ultima modifica il 22/04/2019

 

Don Paul Renner incolpa i cristiani delle persecuzioni subite perché primi a dire che la loro religione è l'unica vera

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Il Renner, cui avevo chiesto perché sostenesse che i cristiani siano perseguitati in quanto sono stati i primi a dire che la loro religione era l'unica vera, è tanto convito della sua asserzione che mi dice: «Chieda al Papa e vedrà che sarà d’accordo anche lui». Ritenendo che per la ragione addotta da Renner i cattolici siano più perseguitati dai massoni che dagli islamici o dagli induisti, mentre riusciamo a collaborare con islamici e induisti di buona volontà, tutti certi della verità del nostro credo, il che anche valorizzando gli agnostici tessitori di dialogo pro bene comune, pur sentendomi preso da Renner per i fondelli, ottempero al suo imperativo ponendo la domanda a Roma che mi rimanda al mio Vescovo, dal cui Ufficio catechistico la chiosa «In questi giorni sono entrambi molto occupati»

 

 

All’Angelus 23/06/2013 il Papa ricorda i Cristiani perseguitati e Cristo=verità: oggi in tante parti del mondo ci sono tanti martiri più che nei primi secoli, tanti martiri che sono portati alla morte per non rinnegare Gesù Cristo, che perdono la propria vita per la verità e Cristo ha detto io sono la verità quindi chi serve la verità serve Cristo. Rispetto a questo  chiaro pronunciamento mi pare assai distonica la sentenza con cui don Paul Renner incolpava i cristiani di essere auto-causa delle persecuzioni subite: segnalo al teologo le parole del Papa in merito ai Cristiani perseguitati e alla verità della nostra fede, sperando che ammorbidisca il suo giudizio: don Renner mi risponde ribadendo la sua tesi: «il concetto di religione assoluta o unicamente vera lo ha coniato la cristianità, avviando persecuzioni di credenti di altre fedi (alias “pagani”) ed innestando un meccanismo doloroso, di cui essi stessi oggi sono vittime. Chieda al Papa e vedrà che sarà d’accordo anche lui.». Ottempero all’imperativo preparando la seguente domanda e cercando chi me la possa indirizzare ad un collaboratore di Papa Francesco.

 

Il 24/06/2013 Rivolgo una domanda ad un collaboratore del Vescovo di Roma

    sono stato invitato a porre la domanda al Papa, ma indirizzo questa lettera ad un suo collaboratore, perché riterrei ingiusto sottrarre anche solo 5 minuti del tempo che per ben maggiori priorità il Papa dedica nell’esercitare il Ministero di successore di Pietro.

Non pretendo risposta, chiedo eventualmente una correzione fraterna per quanto di improprio venisse ravvisato in questa mia lettera.

Il CONTESTO della domanda.

Carissimo collaboratore del Papa,

son C, 63enne felicemente sposato, padre di 3 figli, nonno di 3 nipoti, impegnato in parrocchia anche per il servizio Portaparola di Avvenire e con un blog per il servizio di testimoni digitali.

Domenica 23/06 ascoltai commosso il Papa che all’Angelus ricordava Cristo=verità e i cristiani perseguitati, tema che curo con sofferente partecipazione: mi sovvenne al riguardo che don Paul Renner, plaudito teologo regionale con cui dialogo in discernimento, sostiene che oggi i Cristiani sarebbero perseguitati anche come conseguenza di questa loro antica presunzione (vedi il suo virgolettato in Domanda#2), plaudendo surrettiziamente al Leitmotiv della cultura dominante che ci chiede di rinunciare alla pretesa verità della nostra fede, quantomeno per favorire il dialogo interreligioso e la pace.

Non sono un teologo o uno storico delle religioni, amo educare alla sequela di Cristo me, figli, amici e parrocchiani, e non mi parrebbe di intendere nella dottrina della Chiesa cattolica o nelle parole del Papa, che dovessimo pentirci di testimoniare la verità-Cristo percependola come massima, o che dovessimo attenuare le persecuzioni proclamando che la nostra fede non sarebbe più vera delle altre: io e tanti Christifideles viviamo questa certezza senza presunzione di essere superiori agli altri, ma lieti di sperimentarla nella pienezza di significato della nostra vita, e parallelamente riconoscendo la Grazia presente in tante parti di verità delle religioni del mondo, senza sindacare il Disegno di salvezza e di amore con cui Dio contempla anche la vita e il destino dei fratelli non cristiani e non cattolici.

