Stravaganze di catechisti laici SEDICENTI PROFETI, ma distonici rispetto al Magistero petrino

Chiedo ospitalità su VT per chiedere all'Ufficio catechistico diocesano come gestire le stravaganze  in titolo. Irrisposto.

Vedi Paolo VI 1969: «Oggi non è raro il caso di persone, anche buone e religiose, ... che si credono in grado di denunciare tutto il passato della Chiesa [...] come inautentico, superato  ... dichiarano chiusa un’epoca preconciliare, giuridica, autoritaria, e iniziata un’altra libera, adulta, profetica. [...]»

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 05/09/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: catechesi confondente, Leitmotiv del dissenso denigrante

 

Da: CzzC  Inviato: martedì 2 luglio 2013 17:28
A: Dir di VT
Cc: Resp. Uff Catechistico Diocesano
Oggetto: sogni del Vicario sul #26 di VT: ovvia la delega ai laici per i corsi di catechesi parrocchiale, in coerenza con linea pastorale ed evitando protagonismi di confusione

Caro M,

    mi riferisco ai sogni del Vicario sul #26 di VT, per ringraziare Mons. Lauro della chiara testimonianza, tutt’altro che onirica, e per esprimere una richiesta di orientamento all’Ufficio Catechistico diocesano in ambito formativo-catechetico, prendendo spunto dal Vicario che enuclea il presidio del sacerdote nell’ambito della vita, lasciando ai laici altri ambiti come amministrazione e catechesi.

Vorrei arrivare alla domanda con una doverosa contestualizzazione preventiva.

IL CONTESTO della domanda.

Mi esprimo da laico genitore lavoratore che non ha dimestichezza con le stanze ecclesiali, salvo che per la disponibilità del tempo che offro ad attività amministrative parrocchiali e forse in futuro anche di catechesi.

Ci pare che la maggior parte dei Parroci non abbisogni di insistenze per delegare a laici le attività amministrative della parrocchia (CAE) e numerosi corsi di catechesi per le varie fasce di età, perché, salvo rare eccezioni, ciò avviene ordinariamente, quantomeno per bilancio energetico: semmai il Parroco coordina e vigila affinché, soprattutto la catechesi, sia offerta in sintonia con la linea pastorale diocesana a sua volta in linea col Magistero petrino, onde siano contenute eventuali stravaganze catechetiche distoniche rispetto alla linea; tale vigilanza avviene in tutte le istituzioni dove il responsabile coordina le attività affinché si svolgano in coerenza con la mission, lo statuto e la normativa, ancorché senza dover ricorrere agli ispettori (peraltro adusi in tante istituzioni, anche della nostra cooperazione trentina, con adeguato sistema dei controlli interni). Ma

-          potrebbe accadere che qualche laico coordinatore delle catechiste parrocchiali, scudandosi col primato della coscienza individuale formata nel confronto con la comunità e rivendicando il protagonismo dei laici nella elaborazione del magistero, insegni che la Madonna non fu vergine;

-          potrebbe accadere che il suo braccio sinistro insegni che il papato di Giovanni Paolo 2° è stato distruttivo per la chiesa e non basteranno 20 anni per ripararne gli errori;

-          potrebbe accadere che il suo braccio destro insegni che “crocifissi nelle sedi pubbliche, aborto, finanziamenti alle scuole cattoliche, 8X1000, sono tutti temi dove è necessaria e da rispettare la mediazione della coscienza individuale», ed inviti Mancuso quaresimalista a catechizzarci che «non è necessario credere nella risurrezione di Cristo per essere salvi e il valore soterico della risurrezione fu aggiunto postumo nei Vangeli»;

-          potrebbe accadere che il responsabile di un importante studio teologico insegni che «il concetto di religione assoluta o unicamente vera lo ha coniato la cristianità, avviando persecuzioni di credenti di altre fedi (alias “pagani”) ed innestando un meccanismo doloroso, di cui essi stessi oggi sono vittime»;

-          potrebbe accadere che a noi, poco domestici di stanze ecclesiali (qualcuno dei suddetti sedicenti è invece stipendiato curialmente) certe espressioni appaiano più stravaganti che profetiche: al massimo le ingoieremmo come avances di pastorale coraggiosa come ci spiegherebbe il Parroco, cui potrebbe accadere che ci rivolgiamo per chiedere perché ci faccia catechizzare in quel modo;

-          ma potrebbe accadere che il Parroco ci risponda così : «La tua preoccupazione che qualcuno possa chiedersi perché abbiamo invitato Mancuso è presto spiegata perché siamo persone che accettano il dialogo e il confronto, siamo libere di cuore e di pensiero e non abbiamo venduto ammasso il cervello a nessuno»;

-          osiamo presumere che il Magistero petrino non incoraggi precisamente i suddetti protagonismi nell’incoraggiarci ad affrontare la sfida educativa in un contesto di nuova evangelizzazione.

LA DOMANDA

Spett. Ufficio Catechistico diocesano, consentitemi il plurale perché son certo di interpretare tanti fedeli sofferenti per il disorientamento con cui sono sovente strattonati e pure punzecchiati con ironia per la sudditanza ai dogmi e al papato, che non sarebbe sufficientemente democratico: se, a fronte di ipotetici contesti come quello qui alluso, noi poveri laici, dediti più alla preghiera tradizionale e al volontariato di carità materiale che a dispute formativo-catechetiche, ma confusi da cotali profezie, ci rivolgessimo a voi chiedendo aiuto al discernimento, ecco le nostra domanda:

-          dovremmo ritenerci impertinenti delatori? I sedicenti profeti ci additerebbero tali;

-          oppure riterreste ammissibile il nostro ricorso come pertinente richiesta di orientamento in umile tentativo di correzione fraterna assolutamente reciprocabile?

Grazie a prescindere dalla risposta. CzzC.

POST SCRIPTUM

Chiedo la non pubblicazione del mio nome esteso perché, siccome il primato della coscienza individuale formata nel confronto con la comunità (anziché col Magistero) e reclamante il protagonismo dei laici nella elaborazione del magistero, tifa assai per le scelte più progressiste in tema di gender (vedi l’Hollandiano matrimonio per tutti), avremmo di che temere, visto come scatta in Francia la rappresaglia della gender-inquisizione.

Paura senza speranza? Tutt’altro: siamo laici incoraggiati dalla fiducia in Cristo, liberi e lieti nel vedere quanti cuori anche giovani accorrono a Lui quando i catechisti non si vergognano della Verginità di Maria né della fedeltà ai fondamenti della nostra fede; una libertà che ci piace descrivere con le parole dell’omelia 27/06 del Papa in Santa Marta: “C’è oggi la tentazione dei Cristiani superficiali che credono sì Dio, Cristo, ma troppo ‘diffuso’: sono gli gnostici moderni, un cristianesimo ‘liquido’. Non si sentono su Gesù con quella fermezza che dà la presenza di Gesù. E non solo non hanno gioia: non hanno libertà. Questi sono schiavi della superficialità, di questa vita diffusa; e poi ci sono quelli che confondono solidità e fermezza con rigidità, parimenti non liberi”.