».

L’esempio concreto di taluni giovani educatori in alcuni asili e Centri educativi della nostra città, che hanno avuto la forza di cambiare vita anche dopo essere stati coinvolti nel traffico, ci permette di cominciare a dare un giudizio e, per questo, di iniziare un cammino: il cuore dell'uomo ha bisogno di essere educato, ciò significa che ha bisogno di incontrare qualcuno che lo risvegli, che lo aiuti a battere di nuovo con il desiderio che ha di bellezza, di verità e di giustizia, perché il cuore di qualsiasi uomo è fatto così, e deve trovare in questo mondo qualcosa che possa riconoscere come un bene, qualcosa per cui valga la pena vivere, perché così la vita diventa più umana, più vera, più degna di essere vissuta, senza dover ricorrere a momenti di fuga.

[4] Tutte le volte in cui abbiamo messo la libertà davanti alla verità abbiamo fatto disastri. Se nella nostra condotta - come nelle leggi positive -prescindiamo dalle leggi naturali che regolano la vita dell’uomo e la sua convivenza, quello che faremo sarà contro l’uomo. È questa la sorte ineluttabile di una libertà che pretende di manipolare la verità delle cose. Lo stesso vale per le leggi economiche. L’economia non può ignorare i principi morali che regolano il comportamento umano.

[5] Come siamo arrivati a spacciare per riflessioni sull’esistere e sui millenari dilemmi umani, questo discount del banale, dell’emotivo, dell’assurdo? ... E perché tutti i maggiori quotidiani italiani hanno presentato l’ultimo libro (The Grand Design) dell’astrofisico Stephen Hawking come la dimostrazione risolutiva, insindacabile, definitiva del fatto che «Dio non esiste»? ...

   Ma chiedere un rigore razionale a chi fa del razionalismo l’arma per confutare le certezze di fede, sarebbe troppo. Chiedere, ad esempio, ... al teologo Vito Mancuso che sostenere che l’anima è un’«eccedenza energetica» sprigionata dalla materia significa supporre che un elefante abbia più anima di un uomo. Come ha notato Vincenzo Vitale nel suo Volti dell’ateismo, «Mancuso ammette che è proprio così, ma precisa che a differenza di quella dell’elefante, l’energia dell’uomo è “più ordinata”. Già. Peccato che resti da spiegare l’unico aspetto che veramente conti e che invece in Mancuso rimane avvolto nel mistero: perché l’energia umana sarebbe più ordinata e come avverrebbe tale raffinamento organizzativo».

   Ma è tutto inutile, è tutto vano. Il marketing del relativismo religioso è costruito sulla sabbia, non sulla roccia: è vacuo per quel che basta e suggestivo per quel che resta. Scrive le sue risposte nel vento e rumina tutto, santi compresi. È tutto fiction, spettacolo accattivante, magnetismo religioso a buon mercato. Il san Filippo Neri raffigurato in un recente sceneggiato sui Rai Uno ...