Domanda#2

Dopo aver ascoltato ieri commosso l’Angelus del Papa sui Cristiani perseguitati e Cristo=verità, Vi chiedo per favore di indicarmi l’indirizzo di un collaboratore del Papa al quale potessi efficacemente porre la correlata domanda#3, indottami da un plaudito teologo della mia Regione, don Paul Renner, che talvolta mi appare confondente rispetto al Magistero petrino, e che oggi così mi scrive: «il concetto di religione assoluta o unicamente vera lo ha coniato la cristianità, avviando persecuzioni di credenti di altre fedi (alias “pagani”) ed innestando un meccanismo doloroso, di cui essi stessi oggi sono vittime. Chieda al Papa e vedrà che sarà d’accordo anche lui.»

Domanda#3

Carissimo collaboratore del Papa, uso le parole di don Paul Renner «Chieda al Papa per sapere se è d’accordo anche lui» per chiederLe se il Papa sarebbe pienamente d’accordo con la posizione formativo-catechetica sostenuta nella fattispecie dall’influente teologo della nostra Regione che, in quanto presiede lo STAB e il collegato STAT, ha grande responsabilità nella formazione di sacerdoti e catechisti.

Non pretendo risposta e ringrazierei l’eventuale correzione fraterna che mi volesse usare.

Un abbraccio fraterno in Cristo.  CzzC

 

La 1ª risposta da Roma

Da: ...      Inviato: martedì 25 giugno 2013 09:31
A: CzzC
Oggetto: Re: due domande a corredo dell'offerta per l'Obolo di San Pietro

Pregiatissimo Signore, ... per la domanda teologica, La invito a rivolgersi al Suo Vescovo.

Cordialmente  Mons. T.P.

 

Ottempero rivolgendomi in Curia TN

Da: CzzC    Inviato: martedì 25 giugno 2013 09:42
A: Uff Catechistico Diocesano
Oggetto: Sono invitato da Roma a rivolgermi al Vescovo

Caro don ... sono invitato da Roma a rivolgermi al Vescovo, ma mi basterebbe il Vicario, sempre per la ragione di non disturbare troppo in alto: mi rivolgo a te per chiederti per favore di farmi da ponte verso Mons. L., cui girerei le Domande #2,#3 come indicatomi da Mons. T.P.

Ho scelto te come ponte, per i risvolti formativo catechetici delle Domande, che spero tu e il Vicario possiate consultare in allegato e nei relativi links.

Grazie di cuore a prescindere dall’esito di questa mia richiesta.

Cordiali saluti. CzzC     allegata Domanda#2 a Roma

 

da cui ottengo questa prima risposta

Da: Uff Catechistico Diocesano     Inviato: martedì 25 giugno 2013 16:46
A: CzzC
Oggetto: R: Sono invitato da Roma a rivolgermi al Vescovo

In questi giorni sono entrambi molto occupati. Buona serata  d. ...

CzzC: qualcuno penserà che sono un vanesio presuntuoso nel disturbare cotali Autorità religiose per cotali inezie, ma penso di non osare più di quanto abbia fatto il sedicente Gruppo del Vangelo di Trento, che in Ottobre 2012 occupò un’intera pagina di VT#44 per lanciare una lettera aperta al Vescovo, rivendicando il protagonismo dei laici nell’elaborazione del magistero scudato dal primato della coscienza individuale formata nel democratico confronto con la comunità (la cui maggioranza potrebbe anche preferire il relativismo) piuttosto che con la Guida del Magistero petrino.

 

23/10
2014

Annoto di non aver ricevuto risposta alla domanda qui sopra, ma conforto da Benedetto XVI su questo interrogativo: la verità nuoce al dialogo e alla Pace? Benedetto XVI: <kath.net> «Davvero la missione è ancora attuale? Non sarebbe più appropriato incontrarsi nel dialogo tra le religioni e servire insieme la causa della pace nel mondo? La contro-domanda è: il dialogo può sostituire la missione? Oggi in molti, in effetti, sono dell’idea che le religioni dovrebbero rispettarsi a vicenda e, nel dialogo tra loro, divenire una comune forza di pace. In questo modo di pensare, il più delle volte si dà per presupposto che le diverse religioni siano varianti di un’unica e medesima realtà; che “religione” sia il genere comune, che assume forme differenti a secondo delle differenti culture, ma esprime comunque una medesima realtà. [CzzC: corrisponde ad uno dei Leitmotiv della cultura dominante masso-illuminata]. La questione della verità, quella che in origine mosse i cristiani più di tutto il resto, qui viene messa tra parentesi. Si presuppone che l’autentica verità su Dio, in ultima analisi, sia irraggiungibile e che tutt’al più si possa rendere presente ciò che è ineffabile solo con una varietà di simboli. Questa rinuncia alla verità sembra realistica e utile alla pace fra le religioni nel mondo. E tuttavia essa è letale per la fede. Infatti, la fede perde il suo carattere vincolante e la sua serietà, se tutto si riduce a simboli in fondo interscambiabili, capaci di rimandare solo da lontano all’inaccessibile mistero del divino»